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L’appello dei camionisti:
«Aprire punti ristoro
solo per gli autisti»

ASCOLI - Parla il segretario nazionale della Pmia, l'ascolano Roberto Galanti: «I mezzi circolano non solo in autostrada, ma dappertutto. In Francia è stato raggiunto un accordo per lasciare aperti 280 punti ristoro con parcheggi, bagni e docce»
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di Renato Pierantozzi

«Lasciate aperti i punti ristoro agli autisti non solo in autostrada». E’ l’appello che arriva dal segretario nazionale della Pmi-Autotrasporto, l’ascolano Roberto Galanti, alla luce delle chiusure sempre più restrittive di locali come bar e ristoranti considerati “vitali” per gli autisti che viaggiano per ore non solo in autostrada.

Anche nelle Marche, che si apprestano a diventare regione “arancione”, si va verso una serrata no stop di bar e ristoranti (ad eccezione di asporto e consegne) fino ad oggi aperti fino alle 18.

Roberto Galanti

«Si rischia -avverte il segretario Galanti- di mettere in gioco la dignità delle persone, in particolare di una categoria che, da sempre ed in particolar modo nel lockdown di inizio anno dell’emergenza, ha sempre garantito la certezza della presenza nei supermercati degli alimentari, dei dispositivi medici, delle attrezzature e dei medicinali e di tanto altro.
In sostanza siamo “eroi” nella normalità dell’attività svolta con dedizione, umiltà e professionalità. Non ci piace essere definiti eroi, ma responsabili che pretendono rispetto e dignità. Ora con le restrizioni di necessità, i trasportatori rischiano di trovarsi nell’impossibilità di consumare un pasto caldo e accedere ai servizi igienici, se non in autostrada. Perchè solo in autostrada dove, per altro, si praticano prezzi assurdi?

I mezzi circolano nella capillare rete stradale nazionale, anche su tratte non a pedaggio; pertanto sarebbe logico prevedere apertura di punti di ristoro da individuare, ascoltando la categoria e non i professionisti delle letture che non corrono al passo con i tempi. E’ mai possibile che dobbiamo prendere esempio da altri stati».

Che cosa è stato fatto in particolare? «In Francia -prosegue Galanti- le Associazioni dell’autotrasporto, su questo problema di limitazioni orarie, hanno chiesto l’apertura di 280 punti di ristoro riservati ai camionisti tanto che da sabato 7 novembre 2020 scorso ha permesso a 280 ristoranti di aprire le porte agli autisti di veicoli industriali dalle 18 alle 22.
La selezione all’ingresso dei punti di ristoro avverrà tramite la presentazione della Carta di qualificazione del conducente (CQC). Tutto questo dopo che i sindacati francesi avevano annunciato una mobilitazione della categoria se questa richiesta non fosse stata accolta e ora considerano questa apertura come un primo passo, perché in seguito bisognerà aumentare il numero delle deroghe.

Camion in coda in A14

Buon senso? Io credo sia il dovuto riconoscimento dell’importanza , del rispetto e della dignità di un settore vitale per la normale sopravvivenza di tutti.
I sindacati francesi hanno pensato forse meno alle provvidenze finalizzate alla innovazione dei mezzi e di più alla praticità. Ora, oltre ad un pasto caldo, i camionisti francesi potranno beneficiare di parcheggi, servizi igienici e docce.

Da definire -conclude Galanti- l’elenco dei locali ad esclusivo utilizzo della categoria nelle ore dove circolano quasi elusivamente solo i mezzi pesanti. Esempio difficile da copiare in Italia? Assolutamente no, ma è necessario avere buon senso, attenzione, praticità e conoscenza del sistema trasporto


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