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Green pass, le linee guida
della Confcommercio

COVID - Con la certificazione verde ormai in vigore da un paio di giorni, per titolari e gestori di attività legate alla ristorazione e all’intrattenimento è inevitabilmente tempo di formazione, nel tentativo di far rispettare le regole e scongiurare così una nuova ondata di contagi
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Con le settimane più calde dell’anno ormai alle porte e la preoccupante ricomparsa dei contagi in Riviera, anche il Piceno si appresta a fare i conti con il green pass, la certificazione necessaria per poter prendere parte a matrimoni, feste private ed eventi musicali e sportivi o per viaggiare liberamente, senza essere sottoposti a quarantena, in tutti i Paesi dell’Unione europea e dell’area Schengen.

Tuttavia, intorno ad alcuni aspetti legati all’utilizzo e, in particolare, alle applicazioni del certificato verde ad oggi aleggiano ancora diversi i dubbi, specie tra chi, sulla carta, sarebbe tenuto a far rispettare le normative in questione, ossia i titolari e gestori di attività commerciali del settore della ristorazione e dell’intrattenimento.

Per questa ragione, la Confcommercio ha pensato bene di proporre ai propri associati una serie di consigli finalizzati a una corretta applicazione del green pass e delle norme vigenti in materia, tendendo concretamente una mano a tutti coloro che nel giro di qualche giorno saranno chiamati a tutti gli effetti a far applicare quanto previsto dagli ultimi decreti.

Si propone di seguito una serie di domande e risposte volte a chiarire ogni possibile dubbio sugli obblighi normativi in questione, temi piuttosto caldi da prendere in considerazione in tempi di riaperture e di – si spera – ritorno alla normalità.

I gestori delle strutture ricettive sono obbligati a verificare il possesso del green pass per ogni cliente che intende soggiornare presso la struttura?

No. I gestori delle strutture ricettive non solo non sono obbligati a verificare il green pass di ogni cliente che soggiorna nella struttura, ma non sono legittimati a tale tipo di controllo. Per soggiornare nelle strutture ricettive le norme vigenti non richiedono il possesso del green pass.

I gestori delle strutture ricettive sono obbligati a verificare il possesso del green pass dei turisti stranieri che intendono soggiornare presso la struttura?

No. I gestori delle strutture ricettive non solo non sono obbligati a verificare il green pass dei turisti stranieri che intendono soggiornare nella struttura, ma non sono legittimati a tale tipo di controllo. Il controllo viene fatto dai vettori o dalle autorità preposte.

I gestori delle strutture ricettive possono scegliere di consentire il soggiorno solo a clienti in possesso del green pass?

No. L’articolo 10 bis del decreto legge 22 aprile 2021 n. 52 stabilisce che le certificazioni verdi possono essere utilizzate esclusivamente in alcuni specifici casi, tra i quali non rientra il soggiorno presso le strutture ricettive.

Il gestore di una struttura ricettiva o di una attività di ristorazione che organizza una festa di matrimonio – o una festa conseguente a cerimonie civili e religiose – nelle proprie strutture, deve verificare il possesso del green pass di ogni partecipante?

Sì. L’articolo 13 del Dpcm del 17 giugno 2021 ricomprende tra i soggetti verificatori i titolari delle strutture ricettive e dei pubblici esercizi per l’accesso ai quali è prescritto il possesso del green pass, nonché i loro delegati.

Si ricorda che l’articolo 9 del decreto legge 18 maggio 2021 n. 65 consente le feste conseguenti alle cerimonie civili o religiose, anche al chiuso, nel rispetto degli specifici protocolli e linee guida, con la prescrizione che i partecipanti siano muniti di una delle certificazioni verdi Covid-19.

Il gestore di una struttura ricettiva o di una attività di ristorazione che organizza una festa di matrimonio – o una festa conseguente a cerimonie civili e religiose – nelle proprie sale, può delegare un proprio dipendente o un terzo per la verifica del possesso del green pass dei partecipanti?

Sì. L’articolo 13 del Dpcm del 17 giugno 2021 consente ai titolari di strutture ricettive di delegare la verifica del green pass. I soggetti delegati devono essere incaricati con atto formale recante le necessarie istruzioni sull’esercizio dell’attività di verifica.

Occorre registrare il nome e cognome dei partecipanti ad una festa o ad una cena che non soggiornano nella struttura ricettiva?

Si. Anche se si tratta di una cena, per la quale non è richiesto il possesso del green pass, nel caso di persone non alloggiate, le linee guida delle regioni prevedono che il gestore della struttura ricettiva mantenga l’elenco dei partecipanti per un periodo di 14 giorni.

Quali sono le sanzioni per il gestore di una struttura ricettiva o di una attività di ristorazione che non verifica il possesso del green pass dei partecipanti ad una festa nelle proprie sale?

In caso di violazione delle disposizioni relative alle feste (articolo 9 del decreto legge n. 65 del 2021), è applicabile la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 400 a 1000 euro, nonché, per gli esercizi, la sanzione amministrativa accessoria della chiusura dell’esercizio o dell’attività da 5 a 30 giorni.

Come si effettua la verifica del possesso del green pass?

Occorre scaricare l’applicazione VerificaC19 su un dispositivo mobile. L’interessato mostrerà al verificatore il relativo Qr code, in formato digitale oppure cartaceo. L’app VerificaC19 estrarrà le informazioni e procederà con il controllo del sigillo elettronico qualificato. L’app mostra graficamente al verificatore l’effettiva validità della certificazione nonché il nome, il cognome e la data di nascita dell’intestatario della stessa. L’interessato, su richiesta del verificatore, esibirà un proprio documento di identità in corso di validità ai fini della verifica di corrispondenza dei dati anagrafici presenti nel documento con quelli visualizzati dall’app.

Ad ogni modo, è bene ricordare che, al di là dei recenti obblighi imposti dal green pass e dalla sua concreta applicazione, restano sempre valide le regole generali messe in pratica nelle ultime settimane, come ad esempio le norme relative al distanziamento sociale, l’esposizione di un cartello con il numero massimo delle persone che possono sostare all’interno dei locali, la misurazione della temperatura corporea e il corretto utilizzo della mascherina.

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