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L’ex Picchio Cudini
sul tetto della Serie D
con il Campobasso

CALCIO - Fermano, l'ex difensore centrale dell'Ascoli, capitano bianconero nell'ultima Serie A, prosegue con successo la carriera da tecnico e centra il bis dopo la vittoria in Eccellenza nel 2017 con la Sangiustese. I molisani tornano tra i prof dopo 32 anni. Vittoria che parla marchigiano grazie anche al suo vice Giuseppe Antognozzi di Comunanza
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 Mirko Cudini

di Paolo Gaudenzi

Il giusto coronamento per un percorso intrapreso lo scorso anno sportivo, con la rotta inquadrata ben salda dopo un inizio di stagione balbettante e con la gioia della vittoria finale strozzata poi in gola solo a causa del sopraggiungere della pandemia.

Mirko Cudini, fermano classe 1973, ex difensore centrale nell’olimpo del calcio nazionale nei lustri scorsi con le maglie di Ascoli, Torino, Genoa, Cagliari, Salernitana, Avellino, Samb, Vicenza, Perugia, Monza, Fermana, Monturanese, nell’ultimo turno di Serie D, alla guda del Campobasso, grazie al successo esterno di Rieti ha conquistato la vittoria del girone e dunque l’automatica promozione in Serie C, replicando così, da allenatore, carriera intrapresa da appena cinque anni, il successo del 2017 nel nostro Campionato regionale di Eccellenza sulla panchina della Sangiustese.

“Lupi” a 71 punti, San Nicolò Notaresco, prima delle compagini inseguitrici a 63: con soli sei gettoni rimasti sul piatto i molisani sono quindi irraggiungibili, e dunque autorizzati dalla matematica a liberare la gioia per il coming back tra i prof, atteso in città e dalle parti del “Nuovo Romagnoli” di Selvapiana la bellezza di 32 anni.

Cudini, dopo un primo approccio in panchina con la Juniores della Samb (2015-2016), per come affermato ha subito dopo conquistato il massimo circuito dilettantistico marchigiano con i rossoblù maceratesi, alla prima esperienza con una squadra over, approcciando l’anno dopo la Serie D con il San Nicolò Notaresco (2018-2019) per poi replicare, storia recente, il sommo successo con i medesimi colori sangiustesi, versione biennio molisano. Un cromatismo dunque, quello rossoblù, che porta davvero bene al nostro conterraneo, proiettato al futuro su basi solidi, per una carriera ascendente e con merito tutta in crescendo.

Cudini, lo scorso anno un’inerzia di campionato a vedervi nel finale favoriti su Matelica e San Nicolò, poi l’arrivo della pandemia ad interrompervi la rincorsa sul più bello, consegnando d’ufficio il pass per la C ai biancorossi maceratesi.

“All’inizio dello scorso campionato è vero, non siamo partiti bene. Avendo cambiato molto in sede di calcio mercato, con 23 giocatori nuovi in rosa sul totale di 24 effettivi, ci abbiamo messo un po’ a trovare la giusta quadratura del cerchio. Lo spartiacque l’ha rappresentato in corso d’opera la gara di Agnone, da li in poi sono maturati ben 18 risultati utili consecutivi, premessa ai 24 di quest’anno. Risultati giunti sul campo dopo l’aver raggiunto, però, la giusta mentalità tra singoli e squadra, che in crescendo ci ha portato poi a centrare l’obiettivo”.

Quest’anno, invece, un percorso del tutto maiuscolo, a regalarvi la somma soddisfazione con tanto di interessi. Qual è stato il passaggio di torneo in cui avete capito che potevate battere la concorrenza per l’apice della classifica?

“Dal mio punto di vista ce ne sono stati due, per motivi diversi, e mi riferisco alle sfide con Notaresco e Vastogirardi. La tappa teramana ha evidenziato una prestazione tonica, e tornando a quanto affermato poco fa, a delineare tra l’altro la giusta e necessaria mentalità, a quel punto del tutto consolidata, per affrontare al meglio il cammino stagionale. La seconda gara richiamata invece ci ha dato un grosso conforto dal punto di vista numerico, trattandosi di una tappa collocata a soli quattro turni dalla fine, ed il conseguente più otto in termini di distacco in classifica sugli inseguitori ci ha, diciamo, consacrato in maniera stabile sul tetto della graduatoria”.

Ed ora l’inevitabile sguardo al futuro: c’è già l’accordo per il proseguo del rapporto tra i prof con la società o nel mentre è maturato l’interesse di altri club, magari del nostro territorio?

“L’idea di due anni fa, quando cioè ci siamo stretti la mano qui a Campobasso, era quella di aprire un percorso, un ciclo sul medio periodo. Un primo step lo abbiamo compiuto, quindi la prospettiva di continuare insieme c’è da ambo le parti. Ora ci dobbiamo sedere, per il canonico summit che si terrà tra società e staff per ponderare e calibrare il tutto in vista della stagione professionistica. Di base, la volontà di proseguire il rapporto però e per come detto c’è, ma nel calcio, come nella vita, è ovvio che può sempre succedere di tutto. Nelle Marche, chiudendo la breve parentesi sul territorio, al momento non ci sono stati club a farsi avanti”. 

Il vice di Cudini, nella vittoriosa cavalcata del Campobasso, è stato Giuseppe Antognozzi, tecnico di Comunanza, una vita nel calcio. Dopo tutta la trafila nelle giovanili della squadra del suo paese, è stato anche giocatore nella prima quadra del Comunanza quando i giallorossi militavano in Promozione. 

Intrapresa la carriera di allenatore, è stato sulle panchine dell’Elpidiense (giovanili), Ripatransone (Prima Categoria), Polisportiva Gymnasium (giovanili), Sangiorgese (Promozione), Porto Sant’Elpidio (Juniores), Civitanovese (Serie D), Fermana (settore giovanile), Maceratese (settore giovanile e vice della prima squadra), Ascoli Picchio (settore giovanile) e infine San Nicolò Notaresco, in D, la compagine abruzzese dove ha incrociato mister Cudini. Ed ora eccolo, vittorioso, a Campobasso.

 

Giuseppe Antognozzi


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