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Minacce al casellante,
condannato a due mesi

ASCOLI - Si tratta di un dipendente della Motorizzazione Civile che non voleva pagare il pedaggio in base al suo status lavorativo
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“Non devo pagare il pedaggio in quanto titolare della tessera di polizia stradale”. Ma la sbarra del casello autostradale è rimasta abbassate scatenando una lite con il casellante.

E così un dipendente pubblico è stato condannato, oggi mercoledì 30 giugno 2021, dal giudice Pietro Merletti del Tribunale di Ascoli a due mesi di reclusione oltre al risarcimento pecuniario alla parte civile assistita dall’avvocato Silvia Morganti.

L’ imputato era finito a processo per minacce ed interruzione di pubblico servizio dopo un turbolento episodio accaduto il 30 settembre del 2016 al casello di San Benedetto.

La vittima che ha sporto denuncia è un casellante in servizio in quel momento alla stazione di uscita dell’A14. Aveva accusato l’imputato di averlo prima minacciato e poi di avergli sputato addosso e di averlo strattonato.

Tra i reati contestati c’era anche quello di interruzione di pubblico servizio poiché l’auto era rimasta ferma sulla corsia dell’uscita per circa 15 minuti nonostante la sbarra fosse alzata.

L’avvocato difensore dell’imputato Massimo Tonoli ha prodotto un parere del Ministero in base al quale il dipendente aveva il diritto all’esonero del pedaggio in quanto titolare della tessera di “polizia stradale” conseguita in base ad un concorso.

Una circostanza poi confermata anche dal parere richiesto dal Tribunale di Ascoli Piceno.

Inoltre nonostante la richiesta delle immagini delle telecamere di videosorveglianza quest’ultime non sono state prodotte e messe a disposizione né agli inquirenti né alla difesa.

La difesa annuncia ricorso in Appello contro la sentenza di primo grado.


© RIPRODUZIONE RISERVATA


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