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Riqualificazione o bomba sociale?
Il dibattito sulle Casette
infiamma il paese

CASTEL DI LAMA - L’incontro organizzato dai rappresentanti locali del Partito Democratico non è bastato per mettere d’accordo gli esponenti di maggioranza e storica opposizione. Nella giornata di domani è in programma un altro incontro con l’Erap
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di Federico Ameli

Dopo aver monopolizzato le ultime settimane di dibattito politico locale, la questione Casette – il quartiere della parte alta di Castel di Lama al centro di un progetto di riqualificazione urbana che ultimamente ha già fatto molto parlare di sé – sbarca ufficialmente nella piazza di Sambuco, dove lo scorso weekend è andato in scena un interessante dibattito pubblico organizzato dalla sezione locale del Partito Democratico con l’obiettivo fare una volta per tutte chiarezza sull’argomento (leggi l’articolo).

Le Casette di Castel di Lama (foto di Ernesto Pezzella)

Vista anche la grande attualità dei temi trattati, l’iniziativa ha riscosso un buon successo tra la cittadinanza, con una notevole cornice di pubblico lamense ad assistere con attenzione agli interventi dei vari relatori che si sono dati il cambio al microfono, tra protagonisti del presente e storici rappresentanti della politica locale.

Al di là di qualche momento di tensione, l’incontro ha rappresentato l’occasione per fare il punto della situazione sulla ricostruzione del quartiere Casette, che da almeno vent’anni a questa parte attende una riqualificazione che i vari percorsi amministrativi che si sono avvicendati in paese non sono ancora riusciti a garantire agli abitanti della zona.

Come al solito, la questione più dibattuta resta quella delle modalità operative con cui l’Amministrazione comunale e l’Erap intendono portare avanti l’opera. Nelle ultime settimane, infatti, si è a lungo parlato di un progetto che, stando ad alcune indiscrezioni, avrebbe previsto la costruzione di un unico edificio da 38 appartamenti e non sarebbe stato in alcun modo soggetto a modifiche sostanziali in grado di diluire la densità abitativa su più strutture, con tutti i rischi sociali del caso (leggi l’articolo).

Alcuni dei presenti all’incontro

Eppure, secondo quanto riferito dal sindaco Mauro Bochicchio, discorsi di questo tenore appaiono decisamente prematuri, dato il progetto in questione non ha ancora visto la luce.

«Il Comune non ha presentato alcun progetto alla Regione – spiega il primo cittadino -. L’Erap ha realizzato una scheda progetto con dei parametri in base ai quali la Regione ha poi stilato una graduatoria in cui Castel di Lama occupa il primo posto. Con delibera di giunta dello scorso 27 aprile, con Erap abbiamo poi approvato un protocollo di intesa per sviluppare un progetto condiviso.

Gli atti parlano chiaro – prosegue il Sindaco -. Ad oggi il progetto non esiste e l’unica cosa certa è il numero delle unità abitative da realizzare – 38, ndr – che rappresentava uno dei parametri della graduatoria regionale. Per andare incontro alle esigenze della cittadinanza cercheremo di proporre degli alloggi un po’ più spaziosi e di conseguenza meno numerosi, anche se informalmente l’ente ha già fatto sapere che non sarà facile raggiungere l’obiettivo».

A pensarla diversamente è, tra gli altri, Gianluca Re, ex vicesindaco e tra i principali animatori della questione Casette, che continua a nutrire i suoi dubbi sulle scelte e, soprattutto, sulle modalità comunicative dell’Amministrazione, accusata di non aver rispettato i principi della trasparenza particolarmente cari al Movimento 5 Stelle.

Gianluca Re

«La buona riuscita del dibattito – spiega Re – evidenzia chiaramente l’interesse della cittadinanza e, di conseguenza, l’errore del Sindaco nel non averla coinvolta nella decisione.

Il numero delle unità abitative sarà pure l’unico parametro non soggetto a modifiche, ma è anche l’aspetto più importante della riqualificazione: un numero così alto di alloggi vuol dire che l’area verrà stravolta e non certo recuperata.

Ancora una volta – prosegue – Bochicchio mostra difficoltà nel comprendere la storia di Castel di Lama. Al posto delle sei o sette famiglie di oggi ne arriveranno trentotto, tutte con elementi di disagio. Senza spazi ricreativi e di aggregazione, il risultato sarà la creazione di un ghetto e una bomba sociale pronta a esplodere nel giro di qualche anno».

Per il bene del quartiere, l’ex vicesindaco lancia una provocazione. «Dobbiamo chiederci – incalza Re – se questo è ciò di cui Castel di Lama ha davvero bisogno. Per quanto mi riguarda credo si debba insistere nella trattativa con Erap per ottenere dei termini migliori per la ristrutturazione: qualora l’ente non dovesse venirci incontro, a quel punto si dovrebbe rinunciare al finanziamento di una costruzione che sorgerebbe sulle macerie di un’importante pagina di storia.

Considerando che sono in arrivo anche i soldi del recovery plan sull’edilizia, non è detto che sia necessariamente un bene ricevere un finanziamento del genere. In fondo, parliamo di una scelta irreversibile avallata dall’Amministrazione, che ha preso questa decisione senza passare dal consiglio comunale quando anche un bambino si sarebbe reso conto dell’impossibilità di raddoppiare le unità abitative senza conseguenze sociali».

Restando in tema, nella giornata di domani, mercoledì 30 giugno, è in programma un incontro tra l’Amministrazione comunale e l’Erap. «Ho intenzione di stabilire un metodo di lavoro condiviso – spiega il Sindaco – con l’obiettivo di preservare almeno una casetta non certo per fini abitativi – dato che ad oggi le strutture sono ben lontane dal soddisfare i requisiti necessari – ma piuttosto come memoria storica».

Anche su questo punto Gianluca Re manifesta qualche perplessità. «Al di là della questione puramente estetica – dichiara l’ex vicesindaco – lasciare il contentino della casetta sembra quasi un insulto, sintomo della difficoltà dell’Amministrazione a giustificare una scelta del genere.

Il Comune di Castel di Lama cederà l’area all’Erap, dopodiché saranno loro a scegliere chi ospitare, anche tra cittadini di altri comuni».

Mauro Bochicchio

A questo proposito, il Sindaco ci tiene a puntualizzare. «La scelta – spiega Bochicchio – verrà fatta sulla base di un regolamento che ancora non esiste. Erap gestirà gli alloggi e non certo le assegnazioni, la cui graduatoria verrà stilata dal Comune di Castel di Lama. Stiamo predisponendo tutti i documenti necessari per redigere un regolamento che possa rappresentare il punto di partenza del bando.

Si tratta di procedure a evidenza pubblica: tutto passerà al vaglio del consiglio comunale, nessuno vuole nascondere nulla. Da una parte ci sono le opinioni personali, che partono dal presupposto falso di un progetto che ancora non esiste, dall’altra i fatti. Oltretutto, gli esponenti della vecchia politica hanno già approvato due volte un progetto di demolizione del quartiere: sinceramente, vederli dipingersi come paladini delle Casette fa un po’ sorridere».

Grazie al dibattito promosso dai democratici locali, la cittadinanza ha potuto chiarirsi un po’ le idee su una questione destinata a tenere banco ancora a lungo in paese. Pare, infatti, che il confronto dell’altra sera non sia bastato a sanare le tante divergenze che alla vigilia dividevano maggioranza e storica opposizione. A questo punto non resta che sperare in un lieto fine che possa accontentare tutte le parti in causa, ma con in ballo sei milioni di euro e 38 unità abitative in ballo da realizzare secondo un progetto ancora in via di definizione è ancora decisamente presto per poter cantare vittoria.


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