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Sabatini: «Ma quali Marche
che scivolano al Sud,
torneremo un modello virtuoso»

NOMINA - Il presidente ascolano braccio destro del leader nazionale Prete: «Conta stare nella stanza dei bottoni, non sarei stato nominato se non si fosse realizzata la Camera unica regionale»
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Gino Sabatini Presidente della Camera di Commercio delle Marche

di Pierpaolo Pierleoni

Figurerà tra i vicepresidenti del nuovo vertice nazionale di Unioncamere, il presidente della Camera di commercio delle Marche Gino Sabatini. Sarà braccio destro del neo presidente Andrea Prete, già alla guida del sistema camerale di Salerno e che è stato eletto all’unanimità. Un riconoscimento non tanto individuale, come ha tenuto a sottolineare oggi in conferenza stampa, ma soprattutto alle Marche ed alla scelta di realizzare un ente unico per tutta la Regione.

«Sedere oggi ad un tavolo nazionale può favorire investimenti e trasferire sul tavolo di Unioncamere nazionale ciò che vorremmo portare avanti nel nostro territorio – spiega Sabatini – Il riconoscimento non è alla persona di Gino Sabatini, senza dubbio ha avuto un ruolo determinante la fusione tra le camere delle Marche, senza questo accorpamento sicuramente non avrei ricevuto un ruolo di questo peso».

Le parole d’ordine per le sfide che attendono le imprese sono sempre le stesse. «Digitalizzare, semplificare, sburocratizzare, internazionalizzare – elenca il Presidente – Occorre investire sulle filiere, facilitare il credito, intervenire su una formazione di qualità e rispondente alle esigenze delle aziende, pensare ai giovani ed all’imprenditoria femminile, la sinergia deve essere sempre più forte, per fare in modo che le microimprese abbiano gambe per crescere. Le camere di commercio debbono continuare ad essere aggregatori in ambito locale».

E’ convinto, Sabatini, che «vadano potenziati progetti di sviluppo nei territori per favorire il raccordo tra soggetti pubblici e privati e stimolare nuove idee di territorio».

Non ci sta, il vicepresidente di Unioncamere e leader dell’ente camerale marchigiano, a sentir parlare di Marche che scivolano verso il Mezzogiorno. «Viviamo un momento decisivo, ma non siamo affatto una regione che va verso il profondo sud. Abbiamo difficoltà croniche di fronte alle quali forse non si è mai messo in campo un progetto di squadra che esca dalle lobbies comunali o provinciali. Il riconoscimento arrivato oggi ci fa capire, invece, che lavorando di squadra arrivano i risultati».

«Le Marche – prosegue Sabatini – possono agganciare un treno per tornare regione modello a livello economico, in modo da uscire dalla transizione. Nel turismo abbiamo fatto squadra con il presidente della Regione Acquaroli e il ct della Nazionale di calcio Roberto Mancini come testimonial, una scelta intelligente del Governatore che ha portato ottimi risultati. Quando si lavora all’unisono, I numeri riusciamo a farli. Basta col paradigma che staremmo scivolando verso sud. Possiamo essere un modello per l’economia italiana. Abbiamo le imprese, il know how e le piattaforme, le filiere istituzionali».

Non sono state affidate al momento, ai vertici di Unioncamere, deleghe specifiche, ma l’importante, conclude Gino Sabatini, «è stare nella stanza dei bottoni. Le Marche contano in un momento fondamentale, in cui diremo la nostra anche sui fondi del Pnrr (piano nazionale di ripresa e resilienza con cui saranno gestite le risorse europee del Recovery Fund)».


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