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Caritas Diocesana, il bilancio 2020: «Tra i nostri utenti, sempre più italiani»

SAN BENEDETTO - La struttura della Diocesi guidata dal vescovo Carlo Bresciani snocciola i dati post-pandemia: aumentano le nuove povertà, cresce il ricorso alle cure mediche gratuite
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«Senza il supporto dei volontari e dei contributi economici straordinari che ci sono arrivati dal fondo nazionale dell’8×1000, la nostra Diocesi da sola non ce l’avrebbe fatta a rispondere a tutti i nuovi bisogni emersi durante la pandemia».

Mette subito questo concetto in chiaro il vescovo di San Benedetto Ripatransone Montalto, monsignor Carlo Bresciani, presentando i dati sulle attività della Caritas Diocesana per il 2020: primo anno della pandemia.
Ebbene, 139 persone non erano mai state seguite prima e vengono inserite nel novero delle “nuove povertà” generate dalla pandemia. Molti servizi segnano aumenti record.

Lo scorso anno, il poliambulatorio interno alla sede di via Madonna della Pietà, a San Benedetto, ha registrato 1.389 prestazioni mediche. Erano 815 nel 2019. In crescita anche la consegna dei pacchi viveri mensili, passati da 1.326 a 1.450.

Sono state distribuite ben 15.000 mascherine e la struttura incastonata nel quartiere Ponterotto ha introdotto un rigido protocollo anti-contagio che ha dato ottimi frutti. Nel corso del 2020, infatti, si sono registrati zero contagi a fronte di 118 tamponi effettuati da operatori e ospiti.
Nei mesi più duri del lockdown (marzo/maggio 2020) consegnati ben 1.076 buoni-spesa, per un totale di 25.260 euro.

A tal proposito, proiettiamoci sull’anno in corso.

Se, nei primi 5 mesi del 2019, si erano registrate 26 richieste di contributo per il pagamento di bollette o tasse, questo dato è schizzato a 110 nello stesso periodo del 2021. Si prospettano dunque ancora dei mesi molto difficili.
Questi dati sono stati snocciolati nella mattinata di oggi, martedì 20 luglio, durante un incontro al quale hanno partecipato, tra gli altri, il direttore don Gianni Croci ed il vice Fernando Palestini.

«Mi piace pensare alla nostra Caritas non solo come un luogo dove vengono saziati bisogni primari – ha detto don Gianni – ma anche come un vero e proprio laboratorio dove le persone in difficoltà non rinunciano a sviluppare i propri talenti intellettivi e creativi. A tal proposito, ricordo con gioia il corso di pittura che abbiamo portato avanti nel corso dell’ultimo anno, e l’impegno del nostro personale per la formazione dei giovani ospiti nelle nostre case d’accoglienza».

Il report

 


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