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“Cappotto termico” su spazi pubblici,
adottate le linee di indirizzo

ASCOLI - La relazione istruttoria in materia di efficientamento energetico degli edifici è stata discussa nell'ultimo Consiglio comunale. Si differenziano all’interno e al di fuori del centro storico. Cosa dicono il sindaco Marco Fioravanti e il vice sindaco e assessore all'Urbanistica, Gianni Silvestri
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Ad Ascoli, nel corso dell’ultimo Consiglio Comunale, è stata discussa la relazione istruttoria in materia di efficientamento energetico degli edifici, con riguardo alla possibilità di realizzare cappotti termici su spazi pubblici.

Il sindaco Fioravanti e il vice Silvestri

«La volontà dell’Amministrazione è quella di dare uno specifico indirizzo per la realizzazione di tali cappotti termici, che rappresentano un isolamento da applicare internamente o esternamente agli edifici per diminuire la dispersione di calore – spiega il sindaco Marco Fioravanti – vogliamo far coesistere le esigenze di chi vuole realizzare cappotti termici su spazi pubblici con la necessità di garantire comunque una forma di risparmio energetico e sostenibilità ambientale. Per questo i criteri che abbiamo deciso di adottare permetteranno di rispettare la necessaria sicurezza della circolazione pedonale e veicolare e le normative in materia di abbattimento delle barriere architettoniche, ma gli interventi risulteranno compatibili anche con le esigenze di tutela del paesaggio e del patrimonio artistico della nostra città».

Le linee di indirizzo adottate per la realizzazione di cappotti termici su spazi pubblici si differenziano all’interno e al di fuori del centro storico. In quest’ultimo caso è ammessa la realizzazione dei cappotti termici, in extra-spessore, sulle pareti di edifici posti in contiguità ad aree pubbliche, per uno spessore massimo di 12 centimetri (compresi intonaci e finiture). Restano ferme però alcune condizioni: il cappotto termico dovrà essere realizzato preferibilmente sull’intera facciata dell’edificio e, in ogni caso, i colori di finitura dovranno essere concordati con il servizio SUE e dovranno essere utilizzate tonalità tenui appartenenti alla gamma delle terre. Dovrà inoltre essere garantita l’accessibilità degli spazi pubblici, con particolare attenzione alla dimensione di marciapiedi e passaggi pedonali, che non potrà in nessun caso essere inferiore a un metro.

All’interno del centro storico invece, in conformità alla disciplina del vigente Piano Particolareggiato Esecutivo, non è ammessa la realizzazione di cappotti termici, in extra-spessore, sulle pareti di edifici privi di intonaco né su edifici intonacati, anche se in contiguità con aree pubbliche. Ma in considerazione della tipologia degli edifici costruiti dal 1957 – anno di entrata in vigore del Piano Regolatore Generale – su tali edifici, qualora intonacati, in deroga al PPE è ammessa la realizzazione di cappotti termici, in extra-spessore, sulle pareti di edifici poste all’interno di aree private, per uno spessore massimo di 12 centimetri compresi intonaci e finiture.

«Il cappotto termico dovrà essere realizzato preferibilmente sull’intera facciata dell’edificio, i colori di finitura dovranno essere concordati con il servizio SUE e dovranno essere utilizzati materiali naturali a base di calce e tonalità tenui appartenenti alla gamma delle terre» aggiunge Gianni Silvestri, vice sindaco e assessore all’Urbanistica – in questo modo, verrà rispettata anche una certa uniformità cromatica sia all’interno sia all’esterno del centro storico. Inoltre, a fronte della realizzazione del cappotto termico insistente su spazio pubblico, sarà previsto un congruo indennizzo annuo quantificato, secondo le tariffe della Tosap permanente stabilite nel regolamento comunale, ridotte del 100% proprio per incentivare queste importanti tecniche di edilizia sostenibile».


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