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Ascoli sconfitto (2-1) a Venezia:
soliti problemi e senza attacco,
i fantasmi non se ne vanno

SERIE B - Dopo un buon primo tempo, chiuso in vantaggio con il gol di Pucino, nella ripresa si materializza la vendetta di Paolo Zanetti con i lagunari che giocano bene, segnano due gol e ne sfiorano altri. Il Picchio scompare dal "Penzo" e, a gara compromessa, resta anche stavolta in dieci per il doppio giallo di Brosco. Al di là delle dichiarazioni di facciata, Bertotto non può non esser messo in discussione

di Andrea Ferretti

Impossibile giocare il campionato di Serie B, ma anche le sfide amatoriali, senza attaccanti. L’Ascoli continua a fare eccezione perseverando nello schierarsi senza attaccanti degni di questo nome e rimediando a Venezia la quinta sconfitta in otto partite. I bianconeri, anche quest’anno, stanno pian piano prendendo confidenza con la zona bassa della classifica e restano a quota 5 grazie a due pareggi e a una striminzita vittoria.

Il gol del vantaggio di Pucino

Rispetto al pari interno con l’Entella, Bertotto ne cambia quattro. Rimette qualcuno (vedi Cavion) nel ruolo naturale e ripropone dall’inizio Leali in porta, Pucino nell’inedito ruolo di esterno alto, Avlonitis al centro della difesa e Chiricò a far coppia con Tupta in attacco. Il modulo è il 3-4-1-2 con Sabiri tra le linee, libero di muoversi rispetto a quanto accaduto con l’Entella, incatenato nel centrocampo.

Sul fronte opposto il Venezia si presenta al completo. Zanetti ha l’imbarazzo della scelta per il suo 4-3-1-2, tanto che in panchina porta attaccanti come Di Mariano e Bocalon.

Pronti e via e palla gol per il Venezia con Fiordilino che si trova a battere un rigore in movimento ma lo spedisce in bocca a Leali.

Kragl e Pucino: protagonisti del momentaneo 0-1

La risposta dell’Ascoli è il gol del vantaggio. Al 14′ Kragl – anche Bertotto ha capito che è meglio avanzato che non a fare il terzino – pennella un sinistro millimetrico sul secondo palo dove, puntuale, arriva Pucino: il piattone destro, da due metri, non lascia scampo a Lezzerini: 0-1.

Il Venezia non ci sta, ovvio, fa la partita e si butta in avanti esponendosi alle ripartenze del Picchio che ogni volta fanno incupire i lagunari. Al 20′ Mallè ha la palla buona in area, dopo una palla non trattenuta da Leali, e la sua conclusione del possibile pareggio viene respinta da Pucino, capitano tuttofare.

Il pari sembra cosa fatta al 28′ quando Fiordilino consegna un bel regalo ai collezionisti degli errori madornali sotto porta. Il centrocampista deve solo spingere la palla in rete ma, buon per l’Ascoli, riesce nell’impresa di non centrare la porta.

I bianconeri non stanno a guardare, anzi. E nell’azione seguente il centro di Kragl viene deviato di tacco da Mazzocchi: sarebbe autogol se Lezzerini non ci mettesse una strepitosa pezza deviando in angolo.

Il clamoroso errore di Fiordilino

Occasioni da una parte all’altra. Al 37′ è Aramu a liberarsi al tiro da fuori area: il suo sinistro a giro fa la barba al palo e fa venire un brivido a Leali.

Al rientro dopo l’intervallo, il Venezia rientra in campo ancora più pimpante di come aveva chiuso i primi 45 minuti.

E infatti all’11’ pareggia con Aramu che sfodera una conclusione sopraffina, una rovesciata su cui nè Spendlhofer nè Leali possono far nulla. Gol bello e pareggio meritato.

Aramu, uno dei migliori di tutta la B, ci prende gusto e al 15′ sfiora il palo con un’altra conclusione velenosa.

Il Venezia pressa da far paura e al 18′ è Sabiri, fortunatamente rimasto sul palo dopo la battuta dell’angolo, che salva sulla linea respingendo il colpo di testa di Modolo.

Il difensore vuole il gol a tutti i costi e al 21′ la sua deviazione sottomisura termina di poco sopra la traversa.

L’Ascoli non riesce più ad uscire e il gol del Venezia è nell’aria. Al 24′, la terza volta in pochi minuti, un giocatore del Venezia si ritrova solo in area. Stavolta è Fiordilino che è bravissimo nella battuta a volo sul centro di Di Mariano.

Quest’ultimo da poco in campo, come Pierini nell’Ascoli per l’inspiegabile sostituzione di Kragl. La risposta dell’Ascoli è nella conclusione di Chiricò parata senza problemi da Lezzerini.

Bertotto fa altre sostituzioni, ma non cambia nulla. Anzi, la squadra anche stavolta chiude in inferiorità numerica, anche questo segno di una tensione e di una confusione che comincia a prendere il sopravvento nello spogliatoio bianconero.

Lo stesso dove resta al comando Bertotto che, dopo essere stato “virtualmente esonerato” dopo l’1-1 con l’Entella, ha avuto la piena fiducia della società. Ma Pulcinelli & C. erano probabilmente certi di non perdere a Venezia.

L’Ascoli esce invece meritatamente sconfitto anche dal “Penzo” e insieme al ko prosegue il silenzio stampa, con o senza il quale la classifica non si muove.

Bertotto

VENEZIA (4-3-1-2): Lezzerini; Mazzocchi, Modolo, Ceccaroni, Felicioli (30’st Molinaro); Fiordilino, Taugourdeau, Maleh (30’st Cringoj); Aramu (36’st Cremonesi); Forte (36’st Bocalon), Capello (16’st Di Mariano). A disposizione: Pomini, Ferrarini, Svoboda, Marino, St Clair, Rossi, Bjarkason, Karlsson. Allenatore: Zanetti.

ASCOLI (3-4-1-2): Leali; Brosco, Avlonitis, Spendlhofer (34’st Cangiano); Pucino, Cavion (34’st Gerbo), Saric, Kragl (16’st Pierini); Sabiri; Chiricò (34’st Vellios), Tupta (13’st Bajic). A disposizione: Sarr, Ndiaye, Ghazoini, Sini, Eramo, Lico, Matos. Allenatore: Bertotto.

Arbitro: Amabile di Vicenza (assistenti Del Giovane di Albano Laziale e Berti di Prato, quarto ufficiale Ros di Pordenone).

Reti: 14’pt Pucino (A),  11’st Aramu (V), 24’st Fiordilino (V).

Note: espulso 43’st Brosco (A) per proteste. Ammoniti Cavion (A), Maleh (V), Brosco (A), Mazzocchi (V), Gerbo (A), Fiordilino (V) tutti per gioco falloso. Angoli 4-3 per il Venezia. Recupero 0’+3′.

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