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La Regione si riorganizza dai vertici,
dieci super dirigenti
a capo della piramide
Castelli: «Sistema più efficiente e fluido»

APPROVATA la proposta di legge sulla gestione del personale che sostituirà quella in vigore dal 2001. L’assessore illustra la futura struttura: «Abbiamo previsto tre livelli apicali, dipartimenti, direzioni e infine servizi». Critico Morbidoni della Cgil: «Sembra l’organizzazione di un Comune e il segretario sarà un direttore generale. Sarà una macchina di livello troppo abbassato»
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L’assessore Guido Castelli

di Alessandra Pierini

La Regione si riorganizza e inizia a farlo dai vertici. La nuova legge regionale, prossima all’approvazione, infatti modifica la struttura in auge dal 2001 e introduce un sistema piramidale destinato a dare il via al Risiko dei dirigenti. Mentre i sindacati già scuotono la testa.

«Dopo aver verificato lo stato dell’arte abbiamo approvato in Giunta la proposta di legge per la riorganizzazione -spiega l’assessore al personale Guido Castelli-. In particolare i nuovi principi su cui è basata sono semplificazione, digitalizzazione e smartworking che per forza di cose non potevano essere priorità venti anni fa, quando fu approvata la legge 20».

Significativo, si diceva, il cambiamento nel campo delle figure apicali. Attualmente i dirigenti erano sostanzialmente divisi in due livelli: dirigenti di servizio, una sorta di anello di congiunzione tra la politica e la gestione, e dirigente di posizione di funzione. Tutti avevano un incarico della durata di 4 anni, scaduto a gennaio ma conformato  fino a giugno causa Covid e difficoltà della fase pandemica. La riorganizzazione prevede invece tre livelli. In cima 10 super dirigenti.

«Abbiamo pensato ad una struttura piramidale per avere un meccanismo fluido -precisa l’assessore-. Al vertice ci saranno i dipartimenti che saranno al massimo 10 e non 15 come prima, poi le direzioni e infine i servizi. Non ci sarà un euro in più di costo, la struttura sarà più efficiente, il meccanismo più fluido  e la dirigenza sarà abituata ad operare per obiettivi. Oltre a questo stiamo mappando le attività svolgibili in smartworking e stiamo valutando proposte per migliorare i servizi rispetto agli utenti. Per finire abbiamo sbloccato una serie di concorsi che porteranno a 170 attese assunzioni. Un piano occupazionale che risponde alla spasmodica richiesta di personale».

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Simone Morbidoni

C’è già un’idea di massima riguardo la riorganizzazione dei dirigenti?

«Rispetto all’attuale sistema  – risponde Castelli – vorremmo aggregare, una aggregazione ragionata che renda più fluida l’organizzazione, ma su questo siamo aperti al confronto con i sindacati. Ad esempio abbiamo qualcosa come 253 voci di avanzi vincolati, quando i soldi stazionano troppo a lungo, non è buon segno. Dobbiamo rendere l’organizzazione proattiva».

Fatta la legge, ci sarà un atto di Giunta che individuerà la riorganizzazione. «Credo che in un mesetto riusciremo ad attivare l’utilizzo di questo strumento», conclude.

«Ci sono molti punti da chiarire – sottolinea Simone Morbidoni, funzione pubblica Cgil – inoltre in questo modo la Regione si conforma sostanzialmente alla legislazione nazionale e sembra riorganizzarsi più come un Comune. Ci sarà il segretario che sarà più un direttore generale, un’eccessiva strutturazione della dirigenza e poca operatività. Tra l’altro andranno in pensione parecchi dirigenti, senza riassunzioni. Sarà una macchina di livello troppo abbassato».

Nota a parte riguarda la sanità- «Accentreranno le valutazioni dell’Asur all’organismo della Regione -prosegue Morbidoni-. E’ già difficile valutare i tanti obiettivi della Regione, unire anche l’Asur è troppo. Sul tutto chiederemo probabilmente una informativa».

 


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