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Crisi Samb: gruppi al lavoro
per presentare le offerte all’asta,
Moneti auspica unità di intenti

SERIE C - E' il debito sportivo del club rossoblù ad essere tenuto sotto osservazione da coloro che sono interessati a rilevare il complesso aziendale della Samb. Moneti: «Nessuna preclusione per altri imprenditori op per quelli locali. Andare all'asta per aumentare il prezzo sarebbe assurdo e da incoscienti»

Gianni Moneti

di Benedetto Marinangeli

La “sora Camilla Samb”, tutti la vogliono nessuno se la piglia, almeno per il momento. In attesa dell’asta in programma mercoledì prossimo alle ore 12 presso lo studio del notaio Pietro Caserta, i gruppi intenzionati a rilevare il complesso aziendale rossoblù stanno mettendo a punto tutte le prescrizioni richieste, prima fra tutte la costituzione di una nuova società con nuova denominazione sociale e con  sede a San Benedetto.

E’ il debito del club comunque ad essere sempre più sotto la lente di ingrandimento. Al 3 maggio era quantificato in 1 milione e 940.000 euro cui va aggiunto il costo del titolo sportivo, fissato come base d’asta a 400.000 euro. Di quest’ultima cifra, 300.000 serviranno per pagare le spese di maggio mentre, con la restante parte, verranno saldati i curatori.

Inoltre vanno aggiunti anche altri 300.000 euro che servono per coprire le spese di giugno.

A questa somma, però, vanno decurtati i 730.000 euro della fideiussione e i  200.000 circa che i calciatori si sono decurtati.

Facendo i classici conti della serva, l’acquirente interessato a rilevare la Samb dovrà sborsare 1.620.000 euro circa.

Di questi, una parte e cioè 340.000 euro sono i contributi previdenziali che la Figc potrebbe anche decidere per un pagamento a rate. Insomma, una bella cifra.

I GRUPPI INTERESSATI

Ad oggi chi ha manifestato effettivamente un serio interesse a prendere la Samb sono stati almeno tre pool di imprenditori. Il primo è quello formato dall’ex presidente Gianni Moneti e l’imprenditore di Battipaglia Antonio De Sarlo.

Ad oggi sembra essere quello più avanti nella predisposizione di tutte gli incartamenti necessari per partecipare all’asta.

Poi ecco il gruppo dell’immobiliarista Roberto Renzi che lunedì farà nascere una nuova società e mercoledì presenterà la sua offerta.

E poi ecco quello di Manolo Bucci che avrebbe come soci anche alcuni imprenditori del vicino Abruzzo.

Ed infine ecco il coreano Baram Dae Kim.

Secondo i bene informati, nonostante la distanza tra San Benedetto e la Florida, un giovane imprenditore abruzzese sarebbe al lavoro per suo conto, per presentare tutta la documentazione occorrente.

Ed in questo contesto potrebbe inserirsi il pool coagulato dal sindaco Pasqualino Piunti e dal vice Pierluigi Tassotti, l’altra sera nello studio del notaio Caserta, pronto ad entrare in società con una quota pari almeno al 10%.

Sulle future mosse è intervenuto Gianni Moneti con un post sulla sua pagina Facebook.

«Per ciò che riguarda il nostro gruppo – si legge – non abbiamo mai posto veti  né agli imprenditori né a Kim, ribadendo solo la condizione che ci siano intenzioni precise e certe. Io stesso un mese fa circa ho parlato con l’avvocato Acronzio e al dottor Castagna, qualche giorno fa, ho dato piena disponibilità anche perché l’unione fa la forza. Cosa che ho sempre ribadito, ma ad oggi non ho ricevuto alcuna risposta».

«Deve essere chiaro che – aggiunge Moneti – la scelta di andare divisi non è la nostra, anzi unirsi sarebbe una scelta vincente. In ogni caso qualora il gruppo di Kim ed alcuni imprenditori locali siano veramente intenzionati a rilevare la Sambenedettese, siamo pronti a fare un passo indietro. Andare ad un’asta per aumentare il prezzo della Sambenedettese sarebbe assurdo e da incoscienti».

Moneti auspica quindi che si arrivi ad una comunione di intenti che possa portare anche la creazione di una società ancora più forte. La palla, ora, passa agli altri gruppi.

 

 

 


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