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Maria Brandozzi, 20 anni di Mercatini Antiquari

ASCOLI - L’imprenditrice: “Quello dei collezionisti non è un mondo, è un universo di persone disposte a percorrere anche centinaia di chilometri per visitare un mercato importante nel proprio settore. Ascoli è uno dei mercati che spostano un bel flusso di compratori che cercano l'oggetto dei propri desideri, spesso grazie ad accordi presi con gli espositori che si danno appuntamento di mese in mese”

 

di Piersandra Dragoni

 

Laurea in Conservazione dei Beni culturali (triennale più specialistica a Ravenna) e master di secondo livello in “Management dei Beni culturali”, da venti anni Maria Brandozzi si occupa di Mercatini Antiquari: ha iniziato che aveva appena 16 anni aiutando papà Gianni durante le vacanze estive, ora lo fa a tempo pieno. E non potrebbe essere altrimenti visto che la società gestisce mercati specializzati in antiquariato, collezionismo e vintage fra Marche, Abruzzo, Veneto, Emilia Romagna, Lazio e Umbria.

Maria Brandozzi

Ogni anno all’incirca 50 mercatini in sei diverse regioni, mi darebbe qualche altro numero?

«L’organizzazione fa capo a 6 persone che nel tempo hanno lavorato con un esercito di 7.000 espositori. La presenza massima di espositori nelle varie città è di 250 a San Benedetto, 180 ad Ascoli e una media di 100 espositori negli altri mercati. Indicativamente in una stagione annuale ad Ascoli arrivano 2.000 espositori, molti dei quali soggiornano in città. Nella stagione estiva dei vari mercatini, invece, sono coinvolti circa 3.000 espositori che provengono da tutte le regioni italiane, nessuna esclusa».

Ma come è nata l’idea di dedicarsi alla organizzazione di mercatini antiquari?

«Mio padre Gianni, appassionato collezionista e frequentatore dei primi mercati italiani degli anni ’80, decise di organizzarne uno nella sua città, nel dicembre del 1991: da lì è nato quello che poi è diventato uno dei più rilevanti mercati d’Italia, arrivato al 30° anno d’età. In seguito sono venuti “L’Antico e le Palme” di San Benedetto e Ancona. Negli anni duemila il numero di eventi legati all’antiquariato è cresciuto e abbiamo raggiunto le più belle località turistiche del centro Italia».

Maria e Gianni Brandozzi

Parliamo, del mercatino di Ascoli: come è cambiato in questi 30 anni?

«Radicalmente: l’atmosfera retrò di ritrovo di appassionati e intenditori che amano il genere antico è rimasta intatta, ma il resto si è trasformato strada facendo. All’inizio i protagonisti erano i mobili e gli arredi antichi, perchè si arredavano le case con grandi mobili in legno dalle dimensioni importanti e dai colori scuri. In seguito i compratori hanno richiesto volumi sempre più leggeri e dalle tinte chiare, condizionati anche dalle dimensioni ridotte delle abitazioni. Nelle case di oggi, invece, impazza il design del Novecento, soprattutto se di firma e dallo stile riconoscibile, abbinato magari a qualche pezzo vintage. Possiamo dire, con soddisfazione, che il Mercatino di Ascoli è assolutamente al passo con i tempi e che si è saputo adattare alle richieste che cambiano con il cambiare delle generazioni».

A proposito di generazioni: i ragazzi frequentano il mercatino?

«Certamente, sono interessati all’abbigliamento vintage che oggi spopola nei negozi più alla moda con le grandi firme degli anni ‘70 e ‘80. Poi al vinile, ai cd, ai videogiochi, agli accessori e alla tecnologia del Novecento».

Ci sono oggetti in particolare che caratterizzano il mercatino ascolano?

«Le chicche sono le ceramiche, le mappe antiche, gli orologi e i gioielli da collezione».

Abbiamo parlato degli espositori, ora dedichiamoci ai visitatori: chi sono? Quanti ne arrivano e  da dove?

«Quello dei collezionisti non è un mondo, è un universo di persone disposte a percorrere anche centinaia di chilometri per visitare un mercato importante nel proprio settore. Ascoli è uno dei mercati che spostano un bel flusso di compratori che cercano l’oggetto dei propri desideri, spesso grazie ad accordi presi con gli espositori che si danno appuntamento di mese in mese. A questo vasto gruppo di persone si aggiungono i turisti che approfittano del mercatino per fare una visita alla città. Il bacino di provenienza comprende il vicino Abruzzo, tutte le Marche, Roma con buona parte del Lazio, la provincia di Perugia e la Romagna. Nelle edizioni straordinarie del mercatino (ottobre e aprile, ndr) normalmente si registrano circa 20.000 presenze, che si riversano ovviamente nei ristoranti e nelle attività commerciali cittadine. In totale, tra espositori partecipanti e visitatori, si contano circa 15.000 soggiorni annuali in tutta la provincia».

Da alcuni anni proponete iniziative ed eventi collaterali che animano ulteriormente il mercatino.

«Perchè cerchiamo di rendere ancora più completa l’esperienza. “Ti racconto Ascoli – Le domeniche del Mercatino” è un progetto realizzato in collaborazione con le guide turistiche (Associazione Marche V Regio) che propongono per ogni edizione un itinerario diverso alla scoperta della città. Gli appuntamenti sono molto partecipati, soprattutto da visitatori abruzzesi e del nord delle Marche: arrivare ad Ascoli perdersi nel vasto mercatino, mangiare nei ristoranti tipici e conoscere la città accompagnati da una guida è un’esperienza a tutto tondo che speriamo entri nel cuore dei turisti. Occasionalmente proponiamo anche mostre d’arte e spettacoli musicali, spesso ispirati alla tradizione locale».

In cosa il mercatino antiquario di Ascoli è diverso da quello delle altre città?

«Nella location, talmente spettacolare da lasciare a bocca aperta gli espositori che arrivano per la prima volta. E la calda atmosfera, l’accoglienza che visitatori e ascolani riservano ogni volta al mercato, caricano di fascino l’evento che si trasforma da momento di lavoro in piccola vacanza. L’amore per Ascoli entra dentro gli espositori e non se ne va: molti di loro vengono da oltre vent’anni».

 

 

 


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