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Martellate al cellulare della figlia,
«è abuso di mezzi di correzione»
Nei guai una mamma 37enne

DALLE MARCHE - La donna è sotto accusa dal gup del tribunale di Macerata. Deve rispondere anche di lesioni alla figlia. La difesa: «Prognosi inferiore ai venti giorni e nessuna denuncia»

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Fulvia Bravi

 

Prende a martellate il cellulare della figlia 16enne e la picchia: 37enne finisce sotto accusa per abuso di mezzi di correzione e lesioni.

La donna è imputata davanti al gup del tribunale di Macerata. La difesa ha chiesto di fare il processo con rito abbreviato, condizionato a sentire la ragazza.

Oggi in udienza «è emerso che i giorni di prognosi sono inferiori a venti e non c’è stata denuncia» dice l’avvocato Fulvia Bravi. Senza una denuncia, per procedere d’ufficio con l’accusa di lesioni è necessario che la prognosi sia superiore ai venti giorni, altrimenti è necessaria la querela di parte.

E questo sarà oggetto la prossima udienza della discussione del processo. I fatti contestati sono avvenuti a Montecosaro il 2 settembre del 2019. All’epoca la ragazza aveva 16 anni. La mamma della ragazza, durante una discussione, avrebbe distrutto il cellulare della figlia prendendolo a martellate. Poi avrebbe picchiato la ragazza, causandole lesioni al volto. Per l’accusa guaribili in 40 giorni. Dall’udienza di oggi, che si è svolta davanti al giudice Domenico Potetti, è emerso che la durata delle lesioni ha avuto una durata sotto i venti giorni.

(Gian. Gin.)


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