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Conte “svela” il decreto Natale:
zona rossa dalla Vigilia alla Befana,
in arancione i quattro giorni feriali

EMERGENZA CORONAVIRUS - Il Governo ha varo il nuovo decreto. Dal 24 dicembre al 6 gennaio (festivi e prefestivi) la zona rossa riguarda spostamenti, pranzi, cenoni e chiusura dei bar e dei ristoranti. Per gli altri giorni (feriali) del 28, 29, 30 dicembre e 4 gennaio è zona arancione 
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Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte durante la conferenza di questa sera

 

Spostamenti, pranzi e cenoni, chiusura di bar e ristoranti: il governo ha varato il nuovo decreto Natale. L’accordo finale dopo giorni di trattative è quello di una zona rossa nazionale dal 24 dicembre al 6 gennaio, nei giorni festivi e prefestivi. Per gli altri giorni feriali, invece, zona arancione (28, 29, 30 dicembre e 4 gennaio). In tutto ci saranno dunque 10 giorni di lockdown totale mentre altri 4 saranno di parziali chiusure. L’Italia sarà zona rossa nei giorni di punta e arancione nei restanti. Lo ha annunciato il premier Giuseppe Conte, a termine del Consiglio dei ministri, che come di consueto si è fatto attendere dopo aver annunciato la conferenza alle 20,20 (è iniziata poco prima delle 22).  Sono così arrivate le tanto attese regole per le feste. Oltre ai cittadini desiderosi di capire cosa poter fare o meno tra Natale e Capodanno, anche chi ha un’attività commerciale, ristoratori e baristi erano rimasti nel limbo per giorni in attesa delle nuove misure, denunciando una situazione ormai difficilmente sostenibile. “Abbiamo dovuto rafforzare le misure, è stata una decisione sofferta – ha detto Conte – C’è  forte preoccupazione per impennata della curva”.

Il nuovo decreto legge su cui il governo ha trovato un’intesa dopo giorni di riunioni, polemiche e litigi lascia in vigore tutte le norme previste dal precedente decreto legge numero 158 all’articolo 1, comma 2: «Dal 21 dicembre 2020 al 6 gennaio 2021 è vietato ogni spostamento in entrata e in uscita tra i territori di diverse regioni o province autonome». Il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione è sempre consentito. È invece vietato andare nelle seconde case «ubicate in altra Regione o Provincia autonoma» e, il 25, 26 dicembre e 1 gennaio, anche in altro comune.

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