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Ascoli e il virus dei cambi di casacca

ASCOLI - Il Tabernacolo del Vasari che torna a splendere in Duomo e la fila per salire sul treno della "Ferrovia dei Due Mari": su entrambi fronti il determinante ruolo di Italia Nostra. Il cambio di casacca in Parlamento di Rachele Silvestri e i precedenti di Monica Acciarri e Guido Castelli

 

di Franco De Marco

La bella notizia, torna a splendere: il Tabernacolo di Giorgio Vasari

Grazie al generoso intervento economico (50.000 euro) dell’associazione “Italia Nostra”, e in particolare all’iniziativa del presidente della sezione di Ascoli, professor Gaetano Rinaldi, è stato concluso il restauro del prezioso Tabernacolo progettato da Giorgio Vasari: aretino, celebre pittore, architetto e storico dell’arte. E’ un altro, dei tantissimi, tesori d’arte in possesso di Ascoli, che presto tornerà ad essere esposto al pubblico nella Cattedrale (attualmente si trova nella sacrestia a causa dei lavori in corso).

La Cattedrale di Ascoli

Questo Tabernacolo ligneo, finemente intarsiato e dorato, con colonne, nicchie e tante immagini sacre, risalente al 1573, secondo alcune fonti storiche era stato attribuito a Cola dell’Amatrice. Il ritrovamento, da parte dell’architetto Michele Picciuolo, della corrispondenza tra il vescovo di Ascoli, Camaiani e lo stesso Giorgio Vasari, legati di amicizia, ha confermato che l’opera è sicuramente del pittore aretino. Ed è un simbolo di bellezza artistica che, appena il coronavirus sarà debellato, sarà sicuramente molto apprezzato dai turisti. Un’attrazione in più per il territorio. «La nostra epoca – ha commentato con belle parole l’amministratore apostolico di Ascoli, e vescovo di Rieti, Domenico Pompili – ha bisogno di bellezza come dell’aria e con il fine restauro del Tabernacolo del Vasari abbiamo la possibilità di ammirare un’opera di straordinaria bellezza che nutre l’anima e offre speranza in questi tempi di difficoltà».

Rachele Silvestri

Salto della quaglia, non è più notizia: ultimo caso Rachele Silvestri

Con il caso dell’onorevole Rachele Silvestri, carneade della politica ascolana eletta a sorpresa alla Camera nel 2018 nella lista del Movimento 5 Stelle, successivamente trasmigrata nel gruppo misto ed ora nelle fila di “Fratelli d’Italia”, il capoluogo piceno comincia ad avere la sua bella “cifra” in materia di salti della quaglia o cambi di casacca che dir si voglia.

Nel 2019, in occasione delle comunali, ci fu il caso clamoroso di Monica Acciarri che, lasciato il Pd in cui aveva ricoperto ruoli di primo piano, si candidò con la lista civica “Insieme” a sostegno del candidato sindaco del centrodestra Marco Fioravanti diventando poi assessore comunale. L’anno scorso poi Monica Acciarri si è candidata con ottimo risultato alle regionali per la Lega.

L’altro caso eclatante, due anni fa, è stato quello dell’ex sindaco di Ascoli Guido Castelli il quale lasciò Forza Italia (in precedenze aveva militato in Msi, An e Pdl) per aderire anche lui a Fratelli d’Italia nella cui lista nel 2020 è stato rieletto consigliere regionale assumendo anche il ruolo di assessore. Tre pezzi da novanta della politica ascolana, insomma, che hanno avuto significativi ripensamenti e riposizionamenti. Il virus del salto della quaglia è sempre in agguato. “Solo i morti e gli stupidi non cambiano mai opinione” diceva lo scrittore inglese James Russel Lowell.

Gaetano Rinaldi, presidente di Italia Nostra

Sulla “Ferrovia dei Due Mari” ora tutti salgono in carrozza

Della Ferrovia dei Due Mari, o Ferrovia Salaria, denominazione moderna e definitiva sulla quale bisognerà decidersi, per collegare San Benedetto-Ascoli-Roma, si parla da quasi 200 anni. Il primo progetto fu addirittura del 1841 e il 26 novembre 1903 ci fu anche un comizio per festeggiare l’imminente inizio dei lavori. In anni recenti, soprattutto per merito della sezione di Ascoli di “Italia Nostra”, l’opportunità di questo collegamento ferroviario, per la rinascita delle aree interne soprattutto dopo il terremoto, l’idea è stata rilanciata. Ma nessuno lassù in alto (leggi Comune, Regione, Governo) se ne è mai fatto realmente carico. Opera troppo costosa, irrealizzabile, il ritornello esplicito o recondito. Quasi fastidio difronte a chi tentava di sostenere e far camminare il progetto. Adesso invece, merito anche del terremoto di cinque anni fa, il progetto della Ferrovia dei Due Mari ha trovato una unanimità di consensi e anche di atti concreti come il progetto di fattibilità dato in carico a Ferrovie. Un positivo ripensamento. “E’ l’ultimo treno per Roma” hanno affermato con una efficace immagine l’altro giorno il sindaco di Ascoli Marco Fioravanti e l’onorevole sambenedettese Lucia Albano di Fratelli d’Italia che hanno scritto ai ministri Enrico Giovannini e Mara Carfagna per far inserire l’opera nel Pnrr (Piano nazionale ripresa e resilienza) da presentare alla Commissione europea nell’ambito del Next Generation Eu. Il sindaco ha anche lanciato un “Manifesto” che ha subito trovato tante adesioni. In tanti hanno sottoscritto una petizione. Insomma, finalmente, una generale compatta mobilitazione. Governo batti un colpo.


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