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Polizze illegali procacciate
da una società picena:
sequestri e denunce in tutta Italia (Video)

ASCOLI - L'operazione è stata condotta dalla locale Guardia di Finanza. Tutto è partito da un'ispezione antiriciclaggio nei confronti di una società finanziaria di Grottammare. Le Fiamme Gialle hanno rilevato illeciti penali e sgominato una rete nazionale. Ecco i particolari

 

 

Maxi-indagine della Guardia di Finanza di Ascoli che ha sgominato una rete nazionale di società finanziarie – e i cosiddetti “Confidi minori” – che emettevano polizze fideiussorie senza averne titolo, procacciate da collaboratori (agenti, mediatori e procacciatori di prodotti finanziari) di una società picena.

Nel mirino dell’operazione “Garantisce lui”, chiusa oggi 18 febbraio, sono finite 46 persone (rappresentanti legali dei “Confidi” e delle società finanziarie, nonché gli esponenti della rete nazionale di collaboratori dei quali la società picena, riconoscendo per la loro attività di “scouting” una parte delle provvigioni incassate dalle società mandanti, si era avvalsa per ricevere le segnalazioni dei potenziali contraenti delle polizze), residenti nelle province di Ascoli, Bari, Brindisi, Catania, Catanzaro, Cosenza, Crotone, Enna, Firenze, Frosinone, Latina, Milano, Modena, Napoli, Pavia, Perugia, Pescara, Reggio Emilia, Rimini, Roma, Teramo, Trento, Treviso.

Decisamente consistente l’entità degli incassi per il rilascio di polizze e provvigioni riconosciute ai “segnalatori” della clientela, complessivamente quantificati dalle Fiamme Gialle ascolane in 1,5 milioni di euro.

Sono stati sottoposti a sequestri preventivi, nella provincia di Ascoli, beni e valori per 817.400 euro. Poi anche a Bari (100.000 euro), Cosenza (113.000), Firenze (6.000), Frosinone (280.500), Latina (14.700), Milano (80.500), Napoli (19.000), Perugia (1.200), Pescara (11.700) e Roma (52.200).

Alla fine, sono ammontate a 217,5 milioni di euro le garanzie rilasciate in assenza delle titolarità previste dalla legge, quantificate dalla Finanza di Ascoli.

Sono 102 le condotte penalmente rilevanti, segnalate alle Procure della Repubblica presso i Tribunali di Milano, Torino, Roma, Firenze, Spoleto, Chieti e Salerno.

Le 46 persone sono state denunciate in quanto ritenute responsabili, a diverso titolo, dell’abusiva attività finanziaria. A loro carico ricorono i presupposti anche per il correlato reato contemplato dalla “legge antiusura”.

Condotte fraudolente, quelle disvelate, che saranno ora approfondite dalle stesse Fiamme Gialle negli ambiti della fiscalità Si sta infatti valutando la possibile applicazione, nei confronti delle 46 persone, della speciale normativa della tassazione dei proventi illeciti,  sull’eventuale materiale imponibile gravitante intorno alle numerose transazioni commerciali e finanziarie “sfuggito” all’Erario.

Tutto è partito da un’ispezione antiriciclaggio nel confronti di una società picena – era il novembre 2017 – condotta dai finanzieri ascolani nel contesto di un’analisi elaborata dal Nucleo speciale Polizia Valutaria di Roma, strutturata secondo le tecniche di project management con riferimento agli obblighi della normativa bancaria e di quella dell’antiriciclaggio.

Una progettualità operativa affidata, nella sua esecuzione, al Comando provinciale di Ascoli che, in considerazione dell’elevato tecnicismo richiesto dalle circostanze, aveva fatto ricorso alle risorse specializzate del locale Nucleo di polizia economico-finanziaria.

L’ispezione si era conclusa con la contestazione, a un 66enne di Grottammare, rappresentante legale dell’impresa, di violazioni alla normativa antiriciclaggio, con sanzione da 10.000 a 200.000 euro.

Ma i finanzieri di Ascoli non si sono fermati lì. Hanno infatti acquisito una serie di documenti per verificare se, oltre alla violazione  contestata, si potessero individuare anche condotte di rilevanza penale,  connesse ad un’abusiva attività finanziaria, in relazione proprio all’emissione di polizze fideiussorie. In questo caso è prevista anche la reclusione da 6 mesi a 4 anni e la multa da 2.065 a 10.329 euro.

Partendo da tale documentazione, nel giro di pochi mesi, le Fiamme Gialle accertavano che le società finanziarie e i suddetti “Confidi minorinon avevano la titolarità all’emissione di titoli di garanzia. L’emissione di polizze fideiussorie era loro preclusa dalla legge.

Pur consapevole di tale impossibilità, l’impresa picena segnalava comunque numerosi contraenti, che acquisivano polizze fideiussorie per importi garantiti, anche milionari.

La caserma di Ascoli, sede del Comando provinciale della Guardia di Finanza

Le indagini della Guardia di Finanza, a tutela dei mercati finanziari, ha consentito di ricostruire l’intera rete nazionale dei collaboratori della società d’intermediazione picena, portando alla luce un collaudato meccanismo di segnalazioni, incassi e provvigioni, a fronte del rilascio di polizze fideiussorie per centinaia di milioni di euro che non potevano essere emesse.

Si chiude così oggi l’operazione “Garantisce lui”, un’indagine di polizia giudiziaria avviata sulla scorta degli approfondimenti di trasversalità, esperiti a seguito di un’ispezione antiriciclaggio, che ha consentito alle Fiamme Gialle di Ascoli di ostacolare l’ingresso degli interessi criminali nell’economia legale, tutelando, nel contempo, la correttezza del peculiare mercato e il rispetto della concorrenza sleale.

Un contributo chiave, non limitato alla mera e tempestiva attività di repressione delle condotte criminali, ma volto a garantire, nel medio e lungo periodo, l’integrità economica, secondo una strategia che si fonda sull’esecuzione di accertamenti funzionali a sottrarre “linfa” alle organizzazioni criminali.

 

 


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