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Tavolo provinciale antiviolenza,
si torna operativi

RIUNIONE ONLINE dopo lo stop forzato dovuto alla pandemia. Il ruolo del Comune di San Benedetto e le politiche di prevenzione e contrasto alla violenza di genere
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Dopo il forzato arresto dovuto alla pandemia, si è riunito in videoconferenza il Tavolo di Coordinamento Locale Antiviolenza. Su invito dell’Ambito Territoriale Sociale 22, il tavolo è tornato a discutere delle politiche di prevenzione e contrasto alla violenza di genere che attua l’apposita rete costituita da rappresentanti di istituzioni, sindacati, forze dell’ordine, associazioni del terzo settore, centro antiviolenza e altri enti.

La riunione online del tavolo

Dopo l’apertura dei lavori da parte del direttore dell’Ambito Domenico Fanesi e di Maria Luisa Volponi, assessore alle pari opportunità del comune di Ascoli, si è aperto il confronto per consentire a ciascun componente di aggiornare sull’evoluzione della situazione.

Il Comune di San Benedetto è presente al tavolo fin dalla sua costituzione grazie al lavoro svolto dall’assessorato alle pari opportunità che si è concretizzato con la costituzione nel maggio 2017 della cabina antiviolenza e che ha portato alla firma del Protocollo Antiviolenza voluto dalla Regione Marche per permettere ai soggetti coinvolti nel contrasto alla violenza di parlare un linguaggio comune.

Nel condividere la posizione espressa da diversi componenti il tavolo circa la necessità di insistere sulla formazione, l’assessore alle pari opportunità Antonella Baiocchi ha sottolineato che l’attività formativa deve coinvolgere tutti, prevalentemente le maglie della rete, al fine di superare le falle della cultura della violenza.

«Una formazione di qualità deve puntare sulla comprensione della matrice della violenza -spiega la Baiocchi-. Se si capisse nel profondo questo concetto, si comprenderebbe che, al di là della rilevanza statistica e mediatica, la violenza può essere subita e attuata da chiunque, al di là del sesso. Trovo riduttivo che le pari opportunità ad ogni livello istituzionale si occupino solo delle donne: dovrebbero aprirsi alla difesa di ogni persona che, nella società, è vittima di un atteggiamento discriminatorio, prevaricante e violento».


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