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Avis dei Sibillini: «Pochi
giovani tra i nuovi iscritti»

COMUNANZA - A lanciare l'allarme il presidente e vice del gruppo comunale di Amandola che raccoglie i comuni dell'entroterra piceno e fermano. Pandemia, terremoto ma soprattutto lo spopolamento le cause principali

Il gruppo Avis Sibillini davanti alla scuola media di Comunanza per l’inaugurazione dell’opera realizzata dai ragazzi nel “Giardino del Giusti”

Non è un bel momento questo per l’associazione Avis dei Sibillini, nata 70 anni fa ad Amandola e che accentra i comuni dell’entroterra piceno e fermano.

Lo dicono il dottor Franco Rossi, presidente, ed il vice Domenico Annibali, davanti all’opera realizzata dai ragazzi della scuola media di Comunanza e posizionata nel “Giardino dei Giusti” (leggi qui).

«L’Avis dei Sibillini – afferma il dottor Rossi –  da oltre 20 anni promuove concorsi per le scuole che non vedono vinti e vincitori, ma soltanto partecipanti al fine di sensibilizzare i più giovani all’importanza  donazione. Non solo di sangue ma come stile di vita».

Perché sono proprio i giovani che mancano tra i nuovi ingressi nelle file dei volontari. La pandemia da Covid ora, il terremoto prima, sono stati fattori deterrenti, non c’è dubbio.

«Le stesse donazioni si sono ridotte – spiegano Rossi e Annibali – per un comprensibile “paura” del contagio che però non è supportata dai fatti. Donare è sicuro. Basti pensare alla donazione del plasma di chi è stato affetto da Coronavirus e da utilizzare per la terapia con plasma iperimmune».

Ad influire negativamente sull’aumento dei volontari, in particolare ragazzi (si può donare dai 18 anni di età), c’è anche il fattore demografico: lo spopolamento che colpisce la aree interne.

«Ma in generale – sono ancora le parole di presidente e vice dell’Avis montano – si sta riducendo l’approccio dei giovani in tutte lo località, anche le più popolose come la costa e le città più grandi. Si sta affievolendo quella sensibilità verso la donazione. E’ un fenomeno culturale. Lo spirito del volontariato invece deve essere rinfocolato a partire dalle famiglie».

«Dedicare un’aiuola all’Avis all’interno del “Giardino dei Giusti” di Comunanza – continua il presidente Rossi –  dimostra che tutti comprendiamo quanto bene viene fatto da tutti coloro che donano una parte del loro sangue, tante volte e per tanto tempo, a beneficio di chi si trova nella condizione di poter perdere la vita».

«L’Avis è un’associazione di volontariato – ricorda ancora Rossi – apartitica, aconfessionale, che non ammette discriminazioni di sesso, razza, lingua, nazionalità, religione, ideologia politica e nasce con il solo scopo di difendere la dignità della persona in ogni momento, soprattutto se sopraffatta dalla malattia che la rende vulnerabile ed indifesa.

Spero che per voi (rivolto ai ragazzi della scuola comunanzese, ndr) questo momento rappresenti un ulteriore esempio positivo per crescere e maturare fino al raggiungimento di uno status di adulto. In quest’ultimo periodo della nostra vita  siamo stati costretti ad indossare una maschera per rispettare la salute di chi era indifeso. Altri hanno usato una maschera ben adattata alle circostanze per raggiungere obiettivi personalistici e d’immagine. Quando vi troverete a passare difronte a questa grande A, che oggi significa Avis, pensate che essa rappresenta anche l’iniziale di altre grandi parole come: amicizia, altruismo, adulto, amore».

 


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