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Rinviato il “Pride” del 24 luglio,
Liberə Tuttə: «Aspettare
non sarà un problema»

SAN BENEDETTO - La motivazione addotta dall'Amministrazione comunale è la concomitanza con la Festa della Marina. L'associazione promotrice: «Ci fa piacere costatare che non sia una questione di omolesbobitransfobia». Sul rischio affollamento: «Lo spirito è lontano delle celebrazioni incontrollate a cui abbiamo assistito dopo gli Europei»
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Un momento del Pride tenutosi ad Ancona nel 2019 (Foto Arcigay Comunitas Ancona)

Il “Pride”, previsto a San Benedetto il 24 luglio non si farà. Lo ufficializza l’associazione Liberə Tuttə, che oggi 13 luglio ha ottenuto riscontro ufficiale alla richiesta inviata il 30 giugno, di autorizzazione per l’occupazione di piazza Giorgini, nel centro della città rivierasca.

«Piazza Giorgini e, a quanto pare, tutto il centro cittadino saranno impegnati nella Festa della Marina – spiegano dall’associazione – impossibile scegliere una piazza diversa quindi.
Fa piacere constatare che il problema sia la data e non l’omolesbobitransfobia».

«Pare che la fede e la rivendicazione dei diritti appaiano come momenti di natura confliggente agli occhi delle più alte cariche della città. Ne prendiamo atto e lasciamo rispettosamente spazio alla tradizione. Ci era stato assicurato che nessun altro evento avrebbe occupato Piazza Giorgini nel giorno da noi prescelto per il Pride, ciononostante siamo pronte a cambiare data.
Posticipiamo l’evento. Ripeteremo l’iter burocratico richiesto, e pazientemente attenderemo. Speriamo solo che, questa volta le risposte arrivino prima e in carta-bollata piuttosto che precedute da un dubbio tam tam social che ha molto della “vernecchia” e poco dell’ufficialità che è propria ad un ente pubblico.
Se il problema è solo la concomitanza con le bancarelle della Festa della Marina, siamo sicure che non ci saranno problemi nella nuova data».

E’ sempre l’associazione, a cui sono arrivate voci in tal senso, però a dissociarsi da chi ritiene il “Pride” pericoloso per il “rischio di affollamento”.

«Lo spirito del Pride, ci teniamo a ribadirlo, non è quello delle celebrazioni incontrollate e a tratti violente di cui abbiamo avuto un esempio la sera della finale degli Europei. E dopo quanto visto e subito in quell’occasione, davvero ci spiacerebbe dover pensare che il problema dell’Amministrazione non sia la quantità di persone che si riversano in Piazza quanto le motivazioni che le spingono a farlo».


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