Quantcast
facebook rss

Strategie di adattamento
ai cambiamenti climatici:
lo scopo di “Joint Secap”

SAN BENEDETTO - Il progetto, che ha coinvolto anche i Comuni di Grottammare, Cupra Marittima e Monteprandone, si concluso con un seminario al quale hanno partecipato diverse associazioni ambientaliste. A settembre sarà pubblicato il risultato di 30 mesi di lavoro
...

Con un seminario finale tenutosi ieri, 22 giugno 2021, all’Auditorium Comunale per iniziativa del personale dell’ufficio Europa, il Comune di San Benedetto del Tronto ha presentato il lavoro svolto in collaborazione con gli altri Enti locali nei 30 mesi di attività di Joint_SECAP (Programma Interreg  Italia-Croazia) di cui il Comune di San Benedetto del Tronto è appunto partner.
Il progetto, nato dalla consapevolezza che

I cambiamenti climatici sono una delle maggiori sfide mondiali della nostra epoca: è questa consapevolezza che ha ispirato l’attività degli Enti impegnati nel “Joint Secap”, progetto volto a gestire i cambiamenti climatici nelle zone costiere e che ha coinvolto il Comune di San Benedetto, Grottammare, Cupra Marittima e Monteprandone.

Nel seminario conclusivo di 30 mesi di lavoro, volto ad individuare strategie di interazione tra Enti e adottare un approccio sovracomunale per migliorare le prestazioni di tali misure, hanno preso parte ai lavori i rappresentanti tecnici e politici del Comune di San Benedetto del Tronto e dei 3 Comuni della rete locale, Grottammare, Cupra Marittima e Monteprandone.

Inoltre hanno partecipato i rappresentanti locali delle principali associazioni ambientaliste come Legambiente, Questione Natura e il Coordinamento “Fermiamo il consumo di suolo, rigeneriamo la città”. Hanno assistito all’evento anche i rappresentanti dell’AATO5 e del BIM.
Ha aperto i lavori il sindaco Pasqualino Piunti il quale ha sottolineato come San Benedetto abbia un territorio particolarmente vulnerabile, con un’alta densità abitativa, stretta tra mare e collina, con una serie di fiumi e torrenti che lo attraversano.

«Molto è stato fatto per prevenire disastri – ha detto Piunti – ma molto resta ancora da fare. Per questo motivo siamo molto interessati a capire come è possibile adottare strategie anche innovative e in sinergia con altri Enti che magari stanno sperimentando percorsi innovativi».
Attraverso la collaborazione con i comuni di Grottammare, Cupra Marittima e Monteprandone, San Benedetto ha infatti potuto evidenziare come i rischi climatici e le relative vulnerabilità possano influenzare tutti gli aspetti della  società ed il progetto “Joint Secap” ha permesso di dimostrare che nella pianificazione di attività legate al settore ambientale e tecnologico, ma anche economico e sociale, va abbandonata la logica del piano a scala comunale per aspirare ad una dimensione territoriale più ampia scala.
Sergio Trevisani, responsabile dell’ufficio Europa e Project Manager di “Joint Secap” ha moderato i lavori e ha presentato le prospettive di attuazione e strumenti di finanziamento a disposizione nei prossimi anni, ed in particolare il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e i Programmi Comunitari 2021/2027. Serena Sgariglia, collaboratrice del progetto, ha illustrato l’esperienza dei Comuni di Cupra Marittima, Grottammare, Monteprandone, guidati in questa esperienza da San Benedetto, ed ha spiegato il percorso metodologico e risultati ottenuti.
Il risultato principale del progetto “Joint Secap”, che ha visto il Comune di San Benedetto, sotto la guida di Unicam (Facoltà di Architettura di Ascoli), collaborare con partner territoriali italiani e croati, è rappresentato dal Paesc – Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile e Clima che rappresenta un fondamentale documento e strumento di pianificazione energetica utile a definire strategicamente un quadro complessivo degli obiettivi da raggiungere entro il 2030. Il Paesc verrà presentato pubblicamente a settembre.


© RIPRODUZIONE RISERVATA


Torna alla home page


Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati




X