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In arrivo un’ondata di lavori pubblici e privati

ASCOLI - Svolte storiche in arrivo con i lavori sulla Salaria, sulla Mezzina e la ferrovia per Roma. L'esempio della studentessa Martina Di Vardo. L'indispensabile programmazione per vecchi ospedali o nuovo ospedale. Ciak di Piccioni con il Caffè Meletti chiuso

di Franco De Marco

Salaria, ferrovia per Roma e Mezzina: il Piceno difronte a svolte storiche

Una volta tanto vogliamo essere ottimisti difronte alla Politica che spesso, per non dire quasi sempre, ha deluso e mancato occasioni decisive per migliorare la qualità della vita dei cittadini e lo sviluppo. L’ottimismo ora deriva dal fatto che sul Piceno, se saranno mantenuti gli annunci, con atti anche già incardinati, sta finalmente per “abbattersi” una gran mole di opere pubbliche quindi creando lavoro e ripresa dell’economia (che significa, in soldoni frenare la fuga dei giovani dalla città per trovare lavoro). Il settore delle costruzioni, complici i cantieri della ricostruzione post terremoto, è in una fase di forte espansione dono anni neri. Il centro di Ascoli è tutto un cantiere per mettere in sicurezza le abitazioni lesionate, restaurare e abbellire.

La Provinciale Mezzina

A questi interventi su edilizia privata e pubblica, già avviati o in fase di avviamento, si aggiungono ora almeno  tre grandi opere relative ai trasporti. Pochi giorni fa la Commissione lavori pubblici del Senato, attraverso la gestione di un commissario in grado di accelerare le procedure e i tempi di realizzazione, ha sbloccato i lavori della Salaria. Struttura strategica. Così come, finalmente, a livello governativo, e anche locale, sembra si stia seriamente prendendo in considerazione la realizzazione della famosa Ferrovia dei due Mari per collegare San Benedetto-Ascoli a Roma. Si attende il progetto di fattibilità di Ferrovie. Bon è più solo un sogno evocato per tanti anni dai soli appelli del presidente della sezione di Ascoli di “Italia Nostra” Gaetano Rinaldi. Poi c’è in fase di accelerazione la strada Mezzina per collegare, via interno, Fermo a Castel di Lama e all’Ascoli-Mare. Tante opere. Tanto lavoro. Siamo ottimisti.

Martina Di Vardo

L’esempio di Martina Di Vardo: il teatro per aiutare a crescere

Martina Di Vardo, 17 anni, di Castel di Lama, studentessa del Liceo Scientifico “Orsini” di Ascoli, non è una “normale” studentessa. E’ un esempio di quella sensibilità, di quella solidarietà umana e di quella capacità di gettarsi con amore ed entusiasmo verso il bene comune, che solo i giovani possiedono. Brava Martina.  Ha dimostrato, con il suo impegno quotidiano a favore degli altri, come in particolare come il teatro, e l’arte in generale, sono materia prima indispensabile per la crescita umana di tutti. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella l’ha nominata Alfiere della Repubblica “per l’impegno e il senso di solidarietà con cui ha preparato spettacoli che avevano come protagonisti bambini in difficoltà” e “per le qualità e la sensibilità espresse nelle sue poesie”. Martina Di Vardo segue la scuola di teatro diretta da un regista di grande qualità come Tonino Simonetti, da tanti anni sul palcoscenico con passione e duro lavoro. «Con la loro testimonianza, questi ragazzi – ha commentato il Presidente della Repubblica  nel nominare gli Alfieri –  rappresentano il futuro e la speranza in un anno che rimarrà nella storia per i tragici eventi legati alla pandemia». Martina Di Vardo protagonista sul palcoscenico direttamente e indirettamente. Lei ha dichiarato: «Ho sempre cercato di aiutare i bambini più piccoli in difficoltà sia nella vita di tutti i giorni sia  nel periodo che ho trascorso in ospedale”. Questa studentessa è immediatamente diventata un simbolo di intelligenza e fraternità. Merita un riconoscimento pubblico anche da parte del  sindaco di Castel di Lama Castel di Lama, Mauro Bochicchio.

Vecchi ospedali potenziati o nuovo ospedale: serve programmazione a lungo termine

Quelli del centrodestra lo avevano detto durante la campagna elettorale per le regionali e ora mantengono la promessa. L’assessore regionale alla sanità Francesco Baldelli e l’assessore regionale al bilancio Guido Castelli, in un incontro sabato con i sindaci di Ascoli e San Benedetto ed altre autorità istituzionali, hanno ribadito l’intenzione della Regione di stoppare  definitivamente l’idea dell’”ospedale unico” (che però, dizione esatta dei politici del tempo, in realtà era un nuovo ospedale) per ridare dignità ad due ospedali esistenti. Viene però spontanea una domanda: ma, pur potenziando i servizi delle due vecchie strutture, quanto tempo si potrà poi andare avanti con sicurezza? La programmazione sanitaria deve avere un respiro a lungo termine. Ospedale “Mazzoni” e ospedale “Madonna del Soccorso” ospiteranno servizi più completi e qualificati. Magari saranno anche antisismici. Però non sono giovincelli e quello di San Benedetto in particolare si trova in pieno centro cittadino con problemi evidenti di accessibilità. Poi un’altra notazione a largo raggio: in tutte le altre province della Marche si stanno costruendo o si costruiranno nuovi ospedali. In Provincia di Fermo addirittura due considerando anche quello di Amandola. Poi a Macerata, Ancona e Pesaro. Queste nuove strutture certamente potranno garantire un servizio di lungo termine. Nel Piceno sarà la stessa cosa? Nuovo ospedale o ospedali vecchi potenziati? Amleto-Regione per il momento non ha dubbi.

E venne il giorno del ciak di Piccioni: Caffè Meletti chiuso fino a tutto aprile

Domani 15 marzo 2021 è il giorno in cui iniziano le riprese del nuovo film di Giuseppe Piccioni “L’ombra del giorno” con protagonista (e produttore) Riccardo Scamarcio. Il centro storico entra fino a tutto aprile in una specie di bolla artistica. E, guarda un po’, quasi che il lockdown fa da facilitatore per la produzione. Il Caffè Meletti, che come noto è il luogo di numerose riprese, resterà chiuso al pubblico fino a tutto aprile. Così come la piazza rimarrà “vietata” per molti giorni. Lo storico caffè di Piazza del Popolo funzionerà come ristorante (insieme al ristorante Dicaduca) solamente per una parte della troupe. Al film partecipano circa 200 comparse del posto. Insomma una partecipazione collettiva, non solo come ambientazione, da parte della città. E non sarà facile tenere a bada i curiosi almeno per le prossime due settimane bloccati però dalla zona rossa con divieto di passeggiate perdigiorno. Ascoli ha investito molto su questo film: la Fondazione Carisap ha contribuito con 100.000 euro, nel quadro dei propri programmi di promozione del territorio, e la Regione 150.000.  Giuseppe Piccioni è bravo ed è circondato da tanto affetto. Buon lavoro alla produzione. Ascoli spera di accodarsi al successo artistico che certamente verrà.

 


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