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Covid, tempi difficili per i ragazzi
Emanuela Carboni:
«Ecco le nostre iniziative»

SAN BENEDETTO - L'assessore comunale alle politiche sociali ricorda le attività promosse come comunità educante e chiama tutti a raccolta per uscire dalla pandemia

 

L’assessore Carboni

La pandemia da Coronavirus e le restrizioni per arginarla stanno creando gravi disagi sulla popolazione. «Tra le categorie più a rischio ci sono sicuramente i giovani per i quali le relazioni sociali e il contatto interpersonale sono fondamentali»: ne è consapevole l’Amministrazione comunale, di San Benedetto.

«E’ in un’ottica di comunità educante – spiega l’assessore alle politiche sociali Emanuela Carboniche – da mesi stiamo conducendo iniziative rivolte ai bambini e agli adolescenti, dai Centri ludici polivalenti 0-100, coinvolgendo persone di tutte le età, scuole e terzo settore ai tre progetti che l’Amministrazione ha presentato al Dipartimento per le Politiche della Famiglia (per una richiesta di finanziamento di quasi 1 milione di euro) destinati a contrastare la povertà educativa e l’esclusione sociale dei bambini e dei ragazzi.
La comunità educante, inoltre, è il concetto ispiratore del ciclo di interventi inseriti nel cartellone “Prendersi cura di chi cura” che nel mese di marzo vedrà le scuole cittadine destinatarie di incontri on line tenuti da un noto psicoterapeuta e pedagogista per sostenere gli insegnanti e gli studenti nel faticoso percorso di ricerca del benessere emotivo e relazionale nei tempi del Covid.
Per combattere la dispersione scolastica, inoltre, il Comune, in qualità di Ente capofila dell’Ambito Territoriale 21, è componente del nuovo tavolo decisionale e di dialogo istituito tra Ambiti territoriali e teso ad implementare politiche innovative volte al contrasto della dispersione scolastica.
E va ancora ricordato che è stato approvato in Commissione, e presto andrà in Consiglio comunale, il regolamento per il funzionamento del Consulta comunale dei giovani, uno strumento di partecipazione che si pone l’obiettivo di favorire il raccordo tra i ragazzi e le istituzioni locali, promuovendo progetti, iniziative, dibattiti e ricerche, valorizzando la presenza dei giovani cittadini nei diversi contesti.
Abbiamo poi destinato 30.000 euro per l’implementazione di un Centro Diurno sperimentale per adolescenti con esperienze formative inadeguate, carenza educativa, disturbi comportamentali, nonché giovani a rischio devianza e dispersione scolastica.
Sappiamo bene di dover trattare una questione complessa, che ci spinge a cercare e sperimentare sempre nuove soluzioni cucite su misura sulle problematiche che si presentano di volta in volta.

Basti pensare che, dopo anni passati a contrastare l’isolamento e la solitudine, le istituzioni si sono trovate a dover convincere i giovani a restare nelle loro case e a limitare le situazioni di socializzazione».

 

 


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