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«No alla pluriclasse:
vanificherebbe gli sforzi
per il ripopolamento»

ARQUATA - Lo chiede l'associazione "Arquata futura" di fronte alla prospettiva di accorpare classi di scuola media, comunicata dall'Usr Marche. «C'è la deroga del numero minimo di iscritti». «Se mancano le risorse, si trovino»

 

No alla pluriclasse nella zona più colpita dal sisma, almeno durante tutto il periodo di ricostruzione per non contraddire lo sforzo per il ripopolamento. La qualità dell’offerta scolastica è fattore determinante nella decisione delle famiglie di tornare, oppure andare via.

E’ questo l’appello che l’associazione “Arquata futura” lancia ai ministri Bianchi e Carfagna, al commissario per la ricostruzione, a Regioni e Uffici scolastici dell’area cratere (Marche, Abruzzo, Lazio e Umbria), di fronte alla prospettiva di accorpamento delle classi della scuola media, per il prossimo anno scolastico, come da comunicazione dell’Usr Marche.

«Ora che la ricostruzione sta finalmente, anche se tardivamente, partendo – sono le parole dell’associazione – si prospetta la pluriclasse, con ragazzi che devono seguire diversi programmi e docenti che devono dividersi tra la spiegazione dell’area del rettangolo agli allievi della prima e quella del teorema di Pitagora ai ragazzi della seconda. Così un’attività didattica difficile, ad ostacoli, penalizza i risultati scolastici degli alunni. Le famiglie questo lo sanno e la prospettiva di avere figli inseriti in una pluriclasse li convince a iscrivere i ragazzi “in città” e spessissimo a seguirli».

“Arquata futura” ricorda anche che ad Arquata, grazie alle donazioni della Fondazione “Specchio dei Tempi” e di altri, c’è «un edificio scolastico eccellente e attrezzature all’avanguardia. Questo ha fatto sì che l’attività
scolastica, con la passione dei docenti, sia stata presidio per il paese e per i comuni vicini. La stessa scuola
offre attività formative e di arricchimento con progetti e corsi extracurricolari, ed è un importante punto di
riferimento per le famiglie. Un’interpretazione ora restrittiva delle regole per la formazione delle classi rischia
di intaccare questo presidio con la formazione di una pluriclasse, in un momento in cui, a causa della
pandemia, i paesi dell’area più colpita del cratere sono più deboli».

La comunicazione dell’Usr non si tiene, però, conto della deroga al numero minimo di alunni, previsto da Decreto Sisma del 2019. Deroga che, per il grave ritardo della ricostruzione, dovrà essere prolungata, come richiesto anche dall’Anci e dal commissario Giovanni Legnini.

Inoltre l’associazione rileva che per l’anno scolastico 2021/2022 complessivamente il numero degli alunni della scuola media di Arquata, nei tre, anni è aumentato, anche se gli iscritti alla prima sono diminuiti.

«L’Usr – affermano ancora i membri di “Arquata futura” – lamenta di  non avere ricevuto le risorse per la deroga, mentre il Pnrr (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) sollecita a migliorare l’offerta dei servizi di istruzione e ammonisce sulla gravità dei divari territoriali.

Occorre ampliare, dunque, la nostra offerta didattica nelle aree più fragili, lavorare per superare i divari ancora esistenti, contrastare la dispersione e operare concretamente per la crescita dell’intero Paese. La presenza nei centri di montagna delle scuole è elemento essenziale per la loro vita, stimolo indispensabile a non abbandonarli. Questo è ancora più vero dopo un terremoto devastante e dopo la pandemia».


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