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Elvira Carfagna,
dalle passerelle di Versace
a… wonder woman

L'EX MISS MARCHE, sambenedettese doc e milanese d'adozione, lasciò il mondo della moda a soli 27 anni. Dopo un infortunio, il medico le consigliò di praticare uno sport. Prima si è dedicata alle maratone, ed ora è diventata una specialista del triathlon. Nel futuro, chissà, anche il golf
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Elvira Carfagna

In una recente trasmissione televisiva di Barbara D’Urso tutti hanno notato la sua indiscutibile bellezza. Per chi la conosce da sempre questa non è una novità. Era ospite insieme al figlio, Jacopo Zenga, 35 anni, anche lui calciatore come il padre Walter e recente protagonista a “Grande Fratello Vip”.

Lei è Elvira Carfagna, sambenedettese doc ma milanese d’adozione, vincitrice di diversi concorsi di bellezza come quando nel 1981 venne eletta Miss Marche e partecipò alle finali di Miss Italia prima che le si spalancassero le porte del mondo della moda.

«A Miss Marche – racconta – partecipai di nascosto contro il volere di mio padre, e vinsi il titolo. Con mio padre é sempre stata una lotta, non voleva neanche che praticassi l’atletica leggera dove, nei 100 e 200, ottenevo buoni risultati. Non aveva capito che io sono uno spirito libero e, se qualcuno vuole sottomettermi, ottiene l’effetto contrario. Cosí ho iniziato a percorrere la strada dell’indipendenza con Miss Italia, per poi approdare nel mondo della moda».

Perché proprio Versace? «Sono andata sempre controcorrente, ero giovanissima e all’epoca Versace era semi sconosciuto, gli stilisti in voga erano altri ma a me piaceva il suo stile, ho seguito il mio istinto, mandato il mio curriculum con foto ed ho avuto ragione perchè Versace é poi diventato un numero uno. Tuttora sono in contatto con la famiglia Versace, ed ho un buonissimo rapporto con tutti loro».

Come é stato l’incontro con Gianni Versace?

«Sinceramente non é iniziato bene, mi ha fatto aspettare quattro ore e quando é arrivato la prima cosa che mi ha detto é stata: “Non mi piace il tuo trucco, sei troppo formosa, devi dimagrire!” Sono rimasta di sasso, e giá pensavo come ritornare a casa e con quale scusa dato che anche a Milano ero andata di nascosto? Invece mi chiamò la segretaria e mi disse: “Tranquilla, a Gianni sei piaciuta tantissimo per il tuo viso squadrato, particolare, peró ascolta il suo consiglio, dimagrisci un pó perché da ora lavorerai con noi”. Così é stato. Ho lavorato nella moda anche dopo il matrimonio e la nascita di mio figlio. Fino a 27 anni, poi ho smesso».

Tutte le ragazze vogliono fare le modelle, ma smettere invece a soli 27 anni?

«Sono un pó particolare, in realtà il richiamo e l’amore per lo sport é stato sempre forte, mi piace l’adrenalina della competizione, dove sei sola contro tutti e contro te stessa, così sono tornata alla corsa e poi al triathlon».

Elvira con il figlio Jacopo da Barbara D’Urso

Ma il triathlon è massacrante, ci vuole un fisico bestiale, come mai questa scelta? «Ho iniziato con le mezze maratone ma, dopo un serio infortunio, il mio osteopata mi consigliò di praticare uno sport con più specialità come il triathlon che prevede nuoto, bici e corsa. Mi sono incuriosita, informandomi su questa disciplina, ed é stato un colpo di fulmine. Non sapevo ancora nuotare e andavo poco in bici. Ma la mia forza di volontà e i tanti sacrifici hanno fatto sì che fossi ingaggiata dal Cus Pro Patria di Milano per poi passare al Rho Triathlon Club. Nella mia categoria ora vinco quasi sempre, e quando ho rappresentato l’Italia ai Mondiali di Rotterdam, in Olanda, é stata un emozione incredibile. Anche lí ho vinto».

Quindi allenamenti tutti i giorni e magari anche una dieta particolare?

«Sono seguita da una dietologa e mi alleno instancabilmente per molte ore sei giorni alla settimana, con qualsiasi condizione meteo e qualsiasi temperatura. Il triathlon non prevede stop, e per me é come una droga. Dopo il giorno di riposo non vedo l’ora di ricominciare, ma sempre seguita attentamente dai miei “angeli custodi” Nicola Silvaggi e Alfredo Capretti».

Walter e Jacopo Zenga

I tuoi momenti di svago come li trascorri? E quali sono i capi di abbigliamento preferiti?

«Sono amante del tubino, del tailleur elegante, sia con gonna che pantaloni, ma anche jeans e camice, e adoro le scarpe con tacco alto e gli occhiali. Quando sono in relax mi concedo due bicchieri di vino rosso e leggo molto. Mi piace molto andare al ristorante ma in questo periodo di pandemia é un’utopia, non vedo l’ora che ci vacciniamo tutti  per ritornare a vivere e gareggiare normalmente».

Quale altro sport vorresti praticare?

«Il golf, ho preso delle lezioni e mi é piaciuto molto. E’ nel mio mirino, appena posso voglio approfondire. Tecnica, concentrazione, forza e visione concentrati in un attimo: é affascinante».

 

 


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