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Ameli (Pd): «Acqua di bassa qualità,
è ora di abbassare le tariffe»

ASCOLI - Il capogruppo consiliare interviene sulla situazione del servizio idrico: «Dopo quattro anni dal sisma siamo ancora al punto di partenza nel cercare nuovi sorgenti. C'è una certa politica che fa finta di non vedere quello che sta accadendo, e questo non può essere tollerabile»

Danni del sisma alle condutture della Ciip

di Renato Pierantozzi 

Dai valori ai temi concreti dell’attualità cittadina. Come preannunciato nella conferenza stampa di martedì scorso (leggi l’articolo), il capogruppo consiliare del Pd, Francesco Ameli, apre il dibattito intorno alla gestione di uno dei beni pubblici vitali: il ciclo integrato delle acque, dalla sorgente fino alla depurazione che nel Piceno è in capo alla Ciip spa di proprietà dei 59 Comuni soci e quindi di fatto dei cittadini.

Capogruppo Ameli perchè partire proprio dall’acqua?

Francesco Ameli

«L’acqua è il bene comune per eccellenza, un bene pubblico e deve essere gestito in maniera tale, i milioni di utili devono essere utilizzati per migliorare la qualità dell’acqua e almeno, fino a quando non sarà possibile, sarebbe opportuno un abbassamento delle bollette che sono sono salite in maniera spropositata».

Sui social si è aperto un dibattito molto acceso, lei che giudizio dà del servizio erogato ai cittadini?

«L’acqua è di bassa qualità: le stoviglie escono dagli elettrodomestici sporche di bianco, i rubinetti si intasano di residui, l’acqua rossa che esce dai rubinetti non ha ancora soluzione e se, come ci dicono, fosse dovuta al cloro sarebbe molto strano perché vorrebbe dire che lo si usa in quantità elevate.. Se Sparta piange Atene non ride: in vallata e nei comuni limitrofi l’acqua rossa è un problema serio ed inoltre vi sono chiusure notturne. Cosa inaccettabile».

Che può fare la politica allora di fronte ad un’azienda totalmente pubblica come la Ciip?

«C’è una certa politica che fa finta di non vedere quello che sta accadendo, e questo non può essere tollerabile. La gestione dell’acqua pubblica ha bisogno di lungimiranza e buona programmazione. Dall’evento di Tallacano questo non è stato fatto il necessario: se si fosse agito con lungimiranza con la ricerca di nuove sorgenti e impianti di soccorso ottimizzati ci saremmo trovati pronti dinanzi ad eventi imprevedibili ed avremmo evitato di far bere agli ascolani acqua dei pozzi di Castel Trosino da quasi due anni».

I danni del sisma e della crisi idrica sono comunque evidenti…

«Il sisma ha diminuito la portata delle sorgenti verissimo, ma in più di 4 anni siamo ancora al punto di partenza senza una soluzione pratica, che banalmente è quella di trovare nuove sorgenti. Sembra che invece chi dovrebbe farlo pensi ad altro.
La politica ha fatto delle scelte sulla Ciip, ed è bene che se ne occupi adeguatamente. Ci sono cittadini che si stanno organizzando in maniera autonoma fuori dalla politica, addirittura con class action. Spero possano trovare sostegno delle associazioni di consumatori spero possa essere una “sveglia” per la politica che fa finta di non vedere».


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