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Lui a piedi da Macerata a Loreto,
lei adotta una bimba in Tanzania
«Due fioretti per nostro figlio Pietro»

DALLE MARCHE - Fiocco azzurro per il dentista Michele Dulci e l'insegnante Claudia Suatoni. Dopo dei test durante la gravidanza che non escludevano gravi patologie congenite per il bambino, i neo genitori avevano fatto due promesse se tutte fosse andato bene. Il piccolo è nato senza problemi e le hanno mantenute
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Michele Dulci, Claudia Suatoni e il piccolo Pietro

 

di Leonardo Giorgi

Due promesse mantenute, qualche pianto, un’attesa infinita e alla fine la gioia più grande: il piccolo Pietro è nato e sta bene. Fiocco azzurro per Michele Dulci, dentista di Macerata, e Claudia Suatoni, insegnante e pedagoga originaria di Terni, freschi genitori residenti nel capoluogo.

Il bambino, nato lo scorso mercoledì, è venuto alla luce nel reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale di Macerata diretto dal primario Mauro Pelagalli. Sereno e dallo sguardo volpino, Pietro nasce dopo un’avventura speciale, iniziata intorno allo scorso Natale. Un’avventura che ha portato il papà a fare, tutto solo, il pellegrinaggio Macerata-Loreto in una calda mattinata di giugno.

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Il piccolo Pietro

«Il 22 dicembre – racconta papà Michele, stimato dentista di Macerata – abbiamo ricevuto i risultati del pregnant test. Il test non dà una diagnosi, ma indica il grado di possibilità del feto di sviluppare patologie, oltre a dire il sesso del bambino. E infatti i dottori ci dissero che era un maschietto. Ma oltre a questo, il test evidenziò anche che il feto aveva il 55% di possibilità di sviluppare patologie molto, molto gravi. Tanto che ci sarebbe potuta essere la necessità di interrompere la gravidanza. Seguirono giorni terribili, di grandi pianti e di grandi paure, stavamo per abbandonare ogni speranza. Prima di farlo però abbiamo fatto l’esame chiamato amniocentesi, un esame che fa diagnosi e dà risultati certi. Il 30 dicembre Claudia si sottopone all’esame e, proprio in vista di questo test, avevamo fatto un fioretto. Lei, se tutto fosse andato bene, avrebbe adottato una bambina a distanza. Io invece avrei fatto il pellegrinaggio Macerata-Loreto a piedi».

dulci-Image-2021-06-27-at-18.04.44-325x244«L’amniocentesi già dal giorno dopo – continua il giovane papà -, dai primi risultati ufficiosi, ci ha fatto capire che l’esame avrebbe escluso le possibilità che si erano profilate dopo il primo pregnant test. Per le diagnosi ufficiali abbiamo dovuto però aspettare il 15 gennaio. Quindi immaginatevi l’ansia di due settimane in questo modo. Temevamo il peggio, anche perché a quel punto della gravidanza, se Claudia avesse abortito sarebbe stato comunque un mini parto che avrebbe dovuto affrontare da sola, per via del Covid». Ma le cose sono andate per il verso giusto. Dopo quindici giorni, il grande sollievo: «Anche la diagnosi ufficiale ci diede buone notizie. E quindi avevamo due bellissime promesse da mantenere». In una mattinata di inizio giugno, Michele ha compiuto da solo il pellegrinaggio da Macerata alla basilica della Santa Casa di Loreto. Il giorno prima, Claudia ha adottato a distanza Salima, una bambina di 4 anni che vive in Tanzania.

E la cosa più importante è che Pietro, un giorno, ascolterà questa storia.

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Michele Dulci all’arrivo alla Basilica di Loreto

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Salima

 


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