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Caritas, il sostegno ai poveri
durante la pandemia covid

ASCOLI - Una disamina sulle attività e sulla funzione della Caritas diocesana, il principale soggetto per la promozione della testimonianza della carità della comunità ecclesiale. Ecco come funzionano in città l’emporio e la mensa, catene solidali rimaste attive anche durante il periodo di lockdown

L’Emporio Madonna delle Grazie

di Andrea Pietrzela

Assiste numerosi bisognosi, grazie ad una rete di volontari, offrendo beni primari come cibo e indumenti a chi non può permetterseli. Soprattutto in periodi duri come quello che stiamo vivendo adesso. È questa l’attività principale, conosciuta dai più, della Caritas diocesana di Ascoli Piceno, una delle 13 delle Marche, il cui lavoro rientra nell’area progettuale dell’emporio solidale e consiste nel fornire aiuto principalmente a famiglie in difficoltà socio-economica.

LA POVERTÀ – In Italia, ci sono quasi 1.7 milioni di famiglie che versano in condizione di povertà assoluta, per un numero complessivo di quasi 4.6 milioni di individui: si parla di numeri molto più alti diquelli precedenti la crisi del 2008-2009 (Fonte: Istat, 2019). Non abbiamo dati relativi alla sola città di Ascoli, ma non ci sembra azzardato ipotizzare che, soprattutto dopo la recente crisi economica da lockdown, il numero dei poveri stia aumentando anche qui.

LA CARITAS DI ASCOLI – È in questo contesto che interviene un organizzazione come la Caritas, impegnata ad Ascoli Piceno in particolare da quando si sono registrati i primi segni di disagio dovuti alla chiusura di molte fabbriche dai primi anni 2000, con conseguente perdita di lavoro e di reddito per numerosi nuclei familiari. E non solo: in città, il tasso di disoccupazione risulta superiore a quello regionale. Senza considerare il fenomeno delle cosiddette nuove vulnerabilità: famiglie con reddito che però fanno fatica ad arrivare a fine mese.

Per coloro che sono maggiormente in difficoltà, il primo aiuto materiale è rappresentato senz’altro dal cibo. Ecco come la Caritas lo fornisce a chi ne ha più bisogno.

L’EMPORIO – Uno dei primi servizi dedicati a chi è in difficoltà economica è rappresentato dall’Emporio “Madonna delle Grazie”, ora aperto il martedì e il giovedì dalle 16 alle 18 e il sabato mattina dalle 9 alle 11. La struttura è stato inaugurata 9 anni fa e consiste, in pratica, in un supermercato gratuito dove chi ha bisogno può andare a recuperare generi alimentari e prodotti per l’igiene personale. Lo scopo principale è quello di ridare dignità alle persone attraverso la libertà di scelta, per quanto limitata possa essere, dei prodotti.

Possono accedere all’Emporio tutte le famiglie residenti nei Comuni della Diocesi segnalate dalle Caritas, da privati o da enti: si deve presentare una domanda, con documenti allegati, presso il Centro di ascolto della Cartias diocesana. Un “gruppo di valutazione” prenderà poi in carico la richiesta e assegnerà un importo mensile ed un periodo di fruizione.

L’Emporio della Caritas diocesana ha organizzato, durante il lockdown, una distribuzione di pacchi con generi alimentari basilari e necessari per una settimana del valore di circa 50€ l’uno: ogni sabato, tutte le famiglie bisognose ricevevano due scatoloni. Per i soggetti considerati “fragili” era anche prevista la consegna a domicilio.

LA MENSA – Un altro servizio primario è rappresentato dalla mensa. Quando la cucina per i poveri è stata chiusa causa coronavirus, i volontari non hanno mollato e si sono occupati, ovviamente nel rispetto delle norme igienico-sanitarie, dell’approvvigionamento e della distribuzione di circa 70 pasti al giorno. Coinvolte le suore di Sant’Onofrio, supermercati, panifici, fruttivendoli e qualche negozio di gastronomia chiuso al pubblico. Una vera e propria catena solidale no-profit costruita per non abbandonare chi è in difficoltà, soprattutto nei periodi più duri come quello che stiamo vivendo.


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