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Scuole e sisma, pronto il piano:
demolizioni e adeguamenti su 8 plessi,
“trasloco” per migliaia di studenti

ASCOLI - Giorni di incontri coi dirigenti degli Isc per il sindaco Fioravanti. L'impresa è titanica e richiede un grandissimo sforzo organizzativo, visto che coinvolge la città intera. Gli spostamenti dei ragazzi entro settembre 2022. A breve i risultati delle analisi di vulnerabilità sismica

di Stefania Mistichelli 

Iniziati – e quasi conclusi – gli incontri tra il sindaco Marco Fioravanti e i dirigenti degli Isc che insistono sul territorio ascolano, in merito alla programmazione dei lavori e dei successivi dislocamenti in un’altra sede dei plessi interessati dagli adeguamenti sismici.

Il sindaco Fioravanti

Giovedì il sindaco ha incontrato, infatti, Valentina Bellini dell’Isc “Ascoli Centro”, Silvia Giorgi del “Borgo Solestà – Cantalamessa” e Cinzia Pettinelli del “Don Giussani – Monticelli”.

La realtà scolastica coinvolta maggiormente risulta essere quella del centro storico. «Circa 700 bambini saranno coinvolti nello spostamento – afferma la dirigente Valentina Bellini- e per quanto riguarda le nostre richieste, siamo stati fermissimi su un punto: la scuola non va tolta dal centro storico, perché significherebbe privare la città di uno dei suoi cuori pulsanti. Credo, infatti, che ci siano edifici in grado di ospitare questi alunni, mantenendoli nel proprio quartiere: penso alla ragioneria, all’università, ad alcuni edifici comunali come la Sacconi, all’ex seminario».

«Spero che il comune venderà cara la pelle prima di delocalizzare intere scuole fuori dalla città -continua-. Al di là del fatto che è importantissimo rinnovare le scuole, siamo tutti molto preoccupati, perché svuotare interi quartieri e spostare tutti, alunni dai tre anni in su, nella zona industriale, sarebbe un’enorme perdita per la città, significherebbe svuotarla per almeno 7-8 anni, tra progettazioni e lavori. Per la vita della nostra comunità scolastica è essenziale mantenere la centralità nel centro storico, che è il quartiere in cui viviamo, su cui abbiamo strutturato anche il nostro piano dell’offerta formativa. La scuola rischierebbe di perdere la sua identità e con essa la città stessa».

L’ingresso della D’Azeglio

«Per quanto riguarda i tempi -conclude la Bellini– ci hanno fatto sapere che adesso l’amministrazione comunale procederà con la manifestazione d’interesse per vedere chi ha locali da offrire, in cambio di almeno quattro anni di affitto. A settembre 2021 si dovrebbe sapere dove andremo, quindi la scuola potrà fare il suo orientamento sapendo già quale sarà la sua collocazione temporanea, per cominciare a settembre 2022».

Un’impresa davvero titanica, che richiederà un grandissimo sforzo organizzativo da parte dell’amministrazione, visto che coinvolgerà interesse masse di popolazione e la città intera.

«Le sedi coinvolte nel nostro caso – fa sapere Silvia Giorgi – sono la “Cantalamessa” di via Nazario Sauro e il plesso “Ceci – San Serafino”, quello centrale dove c’è anche la presidenza, per un totale di circa 400 allievi. Penso che sia positivo che finalmente ci si sia un movimento in questo senso e auspichiamo che ora ci sia, su questo piano, un’attivazione immediata. Nel corso dell’incontro, abbiamo avuto notizia degli esiti dei rilievi per la vulnerabilità sismica, anche se solo in via informale; infatti, non ci hanno mostrato la documentazione».

La dirigente Silvia Giorgi

«Abbiamo avuto la comunicazione che gli indici rilevano una necessità di intervento, ma anche che rientriamo in un range che non richiede l’evacuazione immediata -continua-. Quello che abbiamo chiesto, a questo punto, è che da un lato l’amministrazione diffonda questi risultati all’utenza, dall’altro che lo spostamento degli alunni avvenga dall’inizio dell’anno scolastico. Inoltre, abbiamo chiesto garanzie sul fatto che tutto si svolga nella massima fluidità (perché è ora che questi edifici vengano sistemati) e che gli alunni trovino un’accoglienza idonea e soprattutto sicura».

Anche il quartiere di Monticelli sarà coinvolto da questi interventi. «Nel corso dell’incontro -afferma la dirigente Cinzia Pettinelli – abbiamo avuto indicazioni sui lavori da fare, un po’ di tempistiche, meno certezze sulla sistemazione dei plessi che dovranno essere adeguati. Per quanto riguarda Monticelli l’adeguamento riguarda il plesso centrale (primaria e infanzia) e la primaria di Poggio di Bretta. Per quest’ultima non ci sono problemi, perché avendo semivuota la scuola dell’infanzia, che ha solo una sezione e mezzo, abbiamo gli spazi per accogliere i bambini della primaria nel momento in cui si faranno i lavori. Il problema è più grande per quanto riguarda la sede centrale, che ha 18 classi, gli uffici. la mensa: una complessità non indifferente».

Cinzia Pettinelli

«Nel contempo però c’è da dire che a settembre 2023 dovrebbe essere completata la media di Monticelli -conclude-. Quindi, bisognerà ragionare per capire se si può trasportare anche la primaria in quel contesto, che sarebbe la cosa ideale, ma non so è fattibile. Noi abbiamo ribadito l’opportunità di mantenere comunque il plesso della Don Giussani nel quartiere. La valutazione del come e del dove adesso compete all’amministrazione».

Manca all’appello Elvia Cimica, la dirigente dell’Isc “Luciani – San Filippo”, e Monica Gabrioli dell’Isc “Falcone e Borsellino” di Villa S. Antonio, che il sindaco incontrerà prossimamente.

La “Don Giussani” di Monticelli

Nel frattempo, a breve verranno diffusi anche a beneficio della cittadinanza i risultati delle analisi di vulnerabilità.

«Faremo un comunicato stampa – afferma il sindaco Marco Fioravanti – visto che, essendo dati molto tecnici e quindi di difficile comprensione per i non esperti, avrebbe poco senso renderli pubblici senza “tradurli”. Il risultato principale è che per tutti gli 8 plessi (D’Azeglio, Malaspina, Don Bosco, Cantalamessa, Ceci, Don Giussani elementari e media e Poggio di Bretta) sono necessari degli interventi: in particolare due demolizioni e sei adeguamenti sismici».

«Per quanto riguarda la procedura avviata, abbiamo istituto un tavolo tecnico con il commissario Legnini e con la regione -continua Fioravanti-. Qui è emerso che le nostre procedure sono ottimali e quindi saranno prese a modello, perché siamo riusciti a comprimere molto i tempi, portando avanti contemporaneamente il dislocamento e l’avvio dei lavori. Entro marzo pubblicheremo tutte le gare di progettazione, per far partire i lavori per metà 2023. La scelta politica che abbiamo fatto è lasciare le scuole lì dove sono, recuperando gli immobili esistenti. Abbiamo iniziato a coinvolgere dirigenti e rappresentanti dei genitori per scegliere insieme, in modo partecipato, l’iter procedurale, su quando e dove mettere le scuole provvisorie».

«Gli spostamenti saranno effettuati entro settembre 2022 -è la conclusione-. Abbiamo comunicato a tutti i dirigenti che possono trovare immobili provvisori dentro all’Isc o proporci idee e proposte alternative per mantenere gli alunni nel quartiere. Entro marzo, inoltre, faremo un bando per pubblici e privati, per trovare le sistemazioni provvisorie. Quindi, faremo un secondo incontro con le scuole e con i genitori per cercare di capire quali potranno essere i contenitori migliori per spostare i ragazzi. Per quanto riguarda Monticelli, l’ipotesi suggerita dalla Pettinelli è molto intelligente e permetterebbe di non spostare i bambini dal quartiere, utilizzando la rinnovata scuola media (una volta pronta) per ospitare momentaneamente i bambini delle elementari».


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