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Qualificazione per installatori di impianti
rinnovabili: la visura camerale ora
dice chi ne è in possesso

ASCOLI - La Cna picena, accanto alla confederazione nazionale, si è battuta per l'obbligo di indicare sul certificato il percorso di ottenimento della qualifica Fer degli aggiornamenti per mantenerla
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Francesco Balloni

Nelle visure camerali c’è l’obbligo di inserire qualificazioni ottenute dalle imprese artigiane istallatrici degli impianti alimentati da energie rinnovabili: per la Cna picena è una vittoria che permetterà di recuperare un gap.

Le aziende in possesso dell’adempimento di legge, previsto dal decreto legge del 2011, non saranno più sullo stesso piano di quelle che non hanno seguito il percorso di qualificazione e gli aggiornamenti per mantenerla.  

Si è conclusa la lunga battaglia condotta dal sistema nazionale Cna e dalla Cna Picena per ottenere l’inserimento nella visura camerale della qualificazione, appunto delle imprese che installano impianti alimentati da energie rinnovabili (Fer).

Un vulnus finalmente sanato grazie all’emendamento richiesto dalla Cna (e presentato, tra gli altri, dagli onorevoli Sara Moretto e Marco di Maio) approvato nelle commissioni riunite Affari costituzionali e Ambiente della Camera.
L’articolo 15 del decreto legislativo 28 del 011 ha introdotto un sistema di qualificazione degli installatori di impianti Fer che prevede il mantenimento della qualificazione ottenuta mediante la frequenza obbligatoria di 16 ore di formazione ogni 3 anni.
Questo decreto, però, non conteneva alcun riferimento all’obbligo, da parte delle Camere di commercio, di inserire nella visura camerale delle imprese la qualificazione ottenuta e l’assolvimento dell’obbligo di aggiornamento necessario per mantenerla.

Tale carenza ha creato nel tempo gravi problemi alle imprese che, dopo aver portato a compimento il percorso formativo di aggiornamento, non avevano la possibilità di dimostrare né l’avvenuta qualificazione né lo svolgimento del percorso di aggiornamento necessario per mantenerla.
Venivano equiparate, in pratica, le imprese che avevano adempiuto regolarmente ad un obbligo di legge e quelle che non avevano compiuto alcun percorso di qualificazione con una evidente discriminazione, e conseguente concorrenza sleale, nei confronti delle imprese virtuose. Ingiustizie alle quali ha permesso di porre fine l’impegno della Cna.
«Sicuramente è una cosa giusta – precisa Francesco Balloni, direttore della Cna provinciale di Ascoli – auspichiamo situazioni condivise, con istituzioni ed enti preposti, che portino le imprese ad avere, nel rispetto delle normative ma senza lungaggini burocratiche, tutti i requisiti richiesti.

Con Fgas la cosa sta migliorando ma l’obiettivo resta formare e informare le imprese che hanno titolo per operare in questo settore. Riteniamo importante per questo sensibilizzare al massimo i clienti affinché gli impianti siano realizzati da aziende certificate Fer».


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