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Giornata internazionale
dei bambini scomparsi:
«Non smettiamo di cercarli»

SAN BENEDETTO - Tonino Armata, coordinatore dell'Osservatorio permanente Infanzia e Adolescenza del Comune di San Benedetto si unisce all'appello internazionale. Insieme con il suo staff fa il punto della delicata questione in Italia, invitando alla riflessione

di Tonino Armata, Patrizia Antonelli e Stefania Moschini (Staff dell’Osservatorio per l’infanzia e adolescenza del Comune di San Benedetto)

Bambini scomparsi, a loro è dedicata in tutto il mondo la giornata di oggi, 25 maggio. Una data scelta per ricordare il piccolo Ethan Patz, rapito a New York il 25 maggio 1979, e per sensibilizzare l’opinione pubblica sul fenomeno, lanciando un messaggio di solidarietà e speranza ai genitori che non hanno più notizie dei loro bambini.

L’Osservatorio comunale infanzia e adolescenza di San Benedetto, in occasione della Giornata mondiale dei bambini scomparsi, intende invitare tutti i cittadini, e in modo particolare il mondo della scuola, a una profonda riflessione, proponendo un collage-database dei bambini scomparsi.

Purtroppo molti paesi non consideravano questo fenomeno come una priorità e non dispongono di strutture e meccanismi adeguati per assicurarne il ritrovamento.

Con il termine “scomparsa” si intendono tutte le situazioni in cui si perdono le tracce di un bambino o di un adolescente.

Si tratta di minori che scompaiono per molteplici cause: sottrazione da parte di uno dei due genitori che può finire con l’uccisone del bambino, rapimenti di bambini che hanno genitori di diverse origini, e allora molte volte viene tirata in ballo la mancanza di accordi bilaterali fra l’Italia e gli altri Paesi, rapimenti di malintenzionati o pedofili e soprattutto scomparsa di minori arrivati in Italia con mezzi di fortuna, mescolati con centinaia di migranti, minori dei quali poi si perdono le tracce una volta sbarcati e che finiscono nei gironi infernali del lavoro minorile, della criminalità organizzata e dello sfruttamento sessuale.

Si tratta di un vero esercito degli invisibili. Di questi bambini e adolescenti, probabilmente, non si saprà mai più nulla. A rincarare la dose di questa mistura velenosissima è il pensiero dei tanti bambini per i quali non è stata fatta nessuna segnalazione.

Il 25 maggio deve essere la giornata dell’urlo disperato dei bambini di cui non si sa più nulla. Ma lo sappiamo bene e lo sappiamo tutti che non può essere certamente il giorno dei miracoli! Non basta parlarne solo una volta l’anno, il preoccupante fenomeno dei bambini scomparsi richiede responsabilità e soluzioni reali.

È opportuno che si formino sempre più, nei Paesi in cui il fenomeno è presente, forme di cooperazione e di coordinamento tra le varie forze in campo per permettere di agire fin da subito in modo repentino ed efficace.

È opportuno non calare mai l’attenzione e intensificare i protocolli di tutela dei minori di natura globale del Centro Internazionale dei Bambini Scomparsi e Sfruttati (Icmec).

Sul sito Global Missing Children’s Network è attivo un database dei bambini scomparsi in Italia. Sono bambini e adolescenti di cui le famiglie hanno completamente perso le loro tracce, sono storie d’infanzia mai dimenticate che hanno colpito il cuore del Paese.

Tonino Armata

L’osservatorio permanente comunale infanzia e adolescenza non ama i nomi collettivi perché ritiene che sia fondamentale dare valore all’ identità della singola persona che va distinta, rispettata e protetta sempre, specie quando è lontana da giustizia, diritto e libertà.

Per questo noi cerchiamo sempre di dare un nome e una voce agli ultimi, ai dimenticati, a coloro che vivono senza la protezione del diritto, a coloro che hanno vissuto e sono morti per ideali di giustizia e libertà.

E anche 25 maggio di quest’anno con grande dolore, ma anche con umana speranza, vogliamo scrivere i nomi dei nostri figli scomparsi, perché il Nostro Paese non può dimenticarli, perché le famiglie non possono rassegnarsi.

Nessuna dimenticanza e nessuna rassegnazione per Denise Pipitone (scomparsa a Mazzara del Vallo nel 2004), Angela Celentano (scomparsa su Monte Faito nel 1996), Mirella Gregori (scomparsa a Roma nel 1983), Emanuela Orlandi (scomparsa a Roma nel 1983), Mariano Farina e Salvatore Colletta (scomparsi a Palermo nel 1992), Sergio Isidori (scomparso a Macerata nel 1979), Domenico Nicitura (scomparso a Roma nel 1993), Pasqualino Porfidia (scomparso a Caserta nel 1990), Alessia e Livia Shepp (scomparse in Italia nel 2011).

Un invito ai cittadini di ogni ordine e grado a celebrare questa tragedia altamente umanitaria ricordando i bambini e gli adolescenti scomparsi a tutti i loro studenti per sensibilizzare, partendo dai giovani e attraverso i giovani, tutta l’opinione pubblica e le istituzioni affinché nessuno venga dimenticato e ci sia più impegno per ritrovarli.

L’iniziativa per la creazione di un collage-database dei bambini scomparsi serve a permettere a tutta l’opinione pubblica di associare ogni volto di un bimbo al suo nome e alla sua città di riferimento. E per permettere soprattutto di mutare l’immobile rassegnazione di molti in speranza propositiva. Questo chiediamo alla politica. Speriamo che ci ascoltino.

Nel mondo spariscono 8 milioni di bambini ogni anno, 22.000 al giorno, un milione i bambini che scompaiono ogni anno in Europa, di cui solo pochissimi vengono ritrovati. In Italia scompare in media un bambino ogni sette giorni, e solo il 18 per cento di questi torna a casa.

Una piccola percentuale di questi bambini è vittima di rapimenti o conflitti tra genitori, la maggioranza perché minori, stranieri e non accompagnati, senza genitori, documenti e protezione, e suscettibili di diventare vittime di tratta o sfruttamento.

In Italia già dal 2007 è stata istituita la figura del Commissario straordinario del Governo per le persone scomparse. Nelle Questure esistono uffici specialistici dedicati ai minori, a livello centrale, e dal 15 marzo del 2000 la Polizia di Stato collabora con Icmec e gestisce il sito italiano per i bambini scomparsi. C’è un’app, Youpol, attiva per ricevere segnalazioni di bullismo, spaccio di droga e reati di violenza domestica. Attraverso l’app è possibile chiamare direttamente il 112 oppure trasmettere in tempo reale messaggi (anche multimediali) agli operatori della Polizia di Stato.
Telefono Azzurro è in prima linea da oltre dieci anni per supportare il sistema di segnalazione e ritrovamento dei bambini scomparsi con il numero unico europeo 11.60.00 gestito in Italia da Telefono Azzurro per conto del Ministero dell’Interno, attivo 24 ore su 24. Nel 2019 il  numero ha registrato un aumento dei casi rispetto al 2018, la fascia d’età più a rischio è quelle compresa fra gli 11 e i 18 anni mentre, dal 2009 al 2019, le segnalazioni hanno riguardato in misura maggiore gli adolescenti maschi fra i 15 e i 18 anni.

 


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