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Pietro Alemanno torna a Cerreto:
una copia del dipinto come ex voto
per la grazia ricevuta

VENAROTTA - A distanza di otto anni da un terribile incidente stradale, Florindo Sabatini e sua moglie Clorinda Caucci hanno voluto rendere omaggio alla Madonna restituendo alla comunità una copia del celebre trittico dell’artista austriaco, attualmente conservato nel Museo diocesano, realizzata dalla pittrice Patrizia Giacomini
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di Federico Ameli

A quasi cinquant’anni di distanza dall’ultima volta Pietro Alemanno torna nella “sua” Cerreto, piccola frazione del comune di Venarotta che dalla notte di Natale del 1485 al 1972 ha ospitato uno dei suoi più celebri dipinti nella chiesa del Santissimo Salvatore.

Florindo Sabatini e Clorinda Caucci

Con la struttura ancora alle prese con un delicato restauro a seguito degli eventi sismici degli ultimi anni, non si poteva però certo trattare dell’originale trittico realizzato dal pittore austriaco – conservato nelle stanze del Museo diocesano a partire dal terremoto del 1972 – bensì di una copia artistica commissionata alla pittrice Patrizia Giacomini da parte di Florindo Sabatini e sua moglie Clorinda Caucci per sciogliere un voto fatto qualche anno fa in occasione di un terribile incidente stradale.

«Io e mia moglie – racconta Florindo – abbiamo condiviso un evento tragico. Erano circa le 18,20 del 28 gennaio 2013, stavamo tornando in macchina da Rieti. Improvvisamente, all’altezza di Cotilia Terme, vedo due luci spostarsi sulla mia corsia: il tempo di accorgercene ed ecco lo schianto.

Clorinda racconta che, nell’attimo dell’impatto, io abbia invocato l’aiuto della Madonna. Nonostante i diversi traumi riportati, i Vigili del fuoco ci hanno estratti vivi dall’auto e, a distanza di otto anni, abbiamo la fortuna di essere qui».

Una volta messa alle spalle la tragica disavventura, la famiglia Sabatini ha dunque voluto rendere omaggio alla loro protettrice commissionando una fedele rappresentazione dell’originale dell’Alemanno da lasciare in eredità alla comunità cerretana.

«Ci siamo detti – prosegue Florindo – che una volta recuperata l’integrità fisica sarebbe stato nostro dovere fare qualcosa per ringraziare la Madonna. Abbiamo valutato diverse modalità, per poi optare per il dipinto dell’Alemanno, che manca da Cerreto da quasi cinquant’anni. Purtroppo, per poter ospitare di nuovo l’originale sono richiesti degli standard di sicurezza che al momento la chiesa non può garantire».

Per questa ragione, in occasione della tradizionale festa in onore della Madonna delle Grazie, in una struttura allestita ad hoc nelle vicinanze dell’omonima chiesetta del paese – l’unica della frazione a poter ospitare al momento funzioni religiose – dopo la messa officiata dal parroco don Elio Nevigari e da don Sergio Gaspari, religioso dei salesiani di Roma ma cerretano di nascita, la scorsa domenica 11 luglio è andata in scena la cerimonia di donazione del dipinto. Assente giustificato il vescovo dell’Aquila, monsignor Giuseppe Petrocchi, che in gioventù è stato anche parroco di Cerreto: pur non potendo essere presente alla celebrazione, “don Pino” – come affettuosamente lo ricordano da quelle parti – ha inviato un telegramma di saluto abbracciando virtualmente i suoi ex parrocchiani.

Di fronte a una folla visibilmente emozionata, con numerosi rappresentanti di frazioni e comuni vicini e alla presenza del sindaco Fabio Salvi, dell’assessore regionale Guido Castelli e dei professori Stefano Papetti, Maria Elma Grelli e Andrea Anselmi, i coniugi Sabatini hanno dunque svelato l’opera realizzata dalla Giacomini chiudendo così un cerchio inaugurato tragicamente ormai otto anni fa, nella consapevolezza di aver restituito agli abitanti di Cerreto un tassello fondamentale per la comunità e per il suo senso di appartenenza.

Fabio Salvi

Guido Castelli

Stefano Papetti


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