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Rifiuti, arriva il biodigestore:
«Ma quale inquinamento,
è un impianto a impatto zero»

FORCE - Dopo le polemiche sulla struttura che dovrebbe nascere in località San Salvatore, il sindaco Augusto Curti fa chiarezza: «Prima di esprimersi sarebbe meglio informarsi sul tema. Non stiamo parlando nè di una discarica nè di una centrale ma di una struttura all'avanguardia promossa anche da Legambiente»

di Luca Capponi

«Stiamo parlando di un biodigestore anaerobico che non produce aria, un impianto all’avanguardia completamente a impatto zero, che agisce nel pieno rispetto nell’ambiente. Non si tratta nè di una discarica nè di una centrale; è giusto e sacrosanto che, soprattutto i sindaci, si preoccupino per il loro territorio, ma prima di esprimere un parere sul tema credo che sia meglio informarsi».

Il sindaco Curti

A parlare è il sindaco di Force, Augusto Curti, che interviene in maniera decisa sulle polemiche scaturite dalla paventata realizzazione, da parte di privati, di un impianto per il trattamento dell’umido in località San Salvatore, proprio nel territorio del comune dai lui amministrato.

Una iniziativa che ha provocato la reazione di alcuni suoi colleghi della Valdaso, sia del versante Fermano che di quello Piceno. In particolare, a esprimersi contrariamente il primo cittadino di Montalto Daniel Matricardi, che ha scritto a Consind e Provincia chiedendo la sospensione dell’iter di autorizzazione. Ma anche l’assessore regionale Guido Castelli si è interessato al caso.

«Ricordo che il Comune di Force non ha nessun parere vincolante se non quello urbanistico, e che secondo la legge l’autorizzazione deve arrivare dalla Regione Marche, che si è già espressa favorevolmente, e dalla Provincia che sta raccogliendo i pareri -spiega Curti-. Per quanto mi riguarda, all’inizio ero scettico, ma quando ho studiato il progetto mi sono convinto: si tratta di un impianto all’avanguardia, identico a quelli esistenti in Trentino, che ricava biometano dalla fermentazione del rifiuto umido. Il gas così ottenuto verrà captato dalla vicina condotta che serve il territorio montano e, da lì, giungerà direttamente nelle nostre case. Non esistono combustione né produzione di energia. Per quanto mi riguarda mi trova dunque d’accordo, in continuità con la politica ambientale che perseguiamo ormai da anni».

Il biodigestore di Faedo, in Trentino

«Qualora si realizzasse una collaborazione con la vicina ex Marollo, per il conferimento degli scarti di lavorazione vegetale, si risolverebbe anche il problema dei forti odori provenienti da quell’insediamento -continua Curti-. Si tratta di una tecnologia non impattante, che tratta il problema dei rifiuti in maniera efficiente, ecologica ed etica, tanto che a livello nazionale viene supportata anche da Legambiente. Senza contare il suo valore in tema occupazionale, perchè darà lavoro almeno a 15 persone».

«Ripeto -conclude- posso capire la preoccupazione, ma prima di gudicare invito tutti a visitare una struttura del genere e a farsi un’idea senza tirare in ballo cose che non c’entrano nulla. Siamo sempre stati sul pezzo per quanto riguarda le tematiche green, siamo l’unico comune ad avere un ecocentro automatizzato e penso che su questo delicato tema abbiamo sempre fatto la nostra in maniera egregia».

 

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