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La “polpetta” rischia di avvelenare la Dop

ASCOLI - Le olive all'ascolane trasformate: Anna Moroni cucina le polpettine fritte facendo imbufalire gli ascolani, meglio il ristorante "Cremini's" di New York che però ci abbina una salsa alla barbabietola rossa. L’escursionismo sta facendo passi da gigante con il "Grande Anello dei Borghi Ascolani". Ascoli e le Marche fanno sul serio con la Scuola di cinema e di teatro

 

di Franco De Marco

 

Con l’oliva ascolana non si scherza: Anna Moroni rischia la denuncia

Eh no, proprio no, quelle olive non ci piacciono, gentile Anna Moroni. La popolare cuoca e personaggio televisivo, che si è affermata prima con le partecipazioni a “La prova del cuoco” su Rai 1 accanto ad Antonella Clerici poi a  “Ricette all’italiana” su Canale 5 accanto a Davide Mengacci, tornando in tivvù, a “E’ sempre mezzogiorno” sempre su Rai 1 ancora con Antonella Clerici, ha proposto quelle da lei definite “Olive ascolane a modo mio”. Ma le sue olive non hanno nulla di ascolano ed hanno fatto imbufalire gli ascolani. Non erano olive farcite ma semplici polpettine fritte con olive tritate nell’impasto di vitello, pollo e prosciutto.

Francesco Lucidi

Il più severo è stato Francesco Lucidi, il padre nobile della vera oliva ascolana del Piceno Dop, quello a cui si deve la Dop, il quale, interpretando un sentimento generale, ha commentato, giustamente rigoroso e severo, su Fb: “Il pubblico e i consumatori le sarebbero grati se evitasse di qualificare questo suo prodotto olive all’ascolana perché tra l’altro è passibile di giuste sanzioni. Lasci all’oliva ascolana la sua dignità di prodotto d’eccellenza”. Gli ha fatto eco sempre su Fb un tranciante giudizio di Patrizia Petracci consigliere comunale e presidente della commissione cultura: “In Ascoli queste pallette di carne di chiamano polpette. Le olive ascolane sono un’arte”. Insomma Anna Moroni è stata fatta “nera”. Con l’oliva ascolana del Piceno Dop non si scherza. Già circolano tanti simil prodotti, sovente schifezze, che sfruttano il nome. Che sia venuto il momento, davvero, di prendere la carta bollata per perseguire chi usa abusivamente la denominazione certificata? Sì. E come Anna Moroni ci sono tantissimi altri nel mondo. Che ne pensa il Consorzio tutela e valorizzazione?

Elena e Riccardo del “Cremini’s” di New York

A New York invece le fanno bene, ma ci mettono una salsa rossa

Intanto anche New York mangia ascolano per dire l’internazionalità delle olive locali. Su Fb (pagina Il mio viaggio a New York) è stato pubblicato un video in cui la cuoca del ristorante “Cremini’s” prepara con molta cura, rispettando tutti gli ingredienti, le olive ascolane farcite dall’impasto alla frittura. “Le olive però le faccio venire, già tagliate, proprio da Ascoli” dice Elena. Mentre Riccardo, l’altro titolare del locale, originario di Porto San Giorgio, manifesto Anisetta Meletti alla parete, propone come abbinamento un Verdicchio Velenosi. Quando si dice Ascoli nel mondo. Tutto bene? Si, solo che le olive fritte sono offerte con una salsa alla barbabietola rossa colorata che non c’entra nulla. Non si può avere tutto, ragazzi.

La presentazione del Grande Anello dei Borghi Ascolani

Benvenuto Grande Anello dei Borghi Ascolani: l’escursionismo sta facendo passi da gigante

E’ un movimento, l’escursionismo, che nel Piceno sta finalmente crescendo in modo esponenziale. Ormai non si contano più associazioni, guide, gruppi autonomi, famiglie e appassionati singoli che con scarponi e zaino in spalla percorrono sentieri e cammini (il Cammino Francescano della Marca Ascoli-Assisi è ormai conosciuto da tutti) vari all’interno della bella e suggestiva montagna ascolana. Molto difficile fare una statistica di quanti, settimanalmente, provenienti soprattutto da fuori Provincia, si avventurano in itinerari più o meno ardui alla scoperta della bellezza e del silenzio della montagna. Ma è un numero che comincia ad essere significativo. Non sarà il turismo “ricco”  di chi utilizza alberghi e ristoranti ma comunque è un turismo che mette in moto un flusso importante, con ricadute anche economiche, e soprattutto rende consapevole di una bellezza infinita dei luoghi. In questo contesto c’è da salutare con molto interesse il quasi completamento della segnaletica del Grande anello dei borghi ascolani (il Gaba) che prevede un itinerario escursionistico, tra storia e natura, di quasi 100 chilometri da percorrere a piedi o in bici in 6 tappe. E’ stata anche pubblicata, con l’intervento della Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli, una guida molto ben fatta con una efficace descrizione dei luoghi. Merito dunque all’associazione Le Marche Experience motore del progetto sostenuto da Regione Marche, Comune di Ascoli e altri comuni. Ecco l’Ascoli che si fa vedere, si fa vivere e cresce anche in ottica “Ascoli capitale italiana della cultura 2024”.

Scamarcio, Piccioni e il sindaco Fioravanti

Scuola di cinema e anche di teatro: Ascoli e le Marche fanno sul serio

La Scuola di cinema, lanciata dal sindaco Marco Fioravanti in occasione della conferenza stampa a conclusione delle riprese del film “L’ombra del giorno” del regista Giuseppe Piccioni, comincia a fare i primi passi operativi. Insomma si fa sul serio. Il Comune si è messo in moto per realizzare, nel prossimo autunno, un primo corso di formazione per scenografi cinematografici, teatrali e televisivi in collaborazione con l’Accademia delle Belle Arti di Macerata. Le lezioni si svolgeranno nel polo culturale di Sant’Agostino mentre il Teatro dei Filarmonici dovrebbe essere la sede stabile della Scuola di cinema che, dopo questo primo corso per scenografi 2021-2022, amplierà la sua offerta con corsi per attori e altre figure professionali. La Regione, con l’assessore alla cultura Giorgia Latini, ha come noto dato il suo appoggio. Intanto ad Ancona si sta studiando anche l’ipotesi di una Scuola di teatro delle Marche con sedi però anche in tutte le cinque Province quindi anche nel capoluogo piceno. L’assessore Giorgia Latini ha avuto infatti contatti con il regista Giampiero Solari, ex assessore nella giunta regionale guidata da Gian Mario Spacca, che ha proposto appunto la creazione di una Scuola di teatro a carattere regionale destinata ai giovani. Se queste due iniziative, come sembra, si concretizzeranno, le Marche potranno dire di aver colmato un gap formativo in un campo, quello appunto dello spettacolo dal vivo, in cui era quasi completamente assente.


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