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Una tragedia che impone provvedimenti

ASCOLI - Bello ma pericoloso il bagno al Castellano detto "il mare di Ascoli": urgono sicurezza o divieti. “La ricerca della bellezza” e piccole brutture: i due miracoli della Collezione Sgarbi. La svolta nel campo della formazione: Scenografia e Agraria aprono nuovi orizzonti

 

di Franco De Marco

 

Il recupero del ragazzo annegato

Il “mare di Ascoli” bello ma pericoloso: sicurezza o divieto lungo il Castellano

Per favore mettiamo subito in sicurezza il “mare di Ascoli”. Senza perdere un altro minuto. Dopo la morte del ragazzo di 17 anni, che si era immerso poco lontano dalla Cartiera Papale, non è più consentito di lasciare questo luogo, frequentatissimo, da sempre, soprattutto dai giovani, senza una chiara e adeguata regolamentazione.

Si può fare il bagno sì o no? Con quali accorgimenti? Bisogna stabilirlo una volta per tutte. Se si ritiene di dover applicare il divieto ci vogliono poi anche i controlli per scoraggiare l’immersione in queste acque. Non si può giocare con la vita delle persone. Questo al di là delle cause, che dovranno essere accertate dalla Magistratura, della morte dell’altro giorno del diciassettenne.

Nell’agosto del 2017 perse la vita nelle stesse acque un altro ragazzo. Il punto è: si può fare il bagno in sicurezza si o no? Il “mare di Ascoli”, ovvero il fiume Castellano dalle parti di Porta Cartara, come pure dalle parti di Castel Trosino (dove sono frequenti spericolati tuffi dall’alto) , con le spiaggette, le “piscine”, le cascatelle e la fitta vegetazione, sono da sempre molto frequentati soprattutto dai ragazzi. A monte come noto c’è la diga di Talvacchia con la centrale per la produzione di energia elettrica e le acque del Castellano sono quindi di competenza della società che gestisce. Il sindaco Marco Fioravanti, molto preoccupato dopo l’ultima disgrazia, ha annunciato un tavolo tecnico per esaminare la situazione e adottare i dovuti provvedimenti. O si mette in sicurezza la zona, delimitandola a seconda dei casi, con gli opportuni interventi, oppure la si vieta alla balneazione. Non si sono mezze misure. Magari come “spiaggia di Ascoli”, per prendere il sole, ci può stare ma come “mare” no.

“La ricerca della bellezza” e piccole brutture: la Collezione Sgarbi ha già fatto due “miracoli”

C’è molta attesa per l’apertura al pubblico, a Palazzo dei Capitani del Popolo, da sabato prossimo al 30 settembre 2022, della mostra “La ricerca della Bellezza. Da Lotto a Morandi” con opere provenienti dalla Collezione Cavallini Sgarbi. E’ un evento che vuole raccogliere l’interesse degli appassionati d’arte di tutta Italia. Ascoli ci punta tantissimo per arricchire il suo appeal. Un primo positivo risultato, anzi un miracolo, ancor prima di essere presentata e inaugurata ufficialmente, questa mostra l’ha ottenuto. Con la l’istallazione, sotto le volte del Chiostro di San Francesco, di alcuni stendardi, è stata finalmente rimossa quella insopportabile “decorazione” bruttura di foglioline di plastica che avvolgevano le aste di ferro per tutto il perimetro del chiostro. Retaggio di qualche cerimonia mangereccia. Che nulla, naturalmente, aveva a che fare con la bellezza del cinquecentesco edificio. Meglio tardi che mai, va bene, ma ecco un esempio di come spesso si trascurano i particolari in una città che vuole affermarsi come scrigno d’arte.

Non solo. L’arrivo della mostra “La ricerca della Bellezza” ha prodotto anche un altro piccolo-grande miracolo nella comunicazione dei maggiori eventi cittadini. Quale? Per la prima volta, in occasione appunto di un evento artistico di alto livello, il centro storico cittadino è stato invaso, giustamente, per dare un chiaro segnale visivo, che poi entra anche nel coinvolgimento emotivo personale e collettivo, da una serie di stendardi: appesi nel Chiostro di San Francesco come sui bracci dei lampioni, oltre naturalmente ad altri indicatori. Insomma ecco che tutta la città “presenta” e “partecipa” all’evento. Finalmente una comunicazione visiva adeguata.

La sigla dell’accordo tra Comune e Accademia di Belle Arti

Ascoli e la svolta nel campo della formazione: Scenografia e Agraria aprono nuovi orizzonti

Ora c’è nero su bianco. Sono stati sottoscritti gli atti che consentiranno ad Ascoli, dal prossimo autunno, di incrementare notevolmente la sua offerta formativa con l’entrata in funzione del corso di laurea “Sistemi agricoli innovativi”, collegato alla Facoltà di Scienze Agrarie di Ancona dell’Università Politecnica delle Marche, e il corso di alta formazione “Scenografia e arte cinematografica” dell’Accademia di Belle Arti di Macerata. Così come a settembre inizieranno le iscrizioni al corso di laurea in Fisioterapia, che si aggiunge a quello in Scienze infermieristiche già in atto, sempre in accordo con l’Università Politecnica delle Marche.

E’ una svolta molto positiva che dà uno scatto allo sviluppo della presenza di studenti nel capoluogo piceno. Per Agraria si tratta di una sorta di ritorno dopo 30 anni quando la Facoltà venne acquisita da Ancona. Per Scenografia si tratta di un campo del tutto nuovo che dovrebbe trovare un ampio consenso soprattutto se – il fatto è essenziale come in tutti gli studi – i docenti saranno di particolare prestigio e attrattività. In questo senso bisognerà fare tutti gli sforzi possibili.

Il polo culturale di Sant’Agostino sarà la sede, a partire da novembre prossimo, del primo corso di alta formazione “Scenografia e arte cinematografica” a seguito della sottoscrizione del protocollo d’intesa tra Comune di Ascoli e Accademia di Belle Arti di Macerata. Mentre, in base a quanto deliberato dalla giunta comunale, in accordo con la Provincia di Ascoli, la palazzina usata dalla Polizia provinciale, dietro l’Istituto Agrario “Celso Ulpiani”, sarà la sede del corso in “Sistemi agricoli innovativi”. Il nuovo corso di Fisioterapia invece si svolgerà presso il complesso dell’ospedale Mazzoni.


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