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Quintana: polemiche, tensioni e carte bollate
anche nell’anno della pausa forzata

ASCOLI - A quindici mesi dai fatti, la sentenza in merito al vivace “scambio di idee” avvenuto all'interno del Sestiere della Piazzarola prima della partenza del corteo e la sera del 4 agosto, dopo l’ultima Giostra effettuata al Campo dei Giochi

di Andrea Ferretti

Quintana e tensioni. Quintana e polemiche. Binomi inscindibili fin dalle prime edizioni degli anni Cinquanta quando, dopo le goliardate e gli sberleffi – ricordiamo la marcia funebre post Giostra 1955 organizzata dai vincitori di Porta Tufilla nei confronti dei confinanti di Porta Solestà – hanno sempre preso più spazio sfociando spesso finite di fronte al “tribunale quintanaro” e anche a quello ordinario. Nel 2020 anche la Quintana si è dovuta piegare al Covid: un anno sabatico, un “buco storico”, in attesa di tempi migliori.

L’ultima tessera del puzzle quintanaro è stato quindi il 2019. Un anno in cui non sono mancate polemiche e tensioni. Iniziato con le dimissioni di mezzo comitato del Sestiere della Piazzarola, proseguito con le Giostre di luglio e agosto e concluso con le elezioni per il rinnovo dei comitati di Sestiere di dicembre.

Alla vigilia del lockdown tutti avevano cominciato a mettersi al lavoro per il 2020, poi più niente. Oltre al nuovo maestro di corteo (Marco Terrani) e ai nuovi responsabili del Gruppo comunale (Andrea Viozzi) e dei musici (David Paolini), venne anche rinnovato il collegio dei probiviri con il giudice Raffaele Agostini che subentrò al collega Emilio Pocci affiancando il presidente, l’avvocato Annagrazia Di Nicola, e Anna Gargiulo vice prefetto.

Probiviri che, a distanza di oltre un anno, hanno espresso il loro primo parere. Oggetto della riunione i fatti accaduti la sera di domenica 4 agosto 2019, giorno della Giostra, al Sestiere della Piazzarola, giù alla Cartiera Papale sulle sponde del Castellano. E’ lì che avvenne un vivace “scambio di idee” tra alcuni sestieranti (tutti soci iscritti all’albo), secondo “round” dopo il prologo del pomeriggio, prima della partenza del corteo da San Pietro Martire. “Scambio di idee” che proprio tale non fu, visto che uno dei tre ha poi denunciato gli altri e che il Tribunale di Ascoli sta ancora svolgendo indagini al riguardo.

Tempo due giorni e il comitato di Sestiere, presieduto da Enrico Celani, il 7 agosto produsse una relazione dettagliata dell’accaduto al sindaco-Magnifico Messere Marco Fioravanti e al Consiglio degli Anziani presieduto da Massimo Massetti in cui, come previsto dagli statuti dei Sestieri, chiese di “istruire un’inchiesta e interessare il collegio dei probiviri”.

Il 4 settembre il CdA della Quintana comunicò a una delle quattro persone coinvolte, e citate nella relazione del comitato, di aver ricevuto la “denuncia” del comitato biancorosso. Idem, dopo due giorni, di averne ricevuta un’altra da una delle altre tre persone coinvolte.

Il 7 settembre, da statuto, il CdA girò la questione ai probiviri. Dopo un salto record di ben tredici mesi, il 2 ottobre 2020 la risposta-parere dei probiviri al CdA con proposta di “ammonizione” a uno dei protagonisti dello “scambio di idee”. Sanzione minima perché poi ci sono sospensione e radiazione. Il richiamo dei probiviri era al regolamento di sfilata (articolo 23) anche se il sanzionato in quella situazione non era un figurante.

Il 20 ottobre il CdA, dopo aver ratificato il provvedimento, lo ha notificato al “sanzionato”. Quest’ultimo, più deluso che arrabbiato, in attesa dell’evolversi della vicenda giudiziaria, ha inviato al CdA e al sindaco una memoria difensiva raccontando la sua versione dei fatti e spiegando che “ritiene doveroso accettare la sanzione”, ma anche che “è anomalo che il CdA non si sia ancora pronunciato sugli episodi segnalati e, in qualità di parte lesa, vengo a sollecitarne la celere definizione, anche per giustizia ed equità rispetto a quanto disposto a mio carico”.

Secondo i probiviri ciò che accadde quella sera al Sestiere si riferisce a fatti che “vanno risolti all’interno del Sestiere” e anche che “il caposestiere è la figura di garanzia all’interno del Sestiere ed è tenuto a intervenire nel corso delle attività private per evitare che accadano episodi che rischiano di turbare l’armonia interna”. In sintesi, i probiviri non hanno preso un provvedimento per quanto accaduto al Sestiere poiché ritenuto luogo privato e non pubblico.

Restano dubbi su questa differenziazione pubblico-privato. E preoccupa che questo caso possa “fare giurisprudenza”. D’ora in poi, insomma, episodi di questo tipo non finiranno più davanti al “tribunale quintanaro”, perchè dirimerli sarà compito dei caposestieri e rispettivi comitati. A poche settimane dall’apertura del 67° anno quintanaro, si apre un vuoto regolamentare pericoloso.


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