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L’ultimo dono della contessa
Saladini di Rovetino a Comunanza

COMUNANZA - Ad agosto scorso la donazione dello storico palazzo Saladini alla Fondazione Ermanno Pascali. Negli anni precedenti la nobildonna, deceduta il 17 novembre, aveva arricchito la biblioteca civica con altri preziosi lasciti. Stefania Cespi (Archeoclub): «La struttura dovrà essere luogo di aggregazione e fucina di iniziative»

La contessa Saladini di Rovetino, accanto il sindaco di Comunanza all’epoca della donazione alla biblioteca, Domenico Annibali, e l’allora assessore provinciale alla Cultura Andrea Maria Antonini

 

Lo storico palazzo Saladini di Comunanza, nel centro storico del paese, è stato l’ultimo grande dono che la contessa Maria Silvia Saladini di Rovetino, vedova Antonini-Andreozzi ha voluto fare al suo paese.

D’intesa con le figlie Elisabetta e Giuliana, lo scorso mese di agosto la contessa ha lasciato l’edificio di sua proprietà, risalente al XVIII secolo, alla Fondazione Ermanno Pascali, motivando il lascito in onore a suo padre, il conte Tommaso, che è stato dal 1926 al 1941, presidente dell’Opera Pia Ospedale Civile Ermanno Pascali di Comunanza.

Con questo gesto, la nobildonna ha salutato il suo paese. Perché il 17 novembre, pochi mesi dopo dunque, è venuta a mancare.

La contessa Maria Silvia era nata nel 1927 a Comunanza. Suo padre era Tommaso Saladini dei Conti di Rovetino. Nel 1946 aveva sposato il sottotenente Luigi Antonini-Andreozzi e si è trasferita a Roma.

Al centro Stefania Cespi

Di certo, aveva conservato l’affetto per Comunanza e la sua gente, al punto che, nel 2007, dopo la scomparsa del conte Emidio Saladini, suo zio, che abitava nella residenza di famiglia, ha regalato alla biblioteca civica “Pietro Spinucci”-  su delega del nipote Antonio d’Errico –  una parte della cospicua dotazione libraria del conte Emidio, conosciuto  ed apprezzato come critico cinematografico e cultore dell’Arte.

Qualche anno dopo, la contessa decise di arricchire ulteriormente le sale della biblioteca, donando rari testi di cinematografia, pellicole, proiettore e antico mobilio, al fine di costituire il “Centro studi Emidio Saladini Conte di Rovetino di Arte e Cinematografia”, unico nel suo genere, che veniva inaugurato nell’ottobre 2010.

«Profondamente grati per le cospicue donazioni da lei effettuate al fine di accrescere lo spazio culturale di Comunanza, oggi, vogliamo ricordarla», ha detto Stefania Cespi, presidente dell’Archeoclub che gestisce la biblioteca e centro studi Saladini di Comunanza.

«L’Archeoclub – ha aggiunto – coltiva un desiderio, non proprio segreto. Che una parte del grande palazzo, possa di nuovo accogliere, nella naturale sede, le donazioni di libri e film. E fungere da luogo di aggregazione e fucina di iniziative, per le associazioni culturali comunanzesi».

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