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Eccellenza Marche,
la fiducia del presidente Panichi:
«Società ascolane pronte a ripartire»

CALCIO - Al netto di qualche defezione annunciata, il numero uno del Comitato regionale della Figc esprime sensazioni positive alla vigilia del consiglio nazionale che deciderà le sorti del massimo campionato marchigiano. Ancora in bilico, invece, il futuro di Promozione, Prima, Seconda e Terza Categoria
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di Federico Ameli

Ancora qualche ora di attesa e finalmente, dopo tante settimane di stop forzato e inevitabili slittamenti, si saprà qualcosa di più sul destino che attende il campionato di Eccellenza, fermo allo scorso 25 ottobre per via delle difficoltà connesse all’emergenza sanitaria.

Nel pomeriggio di domani – mercoledì 10 marzo – andrà infatti in scena il consiglio nazionale della Lega Nazionale Dilettanti, con il presidente Cosimo Sibilia e i rappresentanti dei comitati regionali che si riuniranno a Roma per far luce sul futuro della quinta serie, rimasto finora avvolto da una preoccupante nube di incertezza.

Ivo Panichi

In fondo si parla pur sempre di dilettanti, che nel quadro generale della pandemia globale non possono certo rappresentare la priorità del Paese. Eppure sono davvero tante le realtà locali – sportive e professionali – che attendono con ansia di saperne di più sul loro destino: calciatori in primis, dato che a quei livelli c’è anche chi con il pallone è abituato a guadagnarsi da vivere.

Proprio per questo motivo, in vista dell’imminente incontro nella Capitale, negli ultimi giorni il presidente della Figc Marche, Ivo Panichi, ha sondato il terreno con i rappresentanti delle squadre iscritte al campionato nel tentativo di delineare un quadro generale di cui rendere conto in consiglio nazionale e di comprendere le reali intenzioni di chi, una volta fissata una data per l’eventuale ripartenza, sarà poi chiamato a scendere in campo, con tutte le difficoltà del caso.

Come testimoniato dallo stesso presidente Panichi, nonostante qualche comprensibile forfait, dagli ultimi colloqui tra Comitato e società marchigiane filtra la volontà quasi generale di riprendere da dove interrotto qualche mese fa.

Una partita dell’Atletico Azzurra Colli

«In linea di massima – spiega il numero uno della Figc regionale – le società hanno manifestato il desiderio di ripartire. Qualcuno probabilmente si tirerà indietro, ma posso dire che tutte le società della provincia di Ascoli (Atletico Azzurra Colli, Atletico Ascoli, Porto d’Ascoli e Grottammare, ndr) hanno dato l’ok all’eventuale ripartenza. Ad oggi, però, non abbiamo garanzie: bisognerà aspettare il consiglio nazionale di domani e la successiva riunione del consiglio regionale, fissata per la giornata di giovedì. Ad ogni modo, la volontà della Lega Nazionale Dilettanti è di far ripartire il campionato di Eccellenza, che proprio per questo motivo è stato considerato alla stregua delle categorie nazionali. Personalmente credo ci siano i presupposti per tornare a giocare, ma si tratta di stabilire come e quando».

Una volta conclusi i lavori dell’assemblea nazionale e stabilite le linee guida, in caso di ripartenza toccherà infatti al Comitato regionale sedersi a tavolino per valutare la formula più adeguata per portare a termine la stagione, nel rispetto della salute di tutti i tesserati e del regolare svolgimento delle categorie superiori, soprattutto in termini di retrocessioni.

Con sole cinque giornate in archivio – senza considerare qualche gara rinviata già a inizio stagione – e ventinove ancora da disputare in base a quanto previsto dal calendario stilato ai nastri di partenza, non sarà così facile trovare la quadra per concludere la stagione, con i vertici della Figc locale che già da qualche settimana stanno valutando alcuni format d’emergenza per portare a casa questo tribolato 2020-2021.

Oltre a quello dell’Eccellenza, in ballo c’è anche il destino delle categorie dalla Promozione in giù, anche se gli ultimi sviluppi non sembrano promettere nulla di buono per gli ultimi rappresentanti del calcio di provincia, che in caso di ripartenza dovrebbero vedersela con una serie di spese difficilmente sostenibili da tante piccole realtà locali.

«Mi auguro che se ne possa parlare domani – dichiara Panichi – e che venga deciso qualcosa, dato che finora non c’è stato alcun pronunciamento in un senso o nell’altro. Quel che è certo è che il decreto ministeriale attualmente in corso scade il 6 aprile, per cui è impensabile riuscire a ripartire prima di quella data».

In attesa di novità da Roma e Ancona, per il momento la speranza è che si possa presto giungere a una soluzione in grado di mettere d’accordo tutte le parti in causa.


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