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Contisciani: «Il rilancio del Piceno passa dalla valorizzazione del patrimonio naturale, storico-culturale ed enogastronomico»

ASCOLI - Il presidente del Bim Tronto: «Una criticità è quella viaria e infrastrutturale che porta all'isolamento del nostro territorio: dobbiamo tornare al centro delle politiche regionali, dopo anni di disattenzione e miopia. Occorre fare rete, è di vitale importanza. Qualche segnale, da questo punto di vista, c’è e ne sono molto contento»

Luigi Contisciani

di Piersandra Dragoni

Con i suoi 17 comuni consorziati il Bacino Imbrifero Montano del fiume Tronto (Bim) è indubbiamente un osservatorio privilegiato per analizzare la situazione sociale ed economica del territorio piceno. Ecco cosa dice Luigi Contisciani, presidente Bim Tronto e presidente dell’assemblea nazionale Federbim.

Cos’è il Bim Tronto e di cosa si occupa?

«E’ un consorzio nato per tutelare i diritti delle popolazioni di montagna riguardo l’utilizzo delle acque in relazione alla produzione di energia elettrica che ha anche il compito di favorire la crescita economico-sociale delle comunità promuovendo iniziative e attività adeguate. Gli ultimi anni di governance sono stati caratterizzati da una visione innovativa e al tempo stesso rigenerativa della missione statutaria, fatta di percorsi progettuali che hanno preso vita da un lavoro comune tra enti pubblici, privati e realtà del terzo settore.»

Quali sono, a suo avviso, le maggiori criticità?

«Sono legate proprio alle aree interne che hanno bisogno oggi più che mai di interventi concreti per una ripresa produttiva. Questi luoghi, già gravemente feriti dagli eventi sismici, ora devono fare i conti con una nuova emergenza sanitaria e sociale: occorre ricostruire non solo strade e case ma anche un’identità sociale attraverso azioni che puntino alla valorizzazione di risorse come legno, acqua, energia, tipicità, biodiversità, patrimonio storico-culturale. Altra criticità è quella viaria e infrastrutturale che porta all’isolamento del nostro territorio: dobbiamo tornare al centro delle politiche regionali, dopo anni di disattenzione e miopia. Occorre fare rete, è di vitale importanza. Qualche segnale, da questo punto di vista, c’è e ne sono molto contento.»

Cosa sta facendo il BIM Tronto per  promuovere la crescita economico-sociale del territorio?

«E’ impegnato in politiche di sostegno al turismo e all’economia locale attraverso la valorizzazione delle peculiarità naturali e culturali nonchè delle produzioni artigianali, creando e mettendo a sistema le filiere territoriali, curando la qualificazione e la specializzazione della manodopera e potenziando le attività a favore delle categorie sociali più bisognose: le cito come esempi le iniziative a favore della filiera del legno, della rete del travertino e i due progetti di ricerca portati avanti assieme all’Università di Camerino sull’Anice Verde di Castignano e la Mela Rosa dei Sibillini. Inoltre è il soggetto capofila del progetto “Mete Picene: Musei, esperienze, territori, eccellenze del Piceno”, realizzato insieme alla Fondazione Carisap, che mira a valorizzare e potenziare il Sistema Museale Piceno, una rete cui aderiscono 29 comuni e circa 80 musei creata dal BIM nel 2017. Da ultimo, abbiamo lanciato il marketplace a km zero “Made in Piceno”, una piattaforma che è una vera e propria vetrina digitale del territorio in cui le aziende e le attività artigianali potranno – gratuitamente, grazie ai fondi messi a disposizione dal Bim Tronto – esporre e vendere le loro eccellenze e i loro servizi.»

Com’è il Piceno che vorrebbe il presidente Contisciani?

«Vorrei un Piceno  che metta a sistema tutte le energie e gli stakeholders presenti sul territorio in modo da gestire sinergie strategiche di rilancio, perchè è un dato di fatto che la collaborazione porta numerosi vantaggi e fra questi anche l’arricchimento e il potenziamento degli interventi grazie all’ampliamento delle risorse a  disposizione.»

Quali potrebbero essere le strategie giuste per costruire il Piceno che verrà?

«Intanto quella della co-progettazione: penso, ad esempio, alla squadra di Mete Picene – formata da professionisti, enti pubblici, privati, una Fondazione e un’associazione del terzo settore – che si è rivelata una miscela perfetta anche per altre progettualità. Ma sicuramente la valorizzazione del patrimonio naturale, storico-culturale ed enogastronomico é una ulteriore strategia di rilancio per il Piceno che verrà, direi che è la strada maestra per proporci su una scena nazionale e internazionale  in modo da supportare e stimolare l’economia e il progresso sociale del nostro territorio.»

 

 

 

 

 


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