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Dall’incendio alla rinascita,
storia del “monte” di Mimì

ASCOLI - Lo scorso settembre un atto doloso ha mandato in fumo il "porcile" di Monte di Rosara, ritrovo di creativi, artisti e soprattutto amici. Uno spazio di anima e musica. Emidio Giovannozzi però non si è perso d'animo e grazie all'aiuto di tanti lo sta ricostruendo pezzo dopo pezzo
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L’impagabile panorama da Monte di Rosara

di Luca Capponi

Il “porcile”, la musica, le risate, i panorami mozzafiato. E un sogno nel cassetto, per valorizzare uno dei luoghi più suggestivi dell’entroterra Piceno. Tutto in fumo, in una fredda notte di metà settembre.

Emidio Giovannozzi al lavoro

Quella di Emidio “Mimì” Giovannozzi e del suo buen ritiro di Monte di Rosara, frazione a pochi chilometri da Ascoli,  non è però una storia che finisce male. Anzi, in un momento plumbeo come quello attuale, è una panacea per chi vede tutto nero.

Un’incendio di natura dolosa, su cui stanno indagando le forze dell’ordine, ha bruciato gran parte di uno spazio amato da molti, ritrovo costante di musicisti, artisti, creativi ma soprattutto amici; una specie di “factory” che negli anni ha legato tanti rapporti umani. In maniera salda. Commovente.

L’incendio, oltre aver distrutto attrezzi, strumenti, impianti elettrici, tetti e murature per migliaia di euro di danni, ha rischiato di produrre conseguenze anche più gravi, visto che è arrivato a lambire una bombola del gas.

Parte di ciò che è andato bruciato durante l’incendio

Dopo il fattaccio, che ha lasciato basiti e sconvolti in molti, è però immediatamente partita una raccolta fondi (ancora attiva a questo link) per riportare il “porcile” agli antichi fasti. E in centinaia hanno voluto contribuire, anche solo con pochi euro. Mai come in questi casi, è il gesto che conta.

«Sono rimasto stupito e non so davvero come ringraziare tutti -spiega Mimì-. C’è addirittura chi ha versato il suo contributo senza mai essere venuto qui, persone che non conosco ma che seguivano le vicende del “monte” sui social, e chi ha donato dall’estero. L’incendio ha prodotto tanti danni “fisici” ma anche morali, bruciando oggetti a cui tenevo molto, come il telo disegnato dal mio grande amico Pablosax, scomparso qualche anno fa».

Mimì con Peppe Voltarelli, Linda, Walter Monini e Marcello Piccinini durante un happening al monte

Mimì non è uno che molla. E infatti da quel maledetto settembre, ogni giorno, è al lavoro per rimettere tutto a posto. Gli amici, quelli che non lo hanno lasciato mai, quando possono vengono a dare manforte. Ricevendo in cambio tanta musica, quella non manca mai specie se rock, un bicchiere di vino e cibo fatto in casa.

«Senza di loro non ce l’avrei fatta, soprattutto in un momento difficile come quello attuale -continua-. Avevo in cantiere anche un’idea a livello ricettivo, che si è ovviamente arenata, ma andiamo avanti comunque con determinazione: il “monte” tornerà presto».

 

 


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