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Dagli alberi-puntina
alle mascherine gettate a terra:
il senso civico,
questo sconosciuto

ASCOLI - Sono i piccoli gesti di civiltà che qualificano una comunità. L'amore per l'ambiente rischia di restare un vuoto slogan se le "dimostrazioni" contemplano piante sfregiate (gli esempi di Lungo Castellano e Annunziata), prati usati come cestini per i rifiuti e sigarette a terra
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Una nuova specie arborea: l’albero-puntina

di Luca Capponi

Il 2020 celebra l’avvento di una nuova specie arborea: l’albero-puntina. Predilige solitamente la zona del Lungo Castellano (e non solo), dove prolifera ormai da anni. Requisito fondamentale per attecchire: maleducazione, mancanza di rispetto e incivilità.

Non ci stancheremo di scriverlo: non è una puntina che fa morire un albero. Ma la totale assenza di senno, decoro, di cultura dell’ambiente che sempre si predica, il più delle volte per farsi belli, e quasi mai si mette in pratica. Dai lanciatori di sigarette dalle auto in corsa, altra razza diffusissima, alle mascherine gettate tra le campagne, sui prati, nei boschi, da chi forse una bella maschera dovrebbe teneresela bene attaccata al viso, sempre.

Si dirà, al solito, che ci sono problemi più gravi di cui occuparsi. Magari sì. O magari no. Perchè se è da certi gesti che si qualifica il  senso civico di una comunità, viene da chiedersi cosa possano apprendere di positivo le nuove generazioni osservando una pianta che viene usata come un qualsiasi oggetto, magari la prossima volta buona anche per essere scarabocchiata o, perchè no, incisa a bella posta come già si è visto fare in passato.

Questione di principio, che sicuramente a qualcuno sfuggirà. Niente di strano, se chi deve dovrebbe dare l’esempio buca le cortecce degli alberi per ficcarci dentro segnali stradali e simili, come accade (e si può osservare) sul Colle dell’Annunziata.


© RIPRODUZIONE RISERVATA


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