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L’Ascoli non c’è più
e al “Del Duca” passeggia (0-3)
anche il Cosenza: crisi profonda

SERIE B - La prestazione di Cremona a questo punto assume tutti i contorni di un episodio. Bianconeri disastrosi, all'ottava sconfitta in dodici partite, di cui quattro in casa. Il portiere avversario impegnato solo una volta su calcio piazzato. Squadra senza idee e mai pericolosa, spesso incapace di costruire un'azione. Il Picchio non è ultimo in classifica solo perchè ha perso anche l'Entella
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Capitan Brosco prima del via

di Andrea Ferretti

Se non l’avessimo visto giocare nelle precedenti undici partite, potremmo definirlo inguardabile. E invece è semplicemente il solito Ascoli che ha riproposto il solito copione che ormai tutti gli avversari conoscono, perdendo l’ottava partita su dodici, quarto ko al “Del Duca”. Picchio in crisi profonda, con l’unica speranza che non sia definitiva visto siamo solo a un terzo del cammino.

I calzettoni rossi in ricordo di Costantino Rozzi (venerdì il 26° anniversario della morte) non portano fortuna, ma sono invece di buon auspicio per il Cosenza che l’ultima e unica partita l’aveva vinta un mese fa.

L’Ascoli sembra partire bene, ma questa resterà solo un’impressione. Il Cosenza non solo si difende con ordine, ma al 16’ va vicinissimo al vantaggio. Petrucci libera Gliozzi che da destra serve davanti a Leali un pallone che Baez deve solo spingere in rete: traversa! Cavion quasi lo imita al 23’: Falcone non trattiene il calcio piazzato di Sabiri e il centrocampista spara alle stelle da due metri.

Al 42’Leali devia in angolo la punizione di Vera e dopo due minuti, con la difesa in confusione, è Baez col piattone destro a infilare l’angolino. Pochi secondi ancora, e tutti negli spogliatoi.

Nella ripresa passano meno di tre minuti e il Cosenza colpisce ancora. Baez e Sueva innescano un micidiale contropiede e quest’ultimo, 19 anni, pesca Gliozzi sul secondo palo: 0-2.

L’Ascoli si getta all’attacco e al 26’ Tiritiello salva sulla linea il colpo di testa di Cavion. La sfuriata dei marchigiani è tutta qui. Al 30’, infatti, il Cosenza, con Baez e Gliozzi, si mangia due volte nella stessa azione la possibilità di chiudere il conto.

A farlo ci pensa Bittante che al 35′ di testa raccoglie il traversone di Baez e, senza trovare opposizione, mette la sfera alle spalle di Leali. Festa Cosenza e Ascoli che lascia il campo a capo chino. Come è giusto che sia.

ASCOLI (4-3-2-1): Leali; Pucino (35’st Corbo), Brosco, Spendlhofer, Sini; Cavion (35’st Gerbo), Buchel (27’st Lico), Saric; Chiricò, Sabiri (14’st Tupta); Bajic. A disposizione: Sarr, Ndiaye, Sarzi Puttini, Avlonitis, Donis, Eramo, Scorza, Pierini. Allenatore: Delio Rossi.

COSENZA (3-4-1-2): Falcone; Tiritiello, Idda, Legittimo; Bittante (39’st Bouah), Petrucci (39’st Kone), Sciuadone, Vera (28’st Corsi); Baez; Gliozzi (39’st Bruccini), Sueva (21’st Balhouli). A disposizione: Matosevic, Saracco, Ingrosso, Schiavi, Ba, Petre, Sacko, Borrelli. Allenatore: Occhiuzzi.

Arbitro: Robilotta di Sala Consilina (assistenti Muto di Torre Annunziata e Yoshikawa di Roma, quarto ufficiale Rapuano di Rimini).

Reti: 45’pt Baez, 3’st Gliozzi, 35’st Bittante.

Note: espulso 47’st Lico (A) per aver calciato il pallone addosso a un avversario a terra. Ammoniti Sueva (C), Petrucci (C), Sini (A), Tiritiello (C), Brosco (A) tutti per gioco falloso. Angoli 5-4 per il Cosenza. Recupero 1’+3′.

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