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«Riaprite i centri commerciali
nel weekend, i protocolli sono adeguati»

EMERGENZA CORONAVIRUS - Il direttore generale Confcommercio Marche Centrali, Massimiliano Polacco, prende una posizione netta contro la decisione del Governo

Il centro commerciale “Al Battente” pieno di auto in epoca lontana dal Covid 

 

«I centri commerciali possono stare aperti sette giorni su sette e deve essere subito data questa possibilità alle attività economiche presenti in queste strutture».

E’ la netta presa di posizione di Confcommercio Marche Centrali che non accetta la decisione con la quale è stata annullata la previsione di cancellare, nonostante la collocazione della nostra regione in fascia gialla, le misure restrittive per queste strutture in riferimento alla chiusura di gran parte delle attività nel fine settimana.

«Risulta del tutto incomprensibile – attacca il direttore generale Confcommercio Marche Centrali Massimiliano Polaccocome gli stessi protocolli di sicurezza che consentono ai centri commerciali di restare aperti da lunedì a venerdì, non risultino adeguati nel fine settimana, permettendo la stessa garanzia nella gestione degli accessi e degli afflussi.

Sin dall’inizio dell’emergenza, centri, parchi e gallerie commerciali hanno adottato misure di sicurezza ancor più stringenti rispetto a quanto richiesto a livello governativo ed hanno ribadito a più riprese la totale disponibilità a rafforzarle qualora necessario per assicurare tutte le garanzie necessarie a tutelare al meglio consumatori, dipendenti e fornitori dai rischi connessi alle possibilità di contagio.

Va ricordato che dall’inizio della pandemia non è stato mai registrato alcun caso di focolaio nelle 1200 strutture presenti nel Paese».

polacco

Massimiliano Polacco

La mobilitazione per far riaprire i centri commerciali nel fine settimana è già partita anche a livello nazionale.

«In un contesto fortemente in evoluzione – conclude Polacco – in cui stiamo assistendo alla riapertura di numerose attività, è assolutamente necessario fornire risposte chiare ai 600.000 lavoratori dei centri commerciali e fare chiarezza sui criteri utilizzati dal Governo e dagli organismi di supporto come il Cts per valutare una volta per tutte il grado di rischio connesso all’apertura delle strutture di grandi dimensioni in presenza di opportuni protocolli condivisi».


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