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Operazione “Easy Money”:
13 persone arrestate
e 11 milioni di beni sequestrati
(Foto e video)

PROVVEDIMENTO del gip del Tribunale di Chieti. Stamattina il blitz delle Fiamme Gialle ascolane e dei Carabinieri di Chieti e Pescara. Sgominata un’associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti metallici, al riciclaggio e autoriciclaggio di proventi illeciti e all’emissione ed utilizzo di documenti attestanti operazioni inesistenti
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Questa mattina, venerdì 25 giugno, è scattata l’operazione “Easy Money” con cui i militari del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Ascoli e del Comando provinciale dei Carabinieri di Chieti, stanno procedendo all’esecuzione di 13 ordinanze di custodia cautelare e al sequestro preventivo di beni per un valore di oltre 11 milioni di euro.

I provvedimenti sono stati emessi dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Chieti nei confronti di appartenenti ad un’associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti metallici, al riciclaggio ed all’autoriciclaggio di proventi illeciti, nonché all’emissione ed utilizzo di documenti attestanti operazioni inesistenti, residenti nelle province di Chieti, Pescara, Teramo e Reggio Emilia.

Le indagini, dirette dal magistrato Giuseppe Falasca della Procura della Repubblica di Chieti e delegate al Nucleo di polizia economico-finanziaria delle Fiamme Gialle di Ascoli Piceno e ai Carabinieri di Chieti e di Pescara, hanno permesso di individuare il sodalizio criminoso che reperiva sul territorio nazionale rifiuti metallici acquistati “in nero” che, tramite una simulata “copertura” documentale e contabile, venivano convertiti in rottami legittimamente acquistati da imprese rappresentate da “teste di legno”.

Gli investigatori hanno individuato la modalità di riciclaggio dei soldi pagati ufficialmente per le fatture false emesse dalle società cartiere per 11.625.497,94 euro. Con la complicità di soggetti appositamente incaricati di effettuare dei prelevamenti con importi frazionati in modo da eludere la soglia del controllo antiriciclaggio, i soldi tornavano in buona parte ripuliti in mano agli indagati.

 


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