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Scuole da ricostruire, il Comune
chiede procedure speciali
Il Pd: «No a delocalizzazioni dal centro»

ASCOLI - Il sindaco Marco Fioravanti si è rivolto nuovamente al commissario Giovanni Legnini per un'ordinanza ad hoc, mentre il capogruppo del Pd Francesco Ameli chiede più trasparenza verso le famiglie

Mentre è partito l’iter tecnico (leggi l’articolo) per la demolizione e la ricostruzione delle prime scuole cittadine (la media Massimo D’Azeglio in centro e l’elementare “Don Bosco” di via Kennedy), il Comune non ha perso le speranze per accedere a procedure speciali in grado di accelerare i tempi rispetto a quelle “tradizionali” previste dal Codice degli Appalti.

E così il sindaco Marco Fioravanti ha incontrato nei giorni scorsi il commissario alla ricostruzione Giovanni Legnini per cercare di accorciare al massimo i tempi.

La scuola media di Monticelli chiusa dal 2016

«La volontà condivisa -ha detto il sindaco- con il commissario è quella di emanare un’ordinanza ad hoc per la nostra città, che permetta di velocizzare le pratiche di adeguamento sismico e ricostruzione delle nostre scuole.

A tal proposito, presto si insedierà una task force che affiancherà i tecnici del Comune, insieme alla struttura commissariale e la struttura dell’ufficio speciale regionale della ricostruzione guidata dall’assessore Guido Castelli, nelle varie attività da svolgere. Le tempistiche per queste attività sono lunghe e farraginose, ma noi continueremo a fare il massimo per accelerarle il più possibile». Via libera anche al progetto esecutivo per la sistemazione della scuola media “Don Giussani” di Monticelli dal valore di oltre 5 milioni.

Dalla minoranza arrivano le perplessità del capogruppo del Pd, Francesco Ameli. «Ancora non si conoscono gli esiti degli esami di vulnerabilità al di là delle promesse di pubblicazione da parte del Comune -afferma- mentre gli studenti continuano ad andare in classe in edifici che si devono demolire e ricostruire. E’ un paradosso. Chiediamo chiarezza sui tempi e le modalità di ricostruzione delle scuole. C’è anche la partita della programmazione perché rischiamo delocalizzazioni dal centro storico per il tempo dei lavori per cui serviranno anni. Dove, come e quando saranno trasferiti? Fino ad oggi non è stato fatto un processo partecipativo con gli studenti e le famiglie che devono programmare le loro vite. Non ne facciamo una questione partitica, ma politica».

rp


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