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La Bellezza abita ad Ascoli
Ottanta capolavori in mostra:
da Casa Sgarbi a Palazzo dei Capitani

ASCOLI - Si è aperta oggi un'esposizione sulla quale l'Arengo punta molto per favorire il turismo culturale. L'inizio della rinascita dopo il lockdown. Il notaio Francesca Filauri lancia un'idea: «Chissà se questa mostra potrà diventare permanente». Elisabetta Sgarbi: «Queste opere sono l’anima della nostra casa di Ro, anima che varca le mura fisiche della casa per tornare alla vera casa che è il mondo». Presentazione al Caffè Meletti senza Vittorio Sgarbi, trattenuto a Roma. Aperta fino a dicembre 2022

 

di Franco De Marco

Dove abita la Bellezza? Ad Ascoli Piceno, naturalmente. Ci abita, scusate la presunzione, perché è una città tra le più belle d’Italia e perché solo qui, da oggi 11 giugno 2021, fino al 31 dicembre 2022 (ma forse anche oltre), è possibile visitare e ammirare, a Palazzo dei Capitani,  la mostra di pittura “La ricerca della Bellezza. Da Lotto a Morandi”, con ottanta emozionanti opere provenienti dalla Collezione Cavallini Sgarbi, realizzata in collaborazione con la Fondazione Cavallini Sgarbi, la Fondazione Elisabetta Sgarbi e l’associazione Culturalmente Insieme, è prodotta da Contemplazioni che ne segue la direzione artistica.

L’esposizione, dopo la presentazione con sfilata di istituzioni e la presenza di Elisabetta Sgarbi – il fratello Vittorio, il più atteso, non si è fatto vedere causa improvviso impegno romano –  davanti al Caffè Meletti, con pubblico di invitati, si è aperta questa sera. Può essere visitata tutti i giorni dalle 10 alle 20 con ultimo ingresso alle 19. Massimo 200 persone ogni ora. Prezzo del biglietto: intero 10 euro, ridotto (over 65, under 18 e studenti universitari 8, scuole 5, sconto per famiglie9 e gratuito per minori di 6 anni e disabili. Informazioni 380.3784163 e biglietteria@contemplazioni.it).

E’ una mostra sulla quale il Comune di Ascoli punta molto. Moltissimo. Per ritagliarsi una valenza nazionale e oltre. L’investimento complessivo è sostanzioso,  250.000 euro circa, con 100.000 euro dalla Regione, 80 dalla Fondazione Carisap e il resto tra Comune di Ascoli, Camera di Commercio delle Marche, Bim Tronto, Intesa Sanpaolo e Graziano Ricami. L’incasso va alla Fondazione Cavallini Sgarbi.  Ha detto il sindaco Marco Fioravanti: «E’ un onore ospitare questo evento. Riporta Ascoli nei circuiti del turismo culturale nazionale. E’ un altro tassello per il dossier Ascoli capitale italiana della cultura 2024. Contiamo di avere numerose presenze. Ringrazio in particolare Vittorio Sgarbi che da molti anni è un testimonial della bellezza di Ascoli».

Durante il suo intervento è stata il notaio Francesca Filauri,  da tutti indicata come il motore dell’evento, presidente dell’associazione Cultural-Mente Insieme e membro del Cda della Fondazione Cavallini Sgarbi, a lanciare un’idea che forse tanto latente non è: «Oggi per me – ha affermato – si realizza un sogno portando ad Ascoli la Collezione Cavallini Sgarbi. Chissà se potrà diventare una esposizione permanente nel capoluogo piceno».

«Ha gettato l’amo» la battura del professor Stefano Papetti, curatore delle collezioni comunali, vero deus ex machina dell’operazione. Insomma su questa mostra la città di Ascoli punta davvero tanto per entrare nei circuiti artistici nazionali e internazionali. E per agganciare tanti visitatori da tutta Italia.

L’allestimento è molto suggestivo. Entrare nelle sale del Palazzo dei Capitani è come entrare, davvero, in una  casa nobile, in salotti e corridoi pieni di fascino e intimità. Da Casa Sgarbi di Ro Ferrarese a Casa Ascoli. Ecco la formula dell’allestimento. La bellezza delle opere, la luce che esprimono, quasi da sindrome Stendhal,  è indiscutibile. Ammaliante. E’ un emozionante percorso lungo 4 secoli. Ci sono le sale rosse, quelle verdi e quelle azzurre – interno del Palazzo trasformato – e ogni colore identifica un’epoca. Si respira l’atmosfera intima propria della collezione privata  frutto dell’appassionata caccia amorosa di Vittorio Sgarbi, svolta insieme alla madre Rina, la quale ha acquistato le opere in numerose aste in ogni angolo del mondo.

Elisabetta Sgarbi, anche lei ormai di casa ad Ascoli con la sua Milanesiana che tornerà anche quest’anno, ha definito un “enzima” Francesca Filauri per la sua attività nel campo culturale. «Ormai – ha detto – è una parte della mia famiglia. Quarantanni  di collezionismo vorace, rappresentati in queste ottanta opere in mostra, sono l’anima della nostra casa di Ro, anima che varca le mura fisiche della casa per tornare alla vera casa che è il mondo».

L’assessore regionale alla cultura Giorgia Latini: «Finalmente possiamo inaugurare una mostra in presenza dopo aver sofferto non poco.  Abbiamo bisogno di bellezza perché la bellezza ci fa stare bene. Arte e cultura sono sostanza».

Il vescovo Domenico Pompili , ha sottolineato come la bellezza è anche trascendenza. «Tutti vogliamo ricominciare dalla bellezza. C’è stata una unità di intendi forse come mai per questa operazione» le parole del presidente della Fondazione Carisap Angelo Davide Galeati. Il presidente della Camera di Commercio delle Marche Gino Sabatini: «Così ci colleghiamo al turismo e diamo spinta all’economia». Roberto Spinucci dirigente di Intesa Sanpaolo: «Noi molto onorati. Intesa Sanpaolo interpreta da sempre il proprio impegno in campo culturale e artistico quale vera e propria assunzione di responsabilità sociale». L’assessore comunale alla cultura Donatella Ferretti: «E’ una mostra che racconta la storia di una famiglia». Significativo un passo delle dichiarazioni del professor Stefano Papetti che ha fatto da guida alla prima visita alla mostra: «Vittorio Sgarbi ha fatto comprendere a molti marchigiani la bellezza della loro terra». Alla presentazione di questa mattina ha partecipato anche il sindaco di Urbino Maurizio Gambini che ha come pro sindaco proprio Vittorio Sgarbi. Ha sottolineato i legami tra Urbino ed Ascoli e la volontà di collaborazioni sempre più strette.

Nelle stanze di Palazzo dei Capitani del Popolo sono esposte, come detto, dipinti e sculture dal XV al XIX secolo. Un’antologia che intende illustrare l’identità di una collezione idealmente senza confini, aperta a molte curiosità, coincidenti con temi di studio sperimentati e altri del tutto nuovi. Ci sono le terrecotte di Matteo Civitali e Agostino de Fundulis e una straordinaria scelta di preziosi dipinti , per lo più su tavola, eseguiti tra la fine del Quattrocento e gli inizi del Cinquecento. Ai pittori nati o attivi a Ferrara, si affiancano autori rari. Tra i capolavori della pittura del Seicento ci sono la “Maddalena scortata dagli angeli” di Pier Francesco Mazzucchelli detto Morazzone, l’”Allegoria del tempo” di Guido Cagnacci, il “San Girolamo” di Jusepe Ribera e il “Ritratto di Francesco Righetti” di Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino. Si può ammirare una straordinaria galleria di ritratti che compendia lo sviluppo del genere dall’inizio del Cinquecento alla fine dell’Ottocento, tra pittura e scultura, da Lorenzo Lotto a Francesco Hayez, Tra gli autori marchigiani ci sono Nicola Filotesio detto Cola dell’Amatrice e Lorenzo Lotto. Chiude il percorso , con un salto temporale che arriva fino al nostro secolo, un pittore del Novecento che dialoga con gli antichi, Giorgio Morandi, la cui opera racchiude il mondo sebbene trascorse un’esistenza in una sorta di reclusione domestica.


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