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Bimbo di 3 anni rischia di annegare:
salvo grazie a Simone Cola,
soccorritore della Croce Verde

PALMIANO - Il soccorritore si trovava per caso nella struttura dove è avvenuto l'incidente. Il suo tempestivo intervento ha evitato che si trasformasse in tragedia. Il piccolo, quando è stato tirato fuori dalla piscina, non respirava. Trasportato con l'eliambulanza ad Ancona. Ecco com'è andata
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Simone Cola

 

di Maria Nerina Galiè

 

Poteva trasformarsi in tragedia una bella giornata a bordo piscina tra le montagne picene. Un bimbo di 3 anni ha rischiato di annegare: è salvo grazie a Simone Cola, soccorritore della Croce Verde di Ascoli.

Tutto è accaduto in un attimo, a raggelare – nonostante l’afa – tutti i presenti nella struttura ricettiva, dotata di piscina, situata nel comune di Palmiano, al confine con il territorio di Venarotta.

Il piccolo, come tanti suoi coetanei sanno fare bene, è sfuggito per un secondo all’attenzione dei genitori ed è caduto in acqua. Lo hanno visto immobile sul fondo della vasca e immediatamente lo hanno ripescato. Ma già non respirava più ed era diventato cianotico. La telefonata al 118.

Simone Cola, dipendente dell’associazione che copre la Potes di Venarotta e Acquasanta, era lì per una festa di compleanno con la famiglia, non era in servizio.

E’ però scattato in soccorso del piccolo e, praticando tutte le manovre salvavita, lo ha rianimato e, nel giro di un minuto, prezioso per il futuro esito della vicenda, il bambino ha ripreso a respirare.

«E’ stato un minuto che però mi ha tolto anni di vita», il commento di quello che – umilissimo – senza mezzi termini si può definire l’eroe del giorno.

«Per fortuna – ha aggiunto – che faccio questo lavoro perché situazioni simili ti lasciano altrimenti impietrito».

Come lo era la maggior parte dei presenti. Nemmeno si può immaginare cosa abbiamo provato i genitori in quell’interminabile minuto.

Nel frattempo erano arrivati sul posti sia i colleghi di Cola, della Croce Verde di Venarotta, che hanno aiutato il piccino a riprendersi con l’ossigeno, e l’ambulanza medicalizzata del 118.

Poco dopo aver ripreso a respirare, il piccolo ha iniziato a parlare. «Saranno passati 5 minuti – ricorda Simone Cola – ed anche i suoi parametri erano buoni».

E’ stata tuttavia attivata l’eliambulanza. Il bambino è stato così stabilizzato per poi essere trasferito al “Salesi” di Ancona per i necessari controlli, atti a verificare che i secondi di ipossia non abbiano causato danni al cervello.

Ma dalle sue condizioni, quando è stato issato a bordo di “Icaro”, atterrato al campo sportivo di Venarotta, non dovrebbe andare incontro a grossi problemi.

 


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