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Università, aree verdi e biblioteche:
le idee dei giovani per la città
«Restituire ai ragazzi fiducia nel futuro»

ASCOLI - L'indagine della lista civica "Fuori dal tunnel", che ha intervistato 100 persone di età compresa tra i 17 e i 27 anni chiedendo cosa cambierebbero per migliorare la loro qualità della vita. Dalla richiesta di nuovi corsi di laurea alla carenza di spazi green attrezzati, ecco le risposte

di Luca Capponi 

Potenziamento dell’università, necessità di spazi all’aperto attrezzati, formazione al passo coi tempi. Ed un monito: «In tanti, troppi, hanno voglia di restare e mettere su famiglia in città, ma non riescono a immaginarci un futuro solido».

Secondo i giovani c’è carenza di aree verdi attrezzate

La parola passa a loro. Quelli tra i 17 e i 27 anni. Sono 100, per l’esattezza, interpellati da “Fuori dal tunnel“: studenti delle scuole superiori e universitari, laureati, lavoratori e disoccupati. Obiettivo di “Idee giovani per la città futura”, quello di capire cosa i ragazzi vorrebbero per migliorare la loro qualità della vita.

La risposte, variegate, hanno visto predominare alcuni temi ritenuti, evidentemente, nodali.

A commentarli è Alberto Di Mattia, uno dei punti di riferimento di questo gruppo giovane che, alle ultime elezioni, provò anche a proporsi per la corsa al Comune con una lista civica e indipendente, senza però riuscire nell’impresa.

Alberto Di Mattia

«Come avevamo annunciato, però, il nostro lavoro continua, sempre in ottica costruttiva e propositiva -spiega Di Mattia-. L’idea di effettuare questa indagine rispecchia proprio questa filosofia. Crediamo che le idee e le proposte dei ragazzi possano dare qualcosa in più ad Ascoli. Ma non solo loro, per questo pur mantenendo la nostra impronta di base a breve daremo spazio anche ad iniziative di altro stampo».

«Tra i punti toccati dalla maggioranza degli intervistati c’è l’Università -continua-. In molti non la vedono ancora completa e in grado di garantire una proposta a 360 gradi né dal punto di vista dell’offerta formativa né da quello relativo ai servizi. Si chiedono, tre le altre cose, corsi di laurea in linea con le prospettive occupazionali legate al mondo digitale».

«Manca poi uno spazio per studiare all’aperto, attrezzato -va avanti Di Mattia- ed in questo si riscontrano le carenze della biblioteca comunale, col chiostro di Sant’Agostino non ritenuto congruo alla domanda dei ragazzi, poco spazioso, senza sedute e con connessione a volte poco affidabile.  Inoltre, per una città di quasi 50.000 abitanti i ragazzi chiedono altre biblioteche decentrate.».

E a proposito di spazi all’aperto, i giovani intervistati anche su questo hanno le idee chiare. Stante la presenza di tante aree verdi in città, secondi i ragazzi ne manca però una che sia attrezzata a dovere, con posti a sedere, connessione e servizi, un luogo dove ritrovarsi non solo a studiare, ma anche predisposto per fare sport, condividere eventi culturali e dove poter fruire di cibo e ristoro.

«La carne al fuoco è tanta ed i ragazzi hanno idee, occorre ascoltarli -conclude Di Mattia-. Tematiche relative al green ed ai mondi digitali rappresentano il futuro ed un punto da cui poter costruire. Proprio qualche giorno fa ho rivisto il film “Il grande Blek“, ambientato nella Ascoli degli anni ’70, e già lì i ragazzi parlavano di voler andare via: credo che si tratti di un trend inevitabilmente da invertire».

 


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