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“Incappucciati” i semafori che rendono
sicura la galleria sulla strada per Foce,
il sindaco: «Gesto sconsiderato»

MONTEMONACO - E' un by-pass molto stretto ma necessario per non chiudere l'unico punto d'accesso per il lago di Pilato, dopo l'interdizione della via principale, a rischio di caduta massi. Francesca Grilli ha chiesto l'inserimento del tratto, nei lavori per il terremoto che la Protezione Civile ha affidato all'Anas
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Uno dei due semafori coperti dalla felpa

di Maria Nerina Galiè

Un gesto senza senso, o difficile da interpretate, sicuro potenzialmente pericoloso: incappucciare i semafori del senso unico alternato, in una strada già piena di problemi e che, se è ancora aperta, lo si deve alla volontà di chi tiene al territorio.

E’ accaduto a Montemonaco, sulla strada che va da Rocca a Foce, l’unica. E la sola che conduce al lago di Pilato, sempre nel comune montano, meta di numerosi turisti ed escursionisti non solo in estate. Qualcuno ha pensato di mettere una felpa su ciascuno dei due semafori che organizzano la circolazione nella  galleria.

Chiunque abbia agito «in modo tanto sconsiderato», di una cosa è certa Francesca Grilli, sindaco di Montemonaco, «non è stato uno del posto. Perché sono stati proprio i residenti e i gestori delle attività che sorgono in quella zona a chiedere a gran voce l’istallazione dei semafori. La galleria è stretta e quindi pericolosa se utilizzata a doppio senso di marcia».

La galleria è una sorta di by-pass della strada principale, chiusa al transito dopo la caduta di un grosso masso avvenuta l’inverno scorso, “fortunatamente” quando non si poteva girare per via del Covid.

Francesca Grilli

«Il problema – afferma la Grilli –  è legato al sisma. In alto c’è una brutta frattura provocata dalle scosse di 5 anni fa. C’è bisogno di un intervento importante per ripristinare le condizioni di sicurezza, con delle paratoie o altro.

Qualche settimana fa sono stata a Roma, per chiedere l’inserimento di quel tratto nei lavori previsti per il terremoto, che la Protezione Civile ha affidato all’Anas, anche su strade comunali e secondarie».

Nel frattempo, però, il transito non è stato interdetto. Sarebbe stato un danno enorme sia per Montemonaco, ma anche per i tanti avventori.

E’ sempre il sindaco Grilli che parla: «Dovendo chiudere la strada per il rischio di caduta massi, abbiamo ripristinato la vecchia galleria. Il 29 aprile, in vista di un maggiore afflusso di auto, ho fatto l’ordinanza per istituire il senso unico alternato, con il semaforo».

La misura adottata non è stata indolore per l’Amministrazione comunale di un piccolo paese terremotato, ma consapevole di dover gestire e condividere con tutti un grande patrimonio naturale. 

«Nell’imminenza della caduta del masso, a novembre 2020, abbiamo provveduto al disgaggio delle parti pericolanti. Poi abbiamo affidato ad un geologo tutte le indagini per capire il livello di sicurezza e richiesto l’intervento del Genio Civile che ha invitato un drone – tanto la zona è impervia – per documentare dall’alto lo stato della parete rocciosa. Anche da lì abbiamo avuto conferma della lesione causata dal terremoto».

Una volta compresa però l’entità del problema, a Montemonaco ci si è subito resi conto che erano troppi i fondi necessari per risolverlo. Ed ecco allora la richiesta di intervento all’Anas, per il tramite della Protezione Civile.

«L’incontro con l’Anas è andato bene – dice ancora Francesca Grilli – siamo stati rassicurati sul fatto che la nostra richiesta sarà valutata in maniera attenta. Per quanto ci riguarda abbiamo già inviato tutta la documentazione richiesta».

Che ne è stato delle felpe utilizzate per coprire i semafori?

«Sono custodite in Comune: i proprietari possono venire lì a riprenderle».


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