facebook rss

«Vengo a casa sua per un’offerta
vantaggiosa»: nonni soli in casa
potenziali vittime di truffe

ASCOLI - Nonostante la pandemia, una signora di 77 anni si è lasciata convincere a fissare un appuntamento nella sua abitazione con un presunto operatore di una nota società di servizi. Il numero da cui è partita la chiamata, ad un controllo, non è risultato riconducibile a nessuna azienda. La Polizia ribadisce che gli accessi nelle abitazioni private devono essere motivate dalla stretta necessità

di Maria Nerina Galiè

Non ci sono lavori che meritano meno rispetto di altri. Ma modi e modi di lavorare, quello si, fa la differenza.

E non si vuole sindacare sulle numerose telefonate che arrivano alle utenze private per vendere prodotti di tutti i tipi, in particolare offerte per servizi telefonici e per gas e luce, pretendendo risposte immediate e negando l’invio di informative tramite mail, in modo che il cliente possa valutare con calma.

Inoltre, non è vero che le insidie si celano soltanto dietro le truffe online.

C’è che, tra gli addetti al telemarketing, o presunti tali, riesce a fissare una appuntamento per recarsi a casa del cliente.

Inaccettabile per due motivi.

Uno. Per questo tipo di approccio è facile che la scelta ricada sugli anziani che vivono da soli.

Seppure attivi sui social – una finestra sul mondo che li ha trovati pronti ad accogliere la sfida tecnologica – queste persone potrebbero non essere sufficientemente preparati a capire che, dietro il nome di una società che eroga servizi da sempre e di cui si fidano, può nascondersi altro.

Due. Siamo in pandemia.

Le famiglie fanno sforzi enormi per tenere i nonni lontani dai nipoti. E ci sono perfetti sconosciuti che provano a ficcarsi nelle loro case, armati, o almeno è quello che affermano, dalle più nobili intenzioni come quella di propinare un’offerta vantaggioso, magari accettando un caffè che l’educato cittadino non mancherà di offrire.

La Polizia, avvertita dell’episodio, ha ribadito che – in ragione delle restrizioni anti Covid – gli accessi nelle abitazioni private devono essere legate a motivi di stretta necessità e previo accertamento che non ci sia all’interno un caso di quarantena o di positività.

Quindi, difficile non pensare alla malafede del presunto venditore pronto a “correre il rischio di contagio” pur di entrare incautamente in una casa per un contratto.

Altro dato poco rassicurante, in questo particolare momento sono diminuiti i furti nelle abitazioni, perché non sono mai vuote. Ma sono aumentate le truffe, specie ai danni delle persone anziane.

IL FATTO – E’ accaduto ad una donna di 77 anni di Ascoli. E non è stata l’unica. 

Ieri, 19 marzo, le arriva una telefonata da un numero di cellulare.

La chiama per nome e cognome e le propone un’offerta vantaggiosa per un’utenza domestica nella sua abitazione.

La signora non mette in dubbio che l’interlocutore è un incaricato della società erogatrice con cui ha rapporti da anni. Anzi gli precisa che al momento non abita all’indirizzo di cui lui parla, poiché la casa è inagibile per il sisma.

La persona dall’altra parte del filo non si perde d’animo e le chiede il nuovo indirizzo, seppure provvisorio.

Lei lo specifica senza problemi e accetta di fissare un’incontro. Proprio a quell’indirizzo per il lunedì successivo. Fortunatamente la donna è solita raccontare le sue “marachelle” ai figli che immediatamente la allertano del potenziale pericolo. Potrebbe essere un malfattore, le dicono. Oppure la persona più onesta del mondo ma che, senza saperlo, ti porta in casa il virus.

La donna prova a giustificare il suo gesto: «Pensavo fosse una cosa seria. E comunque gli ho detto di non salire e che ci saremmo visti davanti al portone». Ma si rende conto di aver agito con leggerezza, e acconsente a non dare corso all’appuntamento.

Impossibile ricontattare il numero da cui la 77enne è stata contatta per disdire l’appuntamento: non accetta chiamate in entrata.

Quindi il venditore, o presunto tale, farà un viaggio a vuoto. Si spera. Ma intanto, sa dove abita la donna. non c’è sperare che si tratto di un vero addetto procacciatore di contratti.

Facendo una ricerca sul web, emerge che quel numero è “sconosciuto” (lo stesso sito ha identificato altri numeri come riconducibile ad un’azienda) ed è stato segnalato da utenti che scrivono: «Dicono di essere dell’Enel», «Non rispondere». 

Le segnalazioni degli utenti emerse dalla ricerca del numero di cellulare in questione


© RIPRODUZIONE RISERVATA


Torna alla home page


Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati




X