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La chiesa di Sant’Agostino
recupera l’altare
minore di San Giuseppe

ASCOLI - Sono terminati i lavori di restauro e rispristino delle parti mancanti. L'opera è stata finanziata da Paolo Maria Ficcadenti, membro di antica famiglia ascolana oggi residente in Toscana. Progettista e direttore dei lavori l'architetto Giuseppe Baiocchi
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Paolo Maria Ficcadenti e Giuseppe Baiocchi

La chiesa di Sant’Agostino, nel cuore di Ascoli, ha recuperato uno dei suoi più preziosi angoli: si sono conclusi i lavori di restauro e ripristino dell’altare minore di San Giuseppe.
L’altare, fortunato sopravvissuto degli sventramenti attuati per la riforma liturgica del 1966, si presentava nel 2020 in un pessimo stato conservativo e privo di molte parti, tanto da non essere idoneo per la funzione liturgica.
Paolo Maria Ficcadenti, membro di antica famiglia ascolana oggi residente in Toscana, ha finanziato – previa approvazione diocesana e della Soprintendenza ai Beni Culturali – l’intero lavoro, affidando la progettazione e la direzione lavori all’architetto Giuseppe Baiocchi, che si è avvalso della ditta di restauri “Adip conservazione e restauro opere d’arte”.

Complice il Covid e alcune problematiche legate alla delicatezza dell’intervento, si è infine concluso un lavoro che, come commenta lo stesso Baiocchi, «ha restituito dignità al manufatto, poiché è stato riconsegnato, non come un feticcio da fotografare, ma come un altare che possa tornare a svolgere quella che è la sua funzione naturale: la messa, qualora il vescovo lo riterrà opportuno. Alla collettività viene restituito un grande bene culturale largo ben 5,34 x 11,77 metri».
Difatti il ripristino ha visto la creazione, secondo lo stile dell’architetto Giuseppe Giosafatti (1643 – 1733), del paliotto, della mensa, della predella, del predellino, degli stemmi e di tutti gli oggetti liturgici: 6 candelieri, 2 reliquiari, 4 palme d’altare e coppe e 3 cartegloria.


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